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18/11/2017 11:03
Home Articoli APPALTI Anac: no al "soccorso istruttorio" per sanare le carenze dell'offerta tecnica

Anac: no al "soccorso istruttorio" per sanare le carenze dell'offerta tecnica


In un parere di precontenzioso l'Autorità chiarisce che altrimenti si finirebbe per violare la par condicio tra i concorrenti

Il «soccorso istruttorio» non può essere un mezzo per supplire a carenze (sostanziali) dell'offerta. Questa volta è l'Anac a tornare sulla delicata questione delle cause di esclusione dalle gare d'appalto. L'obiettivo è chiarire i termini corretti per l'applicazione delle norme che - sia con il vecchio che con il nuovo codice - consentono ai concorrenti colti in fallo per irregolarità puramente formali di sanarle, pagando una multa (ora fissata al massimo in cinquemila euro) restando in corsa per l'aggiudicazione dell'appalto.

La questione è stata affrontata nelparere di precontenzioso rilasciato con la delibera n.1093/2016 firmato il 26 ottobrema diffuso soltanto nei giorni scorsi. Al centro della questione la presentazione di un'offerta (tecnica) carente di alcuni documenti progettuali che il bando richiedeva a pena di esclusione.

L'Autorità ricorda innanzitutto che «dal dato letterale della norma - scrive l'Autorità - , emerge chiaramente come sia consentito in sede di gara procedere alla sanatoria di ogni omissione o incompletezza documentale, superando il limite della sola integrazione e regolarizzazione di quanto già dichiarato e prodotto in gara ed è stato specificato che il riferimento contenuto nella disposizione anche agli elementi e non solo alle dichiarazioni, consente un'estensione dell'istituto del soccorso istruttorio a tutti i documenti da produrre in gara, in relazione ai requisiti di partecipazione». Dunque ok a integrazioni anche documentali sugli aspetti legati alla dimostrazione del possesso dei requisiti. Niente da fare invece se la richiesta riguarda la possibilità di «supplire a carenze dell'offerta». «L'ampliamento dell'ambito applicativo del soccorso istruttorio, tale da consentire il completamento o l'integrazione dell'offerta, infatti - conclude l'Anac - , altererebbe la par condicio, il libero gioco della concorrenza, violerebbe il canone di imparzialità e di buon andamento dell'azione amministrativa, eluderebbe la natura decadenziale dei termini cui è soggetta la procedura ed implicherebbe la violazione del principio di segretezza delle offerte».

 

 

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