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24/11/2017 19:37
Home Articoli PUBBLICA AMMINISTRAZIONE L'obbligo di preventivo per incarichi legali salva l'ente da debiti fuori bilancio

L'obbligo di preventivo per incarichi legali salva l'ente da debiti fuori bilancio

di Alberto Barbiero

L'ente locale ha l'obbligo di richiedere un preventivo all'avvocato cui conferisce un incarico di patrocinio, al fine di evitare la formazione di debiti fuori bilancio.
La Corte dei conti, sezione regionale di controllo del Veneto, con la deliberazione n. 375/PAR/2016 ha evidenziato come la richiesta di esplicitazione dei valori economici da parte dei professionisti incaricati di difendere l'ente sia adempimento ineludibile.

La necessità di un preventivo di massima che indichi la misura del compenso, oltre a essere oggetto di specifica previsione da parte della normativa che ha abrogato le tariffe professionali (l'articolo 9 del Dl 1/2012 convertito dalla legge 27/2012) e che attualmente disciplina i compensi, tra l'altro, degli avvocati, viene espressamente contemplata dal principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria (allegato n. 4/2 al Dlgs 118/2011).

Le regole contabili
La regola stabilita dal principio contabile, al paragrafo 5.2, lettera g) prevede due misure particolari, finalizzate proprio a evitare la formazione di debiti fuori bilancio.
Anzitutto essa stabilisce, in deroga al principio della competenza potenziata, l'imputabilità dell'impegno assunto con il conferimento dell'incarico all'esercizio in cui il contratto è firmato, garantendo, in tal modo, la copertura della spesa.
Il principio impone all'ente anche di chiedere ogni anno al legale di confermare o meno il preventivo di spesa sulla scorta del quale è stato assunto l'impegno originario.
Secondo la Corte dei conti, la richiesta confermativa anno per anno deve essere effettuata dovendo tener conto della probabile reimputazione ad altro esercizio, ossia quello nel quale l'obbligazione viene effettivamente a scadenza, del residuo passivo formatosi proprio per effetto del meccanismo di imputazione previsto dal principio suddetto.
Questi elementi e l'obbligo specifico di comunicazione per ogni anno delle eventuali variazioni del preventivo devono essere tradotti nel disciplinare d'incarico.

La delibera
Il parere dei magistrati contabili fa rilevare peraltro come la carenza iniziale nella stima del costo della prestazione da un lato espone l'ente al rischio (o anche certezza) della formazione di oneri a carico del bilancio privi della necessaria copertura, ma da un altro non può influire sulla esistenza ed entità dell'obbligazione sorta per effetto dell'espletamento dell'incarico, che deve trovare, ovviamente nei limiti della effettiva spettanza e nel rispetto delle norme e dei principi che regolano il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, la dovuta rappresentazione contabile nelle scritture dell'ente, allo scopo di consentirne il regolare adempimento. Pertanto, qualora la stima non sia stata adeguata ed effettivamente i compensi maturati dal legale eccedano l'impegno assunto, l'alternativa è il riconoscimento del debito, secondo la procedura disciplinata dall'articolo 194 del Tuel ovvero, nell'ipotesi di non riconoscibilità del rapporto obbligatorio per la accertata assenza dei presupposti ivi previsti, l'imputazione diretta del rapporto medesimo all'amministratore, funzionario o dipendente che abbiano consentito l'acquisizione della prestazione in assenza dell'impegno e della necessaria copertura (articolo 191, comma 4 del Tuel).

 

 

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