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23/11/2017 17:53
Home Articoli PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PA, illuminazione a led a costo zero

PA, illuminazione a led a costo zero

di PAOLA PIEROTTI

L'illuminazione pubblica è una spesa che impatta fortemente sulla sostenibilità energetica e finanziaria delle nostre città. Secondo una recente ricerca curata da Openpolis nei centri italiani con più di 200mila abitanti le cifre vanno dai 18 ai 45 euro pro capite.

Negli ultimi anni sono sempre più numerose le Pa che hanno deciso di investire sull' illuminazione delle strade e del patrimonio costruito, per tagliare le spese oltre che per dare un contributo all' ambiente. Come? I Comuni non investono un euro e riescono a offrire un servizio di illuminazione efficiente e magari telecontrollato, grazie ai privati che utilizzano il risparmio post-intervento per ripagare la spesa iniziale.

 

Nuove sorgenti luminose a tecnologia Led stanno illuminando ormai tante città italiane, sulla scia di quanto fatto con successo dagli Usa al Nord Europa. Si riduce il consumo di energia elettrica, con conseguenti ricadute sulle emissioni di CO2 ed evitando rifiuti dovuti alla sostituzione dei corpi illuminanti. Ancora, si punta ad una migliore resa del punto luce, con ricadute sulla sicurezza e l' affidabilità dell' illuminazione pubblica e con un impatto diverso sull' inquinamento luminoso perché si evitano emissioni luminose verso il cielo.

«Ci sono grandi opportunità per chi dà un contributo al taglio delle spese pubbliche - ha confermato Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente alla Camera -. Basta considerare che, secondo la Consip, il pubblico in Italia spende 5 miliardi per l' energia. I soggetti di impresa possono entrare in campo offrendo ai Comuni una via possibile per evitare le strettoie legate ai bilanci o ai Patti di stabilità, ripagandosi con il risparmio».

Milano, Brescia e Bergamo sono tre grandi realtà lombarde illuminate grazie ad A2A, la maggiore multiutility italiana. Nel capoluogo lombardo il progetto è nato prima di Expo ed è stato da poco ultimato con 135mila lampade sostituite, a Brescia e a Bergamo il progetto è al 96% con quasi 41mila lampade sostituite nella prima città e più di 14mila nella seconda. Progetti capillari che vengono comunicati e potenziati spesso anche con alcune azioni volte ad illuminare il patrimonio della città e i suoi monumenti.

Sullo stesso tema anche Cassa depositi e prestiti conferma il proprio interesse e ha già investito 21 milioni per l' efficienza energetica sottoscrivendo un finanziamento per Hera Luce, il secondo gestore italiano di illuminazione pubblica che controlla 300mila punti luce in altre regioni.

Generalmente per riuscire a concretizzare queste operazioni nelle città più grandi entrano in campo risorse comunitarie o delle Bei, ma la strada è aperta anche per realtà minori che possono efficacemente dialogare con le Esco ( Energy service company) e riscontrare anche il supporto di fondi di investimento interessati al tema. In questi giorni infatti Susi Energy Efficiency Fund ha finanziato la sua seconda transazione con la societa` di servizi energetici Gemmo per cinque città italiane: Pisa, Olbia, Viterbo, Domodossola e Terracina. «Si tratta di un' operazione di acquisto e cartolarizzazione di crediti pro soluto, derivanti da contratti di risparmio energetico per l' illuminazione pubblica conclusi da Gemmo con queste cinque citta` - ha spiegato Stefano Fissolo, vice presidente di Susi -.

Il valore nominale dei crediti ammonta a oltre 17 milioni. Le citta` coinvolte risparmieranno circa 19 GWh di energia elettrica all' anno (corrispondenti a tre milioni di euro), riducendo le loro emissioni di oltre 6.000 tonnellate di CO2». I contratti prevedono la sostituzione di 40mila apparecchi per l' illuminazione pubblica con un sistema a risparmio energetico basato sulla tecnologia Led. La durata del finanziamento di Susi è di 10,5 anni e il tempo di rientro 7,5 anni.

Susi è il partner finanziario del progetto, un fondo dedicato ai progetti di efficienza energetica, mentre Gemmo è la Esco, che oggi in Italia sta gestendo l' illuminazione pubblica di 110 comuni - da paesi di tremila abitanti a città come Venezia. Susi ha scelto nell' ambito del portafoglio di Gemmo alcune occasioni in città di medie dimensioni che ha selezionato anche in considerazione della "credibilità come buoni pagatori".

Operativamente, Susi finanza i lavori a Gemmo e in cambio si prende una quota dei canoni nella vita contrattuale dell' appalto. «Come Esco partecipiamo alle gare e, aggiudicandocele rimaniamo protagonisti e responsabili delle performance. Ma è davvero preziosa la collaborazione con un' anima finanziaria - commenta Francesco Ortolani, direttore generale di Gemmo - perché le nostre società nel settore impiantistico sono industriali e non finanziarie».

 

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