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23/11/2017 17:57
Home Articoli APPALTI Appalti, ecco come qualificarsi per le gare su beni culturali e scavi archeologici

Appalti, ecco come qualificarsi per le gare su beni culturali e scavi archeologici

In arrivo la regolamentazione degli appalti pubblici di lavori sui beni culturali. Il Dm n.374 del Mibact (di concerto con le Infrastrutture) è stato firmato lo scorso 22 agosto ed è in viaggio verso la «Gazzetta Ufficiale». A darne notizia è lo stesso ministero dei Beni Culturali, riferendo che il provvedimento «è stato trasmesso agli organi di controllo, pertanto sarà disponibile dopo la registrazione».

Nel testo del decreto che «Edilizia e Territorio» è in grado di anticipare sono chiarite tutte le condizioni per la qualificazione tecnico-economica delle imprese che intendano partecipare agli appalti - sia pubblici che privati - che riguardino sia direttamente i lavori su immobili sottoposti a tutela (monitoraggio, manutenzione e restauro), sia anche le attività di scavo archeologico (comprese le indagini archeologiche subacquee), sia infine il «monitoraggio, manutenzione e restauro di beni culturali mobili, superfici decorate di beni architettonici e materiali storicizzati di beni immobili di interesse storico, artistico o archeologico».


La qualificazione per i lavori soprasoglia

Per i lavori oltre i 150mila euro, le imprese devono dimostrare il possesso della qualifica OG2 (Restauro e manutenzione dei beni immobili sottoposti a tutela), OS2-A (Superfici decorate di beni immobili del patrimonio culturale e beni culturali mobili di interesse storico, artistico, archeologico ed etnoantropologico), OS2-B (Beni culturali mobili di interesse archivistico e librario ), OS24 (Verde e arredo urbano) e OS25 (Scavi archeologici).

Importante la precisazione che «la certificazione rilasciata ai soggetti esecutori deve contenere anche l'attestato dell'autorità preposta alla tutela del bene oggetto dei lavori del buon esito degli interventi eseguiti».

I requisiti generali/L'iscrizione alla camera di commercio

L'iscrizione dell'impresa presso la camera di commercio deve essere relativa alle seguenti attività: 1) lavori inerenti a scavi archeologici; b) lavori inerenti alla manutenzione e al restauro dei beni culturali mobili e di superfici decorate di beni architettonici e materiali storicizzati di beni immobili culturali, a conservazione e restauro di opere d'arte; c) lavori inerenti al restauro e alla manutenzione di beni culturali immobili, a conservazione e restauro di opere d'arte; d) lavori inerenti al verde storico (art.10, c.4 lettera "f" del codice dei Beni culturali), a parchi e giardini.

I requisiti speciali/L'idoneità tecnica: la direzione tecnica

Entrando invece nell'ambito dei requisiti speciali, sotto il profilo dell'idoneità tecnica il regolamento impone precisi vincoli alla direzione tecnica.
Per prima cosa al direttore tecnico si richiede l'«unicità dell'incarico». Significa che per tutta la durata dell'appalto il direttore tecnico (o i direttori tecnici) non possono rivestire «analogo incarico per conto di altre imprese qualificate» e devono consegnare alla stazione appaltante una apposita dichiarazione. Per la categoria OG2 il direttore tecnico deve essere un architetto iscritto all'albo oppure deve avere una laurea in magistrale in conservazione dei beni culturali.
Per le categorie Os2-A e OS2-B serve un diploma di restauratore rilasciato dalle scuole di alta formazione o altri istituti indicati dal codice dei beni culturale (art.29 c.9) oppure serve una laurea magistrale in conservazione e restauro dei beni culturali. In alternativa la direzione tecnica può essere affidata a restauratori di beni culturali qualificati ai sensi dell'articolo 182 del codice dei Beni culturali, a patto che abbiano svolto - alla data di entrata in vigore del regolamento - «almeno tre distinti incarichi di direzione tecnica» nell'ambito dei lavori riconducibili alle relative categorie specialistiche. Per lavori di importo inferiore ai 150mila euro i requisiti vengono autocertificati.

I requisiti speciali/L'idoneità tecnica: i lavori eseguiti

per partecipare all'appalto l'imrpesa deve avere eseguito lavori sui beni culturali per almeno il 70% dell'importo della classifica per cui viene richiesta l'iscrizione. Inoltre «l'impiego temporalmente illimitato dei certificati di esecuzione dei lavori ai fini della qualificazione è consentito, a condizione che sia rispettato il principio di continuità nell'esecuzione dei lavori, a prova dell'attuale idoneità a eseguire interventi nella categoria per la quale è richiesta l'attestazione, oppure che sia rimasta invariata la direzione tecnica dell'impresa».

Periodo transitorio

Il regolamento precisa che - per quanto riguarda i lavori utili alla qualificazione - «sono fatti salvi i certificati rilasciati prima dell'entrata in vigore del presente decreto se accompagnati e integrati dalla dichiarazione di buon esito rilasciata dall'autorità preposta alla tutela dei beni su cui i lavori sono tati realizzati». Inoltre, sempre ai fini dell'idoneità tecnica, si precisa che «i lavori possono essere utilizzati solo se effettivamente eseguiti dall'impresa, anche se eseguiti in qualità di impresa subappaltatrice» e che «l'impresa appaltatrice non può utilizzare ai fini della qualificazione i lavori affidati in subappalto».

I requisiti speciali/L'idoneità organizzativa

In generale, i restauratori e i collaboratori, i restauratori e gli archeologi devono avere con l'impresa un contratto a tempo determinato o indeterminato.

Per quanto riguarda la categoria generale OG2 delle imprese con almeno 6 dipendenti in media negli ultimi dieci anni, l'idoneità è dimostrata, da un costo del personale di almeno il 15% dei lavori OG2 realizzati nell'ultimo decennio (precedente all'iscrizione presso la Soa), cui almeno il 40% deve riguardare il personale operaio. In alternativa si deve dimostrare una spesa per il personale dipendente a tempo indeterminato di almeno il 10% dei lavori OG2 realizzati nell'ultimo decennio, di cui almeno l'80% per il personale tecnico qualificato.

Per quanto riguarda le categorie OS2-A e OS2-B l'idoneità delle imprese con almeno 6 addetti in media negli ultimi dieci anni, si dimostra con almeno il 20% dei restauratori (rispetto al totale degli addetti) e con almeno il 40% di collaboratori restauratori o anche restauratori (sempre rispetto al personale complessivo).
In alternativa, l'impresa è idonea se dimostra di aver sostenuto con costo del lavoro - riferito a restauratori e collaboratori restauratori - di almeno il 40% degli importi di lavori OS2 (A e B) nel decennio precedente all'iscrizione Soa.

Per le imprese fino a cinque dipendenti l'idoneità (OS2) è dimostrata con la presenza di almeno un restauratore.

Per quanto riguarda gli scavi archeologici (OS25) di imprese con almeno 6 dipendenti in media negli ultimi dieci anni, l'idoneità è dimostrata, dalla presenza di almeno il 30% di archeologi rispetto al totale dell'organico. In alternativa, l'impresa è idonea se dimostra di aver sostenuto con costo del lavoro - riferito agli archeologi - di almeno il 30% degli importi di lavori OS25 nel decennio precedente all'iscrizione Soa.

Per le imprese fino a cinque dipendenti l'idoneità (OS2) è dimostrata con la presenza di almeno un archeologo.

I requisiti speciali/L'adeguata capacità economica e finanziaria

Per dimostrare l'adeguata capacità economica e finanziaria valgono le regole del codice appalti (articolo 83, comma 2, articolo 84 e articolo 86). Nel solo caso delle lavorazioni che ricadono nelle categorie OS2-A, OS2-B e OS25, sono sufficienti le referenze bancarie.

 

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