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22/11/2017 19:11
Home Articoli APPALTI Beni culturali: legittima la gara d'appalto per i "servizi strumentali"

Beni culturali: legittima la gara d'appalto per i "servizi strumentali"

di Ilenia Filippetti

A differenza di quanto disposto per i servizi di valorizzazione culturale, la gestione dei servizi strumentali può essere legittimamente affidata mediante la stipula di un contratto d’appalto. È questo il principio affermato dalTar Lazio, sede di Roma, con la sentenza n. 8009 del 7 luglio 2017.

Il caso

 

Nel febbraio 2017 Consip - eseguendo uno specifico accordo stipulato con il ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - indice una procedura di gara per l’affidamento dei servizi di biglietteria e di vigilanza da realizzare presso i siti del Colosseo, Foro Romano-Palatino e Domus Aurea.

Il bando viene impugnato da un’impresa in quanto con la procedura sarebbe stata inclusa nei «servizi strumentali» di biglietteria anche una parte delle prestazioni rientranti nei «servizi aggiuntivi»: la gara, pertanto, sarebbe stata indetta in violazione degli articoli 115 e 117 del Dlgs n. 42 del 2004, nei quali viene stabilito che la gestione indiretta dei servizi aggiuntivi deve essere attuata mediante concessione a terzi di tutte le attività di valorizzazione.

Lo strumento della concessione - sottolinea la ricorrente - è stato individuato, a tali fini, dal legislatore in quanto, trasferendo sul concessionario il rischio della gestione, lo stesso concessionario sarebbe motivato ad elaborare modelli efficienti di gestione e sarebbe spronato ad incrementare i guadagni mediante la valorizzazione e lo sviluppo qualitativo dell’offerta culturale.

L’approfondimento

Con la pronuncia in commento il Tar Lazio ricorda che l’articolo 117 del Dlgs n. 42 del 2004 dispone che negli istituti e nei luoghi di cultura possono essere istituiti servizi di assistenza culturale e di ospitalità per il pubblico, tra i quali rientrano:

a) il servizio editoriale e di vendita riguardante i cataloghi e i sussidi catalografici, audiovisivi e informatici, ogni altro materiale informativo, e le riproduzioni di beni culturali;
b) i servizi riguardanti beni librari e archivistici per la fornitura di riproduzioni e il recapito del prestito bibliotecario;
c) la gestione di raccolte discografiche, di diapoteche e biblioteche museali;
d) la gestione dei punti vendita e l’utilizzazione commerciale delle riproduzioni dei beni;
e) i servizi di accoglienza, ivi inclusi quelli di assistenza e di intrattenimento per l’infanzia, i servizi di informazione, di guida e assistenza didattica, i centri di incontro;
f) i servizi di caffetteria, di ristorazione, di guardaroba;
g) l’organizzazione di mostre e manifestazioni culturali, nonché di iniziative promozionali.

Il medesimo articolo dispone che i predetti servizi (cosiddetti servizi di valorizzazione culturale o «aggiuntivi») possono essere gestiti anche in forma integrata con i servizi di pulizia, di vigilanza e di biglietteria (definiti come «servizi strumentali»).

La norma precisa che la gestione dei servizi aggiuntivi è attuata nelle forme previste dall’articolo 115, ovverosia:

a) in forma diretta per mezzo di strutture organizzative interne alle Amministrazioni;
b) in forma indiretta tramite concessione a terzi delle attività di valorizzazione.
La norma prevede che l’affidamento dei servizi aggiuntivi possa anche avvenire in forma congiunta (ovverosia integrata) con i servizi strumentali.

La decisione

Per il Tar Lazio dal quadro normativo emerge che la gestione integrata dei servizi di valorizzazione culturale con i servizi strumentali costituisce una facoltà e non un obbligo per l’Amministrazione, e non può ritenersi che il legislatore consideri sempre la gestione integrata come l’optimum: è quindi legittima la scelta dell’Amministrazione di optare sia per la gestione integrata, sia, per converso, per la gestione separata dei servizi strumentali rispetto a quelli aggiuntivi di valorizzazione.

Inoltre, il vincolo della gestione indiretta tramite ricorso ad un contratto di concessione riguarda i soli servizi di valorizzazione e, quindi, anche l’ipotesi in cui la stazione appaltante opti per la gestione integrata di tali servizi aggiuntivi con quelli meramente strumentali. La gestione indiretta dei soli servizi strumentali, al contrario, non prevede lo stesso vincolo, e può legittimamente essere affidata mediante ricorso ad un contratto d’appalto.

Dalla predetta ricostruzione - prosegue il Tar Lazio - emerge che la scelta di optare per la gestione integrata oppure per l’affidamento in appalto dei soli servizi strumentali costituisce un tipico e legittimo esercizio della discrezionalità amministrativa riconosciuta a ciascuna stazione appaltante.

Nel caso di specie, il capitolato di gara prevedeva che il servizio di fornitura e gestione delle audioguide doveva comprendere la sola consegna e riconsegna degli apparati: all’affidatario del servizio era quindi richiesta la fornitura a noleggio dell’hardware, mentre la fornitura del software - che concreta l’effettivo valore culturale del servizio - non era compresa nell’oggetto della gara impugnata ed avrebbe potuto essere affidato in concessione in esito ad una ulteriore e successiva procedura.

Parimenti, nel capitolato veniva evidenziato che il «servizio informazioni» doveva sì consistere nell’erogazione di informazioni ai visitatori nei siti del Colosseo e del Foro Romano-Palatino, ma si trattava di informazioni strettamente connesse al servizio di biglietteria e consistenti in indicazioni di tipo concreto, del tutto eterogenee rispetto ai servizi di valorizzazione culturale.
Anche per quanto concerne, infine, il «servizio di vendita e di gestione delle visite guidate», la documentazione di gara precisava che tale servizio doveva consistere semplicemente nella vendita delle visite e nell’organizzazione del relativo calendario giornaliero ed orario: non si trattava, in definitiva, della fornitura del servizio di «visita guidata» né della fornitura della «guida/persona fisica», unici elementi che avrebbero potuto costituire un valore culturale aggiunto da affidare necessariamente in concessione.

 

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