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20/11/2017 14:45
Home Articoli EDILIZIA E URBANISTICA Trattamento accessorio, fondi comunitari e spese legali: le massime della Corte dei Conti

Trattamento accessorio, fondi comunitari e spese legali: le massime della Corte dei Conti

di Marco Rossi

Pubblichiamo di seguito la rassegna con la sintesi del principio delle più interessanti pronunce delle sezioni regionali di controllo delle Corte dei conti depositate nel corso delle ultime settimane.

 

VINCOLI SUL TRATTAMENTO ACCESSORIO
Secondo il contratto collettivo 1° aprile 1999 le risorse relative alle particolari responsabilità sono finalizzate a «compensare l'eventuale esercizio di compiti che comportano specifiche responsabilità da parte del personale delle categorie B e C quando non trovi applicazione la speciale disciplina di cui all'art. 11, comma 3, del CCNL del 31.3.1999; compensare altresì specifiche responsabilità affidate al personale della categoria D, che non risulti incaricato di funzioni dell'area delle posizioni organizzative secondo la disciplina degli articoli da 8 a 11 del CCNL del 31.3.1999». Di conseguenza, essendo il disposto normativo chiaro nell'individuare le condizioni che ostano alla corresponsione dell'indennità in questione ed essendo puntualmente previsto che tra esse vi è, per quel che riguarda i dipendenti di categoria D, a cui il quesito del Comune istante fa riferimento, l'essere per l'appunto «titolari di posizione organizzativa» l'interrogativo circa il «se l'attribuzione della responsabilità di entrambi gli uffici ad un medesimo dipendente comunale di categoria D e la conseguente attribuzione delle posizioni organizzative e dei relativi trattamenti economici accessori sia compatibile, in sede di contrattazione integrativa, con la corresponsione dell'indennità per specifiche responsabilità di cui all'articolo 17, comma 2, lettera f) del contratto collettivo 1 aprile 1999 del comparto Regioni ed enti locali» deve trovare risposta negativa.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELL'ABRUZZO - PARERE 1° DICEMBRE 2016 N. 235/2016

IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DEL GAS
Al di là di ogni considerazione circa le indicazioni delle Autorità di Regolazione del settore, non può che ribadirsi come i criteri di iscrizione nello stato patrimoniale dei beni di proprietà degli Enti locali (ivi inclusi gli impianti di distribuzione del gas) restano disciplinati dalle norme di contabilità pubblica e che tali disposizioni tendono a privilegiare il criterio del costo storico, da rettificare solo nel caso di eventi che determinino un decremento effettivo del valore del bene. Resta fermo, peraltro, che nell'ambito della predisposizione del bilancio preventivo, la valutazione delle entrate potrà tenere conto della prevista cessione a titolo oneroso (se la stessa è divenuta concreta e attuale) i cui effetti dovranno essere stimati da parte dell'ente secondo criteri prudenziali che tengano conto di tutte le eventuali e complessive circostanze capaci di influire sulle effettive possibilità di realizzare i proventi derivanti dalla cessione del bene.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELL'ABRUZZO - PARERE 1° DICEMBRE 2016 N. 234/2016

FONDI COMUNITARI E VINCOLI DI FINANZA PUBBLICA
La sezione, rispetto al trattamento delle risorse correlate a fondi comunitari, ritiene di conformarsi alla pronuncia n. 28/2016 della Sezione delle Autonomie, secondo la quale «Nel rinnovato quadro normativo, in assenza di una norma espressa, le risorse provenienti direttamente o indirettamente dall'Unione europea (in specie: fondi POR FESR 2007-2013 e fondi del programma c.d. JESSICA) e le relative spese di parte corrente e in conto capitale sostenute dai comuni non possono ritenersi neutre ai fini del rispetto dell'obiettivo di saldo di finanza pubblica».
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELLA SICILIA - PARERE 2 DICEMBRE 2016 N. 260/2016

TRATTAMENTO CONTABILE DELLA GESTIONE ENTRATE A FRONTE DELL'AGGIO
Nell'ipotesi di esternalizzazione del servizio di riscossione dei tributi o di recupero crediti remunerato con il sistema dell'aggio o compenso calcolato in percentuale sugli incassi, l'ente non può procedere alla regolazione contabile degli aggi o compensi trattenuti dall'agente della riscossione o dal soggetto incaricato del recupero crediti all'atto del versamento, intendendo gli stessi quali minori entrate tributaria o extratributarie di pari importo. Non è, infatti, ipotizzabile una compensazione tra operazione di pagamento (di aggio o compenso per il servizio) ed una di riscossione e/o versamento – tale da qualificare la prima come "minore entrata" tributaria o extratributaria, dal momento che tale comportamento contabile violerebbe non solo i principi contabili che prescrivono la registrazione di tutte le transazioni elementari (attive e passive) opportunamente individuate secondo la codifica SIOPE ma, soprattutto, il principio contabile dell'integrità del bilancio.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELLA SICILIA - PARERE 23 NOVEMBRE 2016 N. 260/2016

VINCOLI AL TRATTAMENTO ACCESSORIO
Il vincolo previsto dall'articolo 1, comma 236, della legge 208/2015, relativo al trattamento accessorio, si deve applicare all'ammontare complessivo del trattamento accessorio e quindi non alle sue singole componenti, tenuto conto che il "tetto" è rappresentato dalla consistenza delle risorse destinate per il 2016 al trattamento accessorio, che non può superare il corrispondente importo determinato per l'anno 2015. Fermo restando che il tetto delle risorse disponibili, ai fini del contenimento della finanza pubblica, riguarda l'ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, la Sezione richiama l'attenzione sulle disposizioni di cui al contratto collettivo 1° aprile 1999 e in particolare sugli articoli 15 e 17 che disciplinano le risorse da destinare per le politiche di sviluppo delle risorse umane e per la produttività e il conseguente loro utilizzo.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DEL PIEMONTE - PARERE 29 NOVEMBRE 2016 N. 135/2016

FACOLTÀ ASSUNZIONALI E LORO DETERMINAZIONE
Qualora il rapporto dipendenti-popolazione dell'anno precedente sia inferiore al rapporto medio dipendenti-popolazione per classe demografica, come definito triennalmente con il decreto del Ministro dell'interno, la percentuale del turn-over è innalzata al 75% nei comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti. Tale meccanismo comporta la determinazione della facoltà assunzionale per l'anno 2017 facendo riferimento alle cessazioni ed al rapporto popolazione/dipendenti esistente al 31.12.2016. Esso opera annualmente e non su base triennale, di conseguenza se la capacità assunzionale per il 2017 si determina con riferimento ai dati relativi all'esercizio precedente, parimenti accadrà per il 2018, anno in cui si farà riferimento ai dati dell'anno precedente.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DEL PIEMONTE - PARERE 29 NOVEMBRE 2016 N. 134/2016

COMPENSI AL CDA DELLE PARTECIPATE PUBBLICHE
Nell'ipotesi che, nel 2013, non sia stato corrisposto alcun emolumento ai componenti dell'organo amministrativo di una società partecipata, l'interpretazione dell'articolo 4, comma 4, della spending review più coerente con la ratio applicabile alle società (connotate appunto dalla onerosità dell'incarico di amministrazione), è quella secondo cui il vincolo di riduzione all'80% va riferito al costo complessivo dell'ultimo esercizio in cui gli amministratori dell'allora consorzio avevano ricevuto un compenso. Ciò, fatta salva l'ipotesi che qualcuna delle persone fisiche che ricoprivano tali incarichi nel 2013 fosse anche amministratore di un ente aderente al consorzio e, quindi, comunque escluso dal diritto al compenso quand'anche l'organismo avesse avuto veste societaria.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELLE MARCHE - PARERE 1° DICEMBRE 2016 N. 160/2016

LIQUIDAZIONE DELLE SPESE LEGALI
L'ente locale non può limitare la liquidazione degli importi da riconoscere ai legali incaricati all'importo risultante dall'impegno di spesa in presenza di un valore dell'attività superiore, anche in assenza della iniziale acquisizione di un preventivo. L'assunzione dell'impegno di spesa non costituisce, infatti, un limite rispetto all'obbligazione civilistica sorta per effetto del conferimento dell'incarico al professionista. Ove la stima non sia stata adeguata e effettivamente i compensi maturati dal legale eccedano l'impegno assunto, l'alternativa è il riconoscimento del debito, secondo la procedura disciplinata dall'articolo 194 del Tuel ovvero, nell'ipotesi di non riconoscibilità del rapporto obbligatorio per la accertata assenza dei presupposti ivi previsti, l'imputazione diretta del rapporto medesimo all'amministratore, funzionario o dipendente che abbiano consentito l'acquisizione della prestazione in assenza dell'impegno e della necessaria copertura.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DEL VENETO - PARERE 29 NOVEMBRE 2016 N. 378/2016

VINCOLI TRATTAMENTO ACCESSORIO
L'obiettivo di contenimento e riduzione della spesa di personale non sia più da considerare mera espressione di un principio di buona gestione al quale tendere, ma rappresenta un vero e proprio obiettivo vincolato, e che è presente nell'ordinamento «un obiettivo generale di contenimento della spesa relativa ad un vasto settore del personale e, precisamente, a quello costituito da quanti collaborano con le pubbliche amministrazioni in virtù di contratti diversi dal rapporto di pubblico impiego a tempo indeterminato». Di conseguenza, occorre ribadire la precettività del vincolo anche nei confronti delle spese riferite agli incarichi dirigenziali conferiti ex articolo 110, primo comma, del Dlgs 267/2000, le quali non solo devono essere computate ai fini del rispetto del limite di cui all'articolo 9, comma 28, del Dl 78/2010 ma anche quindi rispettare il vincolo dell'articolo 1, comma 236, della legge 208/2015.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELLA LIGURIA - PARERE 29 NOVEMBRE 2016 N. 94/2016

***
Ai fini della nozione "spesa di personale" indicata dall'articolo 1, comma 557 della legge 296/2006, nell'ambito dell'ammontare complessivo di spesa che occorre calcolare ai fini del rispetto dei limiti stabiliti dalla legge, il Comune non deve ricomprendere pure le retribuzioni lorde di tre dipendenti, transitati a titolo definitivo, nei ruoli di una società in house. L'applicazione delle norme deve, infatti, avvenire distintamente, per l'ente locale e per la società, ciascuno con esclusivo riferimento ai propri documenti contabili e ai dati del proprio bilancio. Diversamente, le spese del Comune e della società in house dovranno essere unite nel bilancio consolidato del Comune, previsto dal decreto legislativo n. 118 del 2011, che, come noto, assume solo valenza informativa.

 

 

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