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24/11/2017 19:38
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Selezione trasparente per le richieste di parere all'Anac

di Paolo Canaparo

Con l'ultimo regolamento per l'esercizio della funzione consultiva del 20 luglio 2016, l'Autorità nazionale anticorruzione rivede la disciplina di questa sua attività alla luce del riscritto codice degli appalti e delle novità su prevenzione della corruzione e trasparenza.
L'esigenza è stata adottare criteri omogenei per garantire una selezione trasparente delle richieste di parere alle quali dare seguito e definire un iter procedimentale uniforme per garantirne lo svolgimento coerente, premettendo l'indicazione dei soggetti legittimati a chiedere pareri e l'individuazione dell'ambito dell'attività consultiva.

 

Chi può chiedere pareri
I soggetti che possono chiedere pareri all'Autorità sono: le pubbliche amministrazioni, gli enti di diritto privato che svolgono attività di pubblico interesse; le stazioni appaltanti in base all'articolo 3, comma 1, lettera o) del Dlgs 50/2016; privati e portatori di interessi collettivi costituiti in associazioni o comitati destinatari di un eventuale provvedimento nell'ambito di un procedimento amministrativo o di un ente di diritto privato che svolge attività di pubblico interesse; gli operatori economici che partecipino a gare per l'affidamento di contratti pubblici.
Questi soggetti possono utilizzare per la presentazione dei pareri uno specifico modulo; si prevede, inoltre, che la richiesta debba essere preferibilmente trasmessa mediante utilizzo di posta elettronica. La richiesta deve essere sottoscritta dal legale rappresentante dell'amministrazione o dell'ente di diritto privato che svolge attività di pubblico interesse, ovvero dal responsabile per la prevenzione della corruzione; è stato eliminato, inoltre, ogni riferimento all'organo di vertice dell'amministrazione, contenuto nel previgente regolamento del 14 gennaio 2015.

L'ambito dell'attività consultiva
Il regolamento precisa che l'Autorità svolge attività consultiva per orientare su particolari problematiche interpretative e applicative poste dalla legge 190/2012 e dai suoi decreti attuativi, nonché dettare indirizzi al mercato vigilato sempre sulla corretta interpretazione e applicazione delle norme sui contratti pubblici, con riferimento a fattispecie concrete in base all'articolo 213 del Dlgs 50/2016 e, comunque, al di fuori dei casi in cui è previsto il rilascio dei pareri di precontenzioso previsti dall'articolo 211 dello stesso decreto.
Il richiamato articolo 213, comma 2, infatti, attribuisce all'Anac la funzione di garantire, attraverso linee guida, bandi-tipo, capitolati-tipo, contratti-tipo e altri strumenti di regolazione flessibile, comunque denominati, la promozione dell'efficienza e della qualità dell'attività delle stazioni appaltanti, nonché di favorire lo sviluppo delle migliori pratiche. I pareri adottati non hanno carattere vincolante e sono inquadrabili come ordinari atti amministrativi non provvedimentali.

L'ammissibilità delle richieste
La funzione consultiva è esercitata dall'Anac quando:
- la questione di diritto oggetto della richiesta è nuova e la soluzione può riguardare casi analoghi;
- quando la disposizione normativa oggetto della richiesta è molto complessa;
- quando la richiesta sottoposta all'Autorità è molto rilevante sotto il profilo dell'impatto socio-economico;
- quando le questioni individuate nella richiesta appaiono particolarmente importanti per l'esercizio dell'attività di vigilanza e/o in relazione agli obiettivi generali di trasparenza e prevenzione della corruzione perseguiti dall'Autorità.
Non sono ammissibili le richieste che non riguardano fattispecie specifiche e che non sono sottoscritte dall'organo competente, ovvero dal legale rappresentante dell'amministrazione o dell'ente di diritto privato che svolge attività di pubblico interesse, o dal Rpc. Non possono essere ammesse le richieste che interferiscono con esposti di vigilanza, atti di regolazione a valenza generale, comunque denominati, e procedimenti sanzionatori in corso di istruttoria presso l'Anac e che riguardino questioni e/o materie che esulano dalla competenza dell'Autorità, o che presentino un contenuto generico, o contengano un mero rinvio alla documentazione allegata e/o alla corrispondenza intercorsa fra le parti.

Il procedimento

Il nuovo regolamento conferma il precedente del 14 gennaio 2015 nell'individuare le fasi del procedimento senza applicare la disciplina prevista dalla legge 241/1090 in tema di comunicazione di avvio e termine di conclusione.
L'Anac, infatti, ha confermato il proprio orientamento interpretativo per cui tale disciplina è stata dettata dal legislatore con specifico riferimento ai procedimenti volti al rilascio di provvedimenti amministrativi (articolo 2 della legge 241/1990), mentre i pareri resi, pur essendo adottati in esito a una procedura articolata in fasi, hanno natura giuridica di atti amministrativi non provvedimentali a carattere ausiliario, finalizzati sia a orientare gli organi di amministrazione attiva tenuti ad adottare i provvedimenti amministrativi finali, sia a supportare, più in generale, i richiedenti sulla corretta interpretazione e applicazione della normativa, tanto in materia di anticorruzione quanto in tema di contratti pubblici.

 

 

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