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24/11/2017 02:59
Home Articoli ECONOMIA E FISCO Danno erariale anche per il politico che "promuove" l'atto illegittimo del dirigente

Danno erariale anche per il politico che "promuove" l'atto illegittimo del dirigente

di Giuseppe Nucci

La distinzione tra funzioni politica e amministrativa non può escludere ogni corresponsabilità degli amministratori che abbiano espressamente avallato un'operazione palesemente antieconomica per l'ente locale.
È il principio ribadito dalla Corte dei conti sezione giurisdizionale per la Toscana con sentenza n. 221 del 5 settembre 2016.

 

Il fatto

 

Il titolare di un ristorante, al termine di una concessione, restituiva al Comune i locali proponendo, nel contempo, la vendita dell'attrezzatura e degli arredi, previa stima che veniva quantificata, a cura dell'economo comunale, in euro 54.000. In relazione all'acquisto dei beni, nel frattempo autorizzato dalla Giunta municipale su proposta del Sindaco, veniva successivamente avviato un procedimento penale nel corso del quale, a segui-to di perizia, emergeva che i beni oggetto di compravendita erano in realtà valutabili in neppure Euro 13.000,00 e che la valutazione dell'economo conteneva anche errori di calcolo. Da tale situazione scaturiva un giudizio di responsabilità erariale in relazione al danno arrecato al Comune ammontante ad 41.000 euro, ravvisabile nel differenziale tra il prezzo corrisposto dal Comune (euro 54.000) e quello individuato dal consulente della Procura ordinaria (euro 13.000) L'economo sosteneva di aver errato per mancanza di specifiche competenze mentre la Giunta af-fermava che si tratterebbe di atti di competenza dei funzionari e dirigenti sicché ai componenti degli organi politici che li abbiano approvati in buona fede nulla poteva essere contestato.

Attività di governo e attività di gestione

Nel corso del giudizio veniva evidenziato che l'economo non aveva indicato in alcun modo "quali siano state le fonti dalle quali sono stati tratti i prezzi di mercato" e ciò ha evidenziato la palese carenza di elementi che potessero conferire certezza o quanto meno una adeguata affidabilità alle quantificazioni inserite nell'elenco dei beni, oltre a plurimi errori grossolani di conto. Particolare rilievo assume, tuttavia, la posizione del Sindaco e dei componenti della Giunta comunale che hanno autorizzato l'operazione e che sono stati riconosciuti responsabili del danno erariale. Tali soggetti, infatti, avevano condiviso integralmente la stima operata dall'economo mentre - a fronte di un livello ancorché minimo di attenzione – avrebbero potuto coglierne le evidenti anomalie attraverso il semplice riferimento ai principi di efficienza ed economicità e manifestare dubbi sull'attendibilità della stima.

Conclusioni

In definitiva la distinzione tra la funzione di governo e di indirizzo amministrativo e quella di gestione non può arrivare ad escludere la responsabilità degli amministratori qualora si dimostri che questi, con una condotta improntata ad una minima attenzione, avrebbero potuto evitare evidenti sprechi delle risorse pubbliche.

 

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