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21/11/2017 05:40
Home Articoli PUBBLICO IMPIEGO I compensi corrisposti dall'ISTAT hanno natura onnicomprensiva e remunerano tutte le spese sostenute dall'ente locale

I compensi corrisposti dall'ISTAT hanno natura onnicomprensiva e remunerano tutte le spese sostenute dall'ente locale

di Vincenzo Giannotti - Dirigente Settore Gestione Risorse (umane e finanziarie) Comune di Frosinone

Il Sindaco di un Comune chiede ai magistrati contabili le seguenti domande:

a) se il contributo per le prestazioni dei dipendenti comunali in materia di servizio statistico debba coprire anche gli oneri, riflessi e indiretti, a carico dell'amministrazione comunale;

b) parallelamente, se gli stessi oneri di cui sopra debbano essere considerati a carico del bilancio comunale, anche laddove il contributo statale non li copra.

La risposta del collegio contabile

Secondo il Collegio contabile la domanda formulata dal Comune non appare pertinente in quanto una volta stabilita la spesa da sostenere anche per il salario accessorio dei dipendenti, la stessa è ininfluente alla questione degli oneri riflessi in quanto gli stessi risulteranno sempre intestati all'ente locale.

 

Al fine di chiarire i presupposti i giudici contabili evidenziano, in via preliminare, come il comune gestisce i servizi di statistica, integrandosi con l'organizzazione del sistema statistico nazionale e svolgendo attività censuarie e di rilevazione per conto dell'ISTAT negli ambiti della propria competenza territoriale.

Trattasi di attività di rilevazione statistica che rientra nel novero dei compiti istituzionali dell'ente locale (artt. 12 e 14, D.Lgs. n. 267 del 2000). Ulteriori funzioni amministrative per i servizi di competenza statale possono essere affidate ai comuni dalla legge che ne regola anche i relativi rapporti finanziari, assicurando le risorse necessarie.

Da ciò discende che l'attività di rilevazione statistica, ordinaria e straordinaria, rientra a pieno titolo fra le mansioni istituzionali del pubblico dipendente anche sotto il profilo retributivo, nel senso che il contributo statale eventualmente corrisposto soggiace allo stesso regime fiscale stabilito per la remunerazione della prestazione di lavoro ordinaria, data la sua natura di emolumento periodico ed accessorio, ma a carattere retributivo.

Precisato quanto sopra, avuto riguardo alle spese derivanti dalla resa obbligatoria di servizi statistici straordinari, la legge provvede alla copertura finanziaria degli oneri sostenuti per i censimenti mediante un contributo, forfettario ed onnicomprensivo, trasferito dall'ISTAT in favore dei locali organi censuari. La contribuzione statale, normalmente, giunge in forma amministrativa, tramite trasferimenti di scopo, sulla base di disposizioni di legge che indicono e finanziano i censimenti, determinando appositi stanziamenti nella legge di bilancio dello Stato.

Tale contributo erogato al singolo ente locale costituisce un'entrata da inserire nel bilancio dell'ente ed è destinata genericamente ad assicurare le risorse finanziarie per far fronte alle funzioni ordinarie dell'amministrazione locale. In altri termini, il contributo ricevuto non dipende dai costi effettivamente sostenuti dal singolo ente, ma da indici esterni ed oggettivi quali la popolazione residente, l'attività di rilevazione effettuata, l'utilizzo di forme di conglomerazione operativa (costituzione di uffici comunali di censimento in forma associata). Gli ulteriori oneri non coperti dal contributo così determinato, pertanto, non possono che essere a carico dei bilanci degli organi censuari locali.

Pertanto, in caso di mancata integrale copertura delle citate risorse destinate, occorre che l'ente rinvenga nel proprio bilancio le risorse necessarie ad integrare la provvista occorrente per la spesa che si determina in base alla legge e al contratto di lavoro. Inoltre, trattandosi di svolgimento di funzioni ordinarie, l'ente pubblico non può far ricorso a rapporti di collaborazione autonoma, ma deve attingere alle risorse umane disponibili fra il proprio personale in servizio.

Conclusione

La risposta dei magistrati contabili è chiara nel definire come le risorse ricevute dall'ISTAT per le attività ordinariamente rese dal Comune per obbligo istituzionale non va a retribuire in via diretta le prestazioni supplementare del personale addetto, ma il suo carattere forfettario e onnicomprensivo tende a remunerare la totalità delle spese sostenute dall'ente locale (personale, oneri indiretti, spese amministrative, oneri generali).

Per quanto riguarda poi le eventuali risorse inserite nei fondi integrativi risulta evidente come le citate risorse siano inserite nei fondi al netto degli oneri riflessi (contributi, INAIL, IRAP) la cui spesa resta a carico dell'ente una volta stabilita la parte della citata remunerazione, unitamente alle altre spese dell'ente locale che restano, in caso di insufficienza rispetto alle entrate, di esclusiva competenza del Comune.

Corte dei conti-Campania, Sez. contr., Delib., 21 giugno 2017, n. 221

 

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