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18/11/2017 10:54
Home Articoli PUBBLICO IMPIEGO Nessuna deroga extra ordinem ai limiti assunzionali per i Comuni di piccole dimensioni

Nessuna deroga extra ordinem ai limiti assunzionali per i Comuni di piccole dimensioni

di Giovanni G.A. Dato

Un Comune chiede di conoscere se per un Ente di piccole dimensioni sia possibile derogare al disposto dell’articolo 9, comma 28, del Dl n. 78 del 2010 per procedere all’assunzione a tempo determinato di particolari figure professionali (quali il vigile urbano o l’assistente sociale) non sostituibili nelle loro peculiari funzioni da altri dipendenti, per far fronte a particolari situazioni (quali prolungate assenze di dipendenti per motivi di salute o per maternità).

La questione è stata esaminata dalla recente deliberazione della Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per il Veneto, 26 giugno 2017, n. 391/2017/PAR.

L’analisi interpretativa

L’articolo 9, comma 28, del Dl n. 78 del 2010 si inserisce nel solco di una serie di previsioni dal tenore omogeneo e mira a conseguire il contenimento della spesa pubblica in un settore rilevante quale quello del personale, con specifico riferimento ai rapporti di coloro che collaborano con la Pa in virtù di contratti diversi da quello di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Una prima ipotesi da prendere in considerazione è quella relativa alla circostanza che un Comune, per una serie di motivi, non abbia sostenuto nel 2009 o nel triennio contemplato dalla norma (2007-2009) alcuna spesa per lavoro flessibile; in tal caso soccorre l’interpretazione giurisprudenziale secondo cui l’Ente locale può, con motivato provvedimento, individuare un nuovo parametro di riferimento, costituito dalla spesa strettamente necessaria per far fronte ad un servizio essenziale per l’Ente (fermo il rispetto dei presupposti stabiliti dall’articolo 36, commi 2 e seguenti, del Dlgs n. 165 del 2001 e della normativa – anche contrattuale – ivi richiamata, nonché dei vincoli generali previsti dall’ordinamento).

La diversa questione della deroga ai limiti assunzionali per i Comuni di piccole dimensioni in presenza di particolari circostanze è stata affrontata dalla Giurisprudenza contabile la quale ha chiarito che l’ordinamento non consente alla Pa di superare, per le assunzioni a tempo determinato e con qualsivoglia tipologia contrattuale, il livello di spesa sostenuta per le medesime finalità nell’anno 2009, non prevedendosi alcuna deroga per gli Enti di piccole dimensione né per quelli cosiddetti virtuosi e neppure per far fronte ad esigenze eccezionali o di carattere transitorio. L’unica deroga consentita riguarda esclusivamente le assunzioni strettamente necessarie a garantire l’esercizio delle funzioni di Polizia locale, di istruzione pubblica e del settore sociale, nella invarianza della spesa complessiva che non può essere comunque superiore a quella sostenuta per le stesse finalità nell’anno 2009.

Il parere

Per la deliberazione in commento, la chiara scelta operata dal legislatore esclude anche la possibilità di evitare l’applicazione dei limiti menzionati per l’asserita esigenza di assolvere funzioni fondamentali in assenza di altri possibili rimedi organizzativi. Vista la disciplina vigente, molto meno restrittiva rispetto a quella all’epoca in vigore, sono venuti meno i presupposti materiali che, in passato, avevano indotto le Sezioni riunite della Corte dei conti a consentire agli Enti di minori dimensioni demografiche, comunque entro limiti molto ristretti e avvalendosi dello strumento regolamentare, di derogare alla legge.

Peraltro, l’affermato principio della inderogabilità dei limiti stabiliti dall’articolo 9, comma 28, Dl n. 78 del 2010, sussiste anche per sostituzioni di personale temporaneamente assente per cause non programmabili dal Comune.

Tali linee interpretative non possono essere disattese in caso di corresponsione dell’indennità di maternità, trattandosi di una somma che rientra nell’ampio concetto di spesa sostenuta per il lavoro a tempo determinato, sia pure in forza di un obbligo di legge ed in difetto di corrispettività.

 

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