UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
25/11/2017 01:08
Home Articoli PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Incarichi dirigenziali solo con selezione preventiva

Incarichi dirigenziali solo con selezione preventiva

di Vincenzo Giannotti

L'articolo 13, comma 2, del contratto collettivo nazionale del Comparto Regioni ed enti locali Area della dirigenza 1998–2001 stabilisce che «Gli enti, con gli atti previsti dai rispettivi ordinamenti, adeguano le regole sugli incarichi dirigenziali ai principi stabiliti dall'art. 19, commi 1 e 2, del D. Lgs. n. 29/1993 (rectius D.Lgs.165/01), con particolare riferimento ai criteri per il conferimento e la revoca degli incarichi e per il passaggio ad incarichi diversi nonché per relativa durata …».

Precisato l'obbligatorio collegamento con le disposizioni del Testo unico del pubblico impiego, assumono importanza le indicazioni contenute nella deliberazione n. 218 della Corte dei conti, Sezione regionale di controllo della Campania che ha ricusato il visto di legittimità a un atto di conferimento di un incarico dirigenziale disposto da un ente pubblico, in quanto effettuato in violazione delle disposizioni di cui all'articolo 19, commi 1 e 2, del Dlgs 165/2001.

La procedura del conferimento degli incarichi dirigenziali

L'ente pubblico, cui i giudici contabili hanno negato il visto di legittimità, ha sostenuto che non vi sarebbe alcuna necessità di una preventiva identificazione e indicazione dei criteri da seguire nella scelta dei dirigenti cui conferire i vari incarichi in quanto non sarebbe rinvenibile, nell'attuale formulazione dell'articolo 19, comma 1, del Dlgs 165/2001, alcun riferimento a obbligo di valutazione comparativa, né a concorsualità o a paraconcorsualità, in quanto la selezione si esprimerebbe in una forma non tipica, mantenendo i connotati della scelta fiduciaria, attinente al potere privatistico dell'amministrazione pubblica in materia di personale dipendente. Di contrario avviso il Collegio contabile in quanto nel conferimento degli incarichi dirigenziali andrebbero rispettati i seguenti principi stabiliti dalla normativa e dalla giurisprudenza:

• la Pa è obbligata a definire, mediante adeguata pubblicità, in via preventiva i criteri che la stessa dovrà utilizzare nello svolgimento della procedura di valutazione e di scelta ai fini del conferimento degli incarichi dirigenziali, nonché assicurare la trasparenza di tale scelta;

• secondo i giudici di Piazza Cavour, in tema di pubblico impiego privatizzato, gli atti di conferimento degli incarichi dirigenziali costituiscono provvedimenti di natura negoziale, come tali soggetti alle regole di controllo dei poteri privati; la natura fiduciaria dell'incarico trova contemperamento nell'esigenza che la selezione degli aspiranti avvenga nel rispetto delle regole di buona fede e correttezza, di imparzialità e buon andamento (Cassazione, sentenza n. 19630/2011);

• inoltre, l'amministrazione che non abbia fornito nessun elemento circa i criteri e le motivazioni seguiti nella scelta dei dirigenti, ritenuti maggiormente idonei agli incarichi da conferire, è soggetta ad inadempimento contrattuale e, come tale, suscettibile di produrre danno risarcibile (Cassazione - Sezione Lavaro, 14 aprile 2008 n. 9814 e 14 aprile 2015 n. 7495);

• l'articolo 19 del Dlgs 165/2001, rafforzato dalle modifiche introdotte dal Dlgs 150/2009, obbliga l'amministrazione, in quanto ente pubblico, a dar conto non solo all'interessato, ma anche alla comunità dei dipendenti e anche agli utenti esterni del servizio della scelta effettuata al momento di assegnare l'incarico dirigenziale;

• la fiducia tra ente e dirigente non va intesa come affinità di idee personali e politiche, ma soprattutto come positivo apprezzamento delle capacità tecnico-professionali, in ordine al raggiungimento di specifici e predeterminati obiettivi;

• in relazione all'obbligatorietà del rispetto dell'articolo 19, comma 1-bis, del Dlgs 165/2001 la giurisprudenza della Corte dei conti (ex multis Sezione Centrale Controllo, n. 3 del 2013) ha ribadito che «il conferimento degli incarichi dirigenziali deve avvenire con una procedura di natura concorsuale previa pubblicità dei posti vacanti e predeterminazione dei criteri di valutazione. Si tratta di un sistema che assicura la contemporanea soddisfazione delle esigenze di trasparenza, non discriminazione e buona amministrazione, all'interno del quale i diritti e le aspirazioni del dipendente convivono con le esigenze dell'amministrazione».

Considerato che la Pa non ha fatto buon uso delle regole e procedure previste dalle disposizioni legislative, il visto di legittimità sull'atto del conferimento dirigenziale avvenuto non può essere reso.

Considerazioni conclusive

In considerazione dell'esplicito rinvio disposto non solo nel contratto della dirigenza degli enti locali, ma dalle stesse disposizioni legislative che impongono alle amministrazioni territoriali l'obbligo di adeguarsi alle disposizioni di cui all'articolo 19 del Testo unico del pubblico impiego, la rilevanza della deliberazione dei giudici contabili, conducono a una profonda riflessione sulle procedure da seguire per il corretto conferimento degli incarichi dirigenziali su posizioni che dovessero rendersi vacanti, avendo cura di pubblicare in via preventiva i citati posti vacanti e stabilendo le procedure di consultazione (interpello) dei dirigenti che a tali posizioni aspirino, con obbligo non solo di definire i criteri di scelta ma soprattutto di motivare adeguatamente, mediante analisi comparativa tra i diversi aspiranti, le migliori professionalità che saranno capaci di ricoprire la citata posizione dirigenziale vacante.

 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information