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25/11/2017 06:38
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Piano regolatore generale

CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV – sentenza 18 agosto 2017 n. 4033.

Sui casi in cui sussiste l’obbligo di pubblicazione del P.R.G. e sulla motivazione necessaria e sufficiente per giustificare le scelte urbanistiche e per respingere eventuali opposizioni al P.R.G..

La pronuncia d’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d’interesse deve essere emessa con criteri rigorosi e restrittivi, per evitare che la preclusione dell’esame del merito della controversia si trasformi in un’inammissibile elusione dell’obbligo del giudice di provvedere sulla domanda; in particolare, a prescindere dalle ipotesi di sopravvenienza costituite da modifiche normative o accadimenti di fatto, solo laddove vi sia stata l’adozione di nuovi provvedimenti non più utilmente impugnabili, il giudice può dichiarare la sopravvenuta carenza di interesse, essendo ormai definitiva l’inconfigurabilità di qualsiasi possibile utilità discendente dalla favorevole definizione nel merito della controversia.

Ai sensi dell’art. 34, comma 3, c.p.a., anche se l’annullamento dell’atto impugnato non risulta più utile per la parte ricorrente, il giudice è comunque tenuto a ritenere ammissibile la richiesta di accertamento dell’illegittimità del provvedimento; tuttavia, egli deve valutare la sussistenza dell’interesse ai fini risarcitori, in difetto del quale la declaratoria di illegittimità correrebbe il rischio di rimanere meramente astratta. Incombe sulla parte ricorrente l’onere di allegare compiutamente i presupposti per la successiva proposizione dell’azione risarcitoria.
Nel procedimento di formazione dei piani regolatori generali, la pubblicazione prevista dall’art. 9 l. 17 agosto 1942 n. 1150, è finalizzata alla presentazione delle osservazioni da parte dei soggetti interessati, ma non è richiesta per le successive fasi del procedimento, anche se il piano originario risulti modificato a seguito dell’accoglimento di alcune osservazioni o in sede di approvazione regionale. Al suddetto principio si pongono come eccezioni le ipotesi di accoglimento delle osservazioni comportanti una profonda deviazione dai criteri posti a base del piano adottato e una modifica immediata del piano stesso; ovvero qualora il comune in fase di controdeduzione alle proposte di modifica regionali deliberi una sostanziale modifica immediata del piano regolatore generale.

Nel procedimento di formazione degli strumenti urbanistici, le osservazioni formulate dai proprietari interessati costituiscono un mero apporto collaborativo e non danno luogo a peculiari aspettative; pertanto, il loro rigetto non richiede una dettagliata motivazione, essendo sufficiente che siano state esaminate e ritenute, in modo serio e ragionevole, in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione del piano regolatore generale; d’altra parte le scelte effettuate dall’Amministrazione pubblica, nell’adozione degli strumenti urbanistici, costituiscono apprezzamento di merito sottratto al sindacato di legittimità, salvo che non siano inficiate da errori di fatto o da abnormi illogicità, sicché anche la destinazione data alle singole aree non necessita di apposita motivazione oltre quella che si può evincere dai criteri generali, di ordine tecnico- discrezionale, seguiti nell’impostazione del piano stesso, essendo sufficiente l’espresso riferimento alla relazione di accompagnamento al progetto di modificazione al piano regolatore generale, salvo che particolari situazioni non abbiano creato aspettative o affidamenti in favore di soggetti le cui posizioni appaiano meritevoli di specifiche considerazioni.

 

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