UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
20/11/2017 14:44
Home Articoli PUBBLICO IMPIEGO Al dirigente apicale serve la selezione pubblica

Al dirigente apicale serve la selezione pubblica

di Pasquale Monea e Marco Mordenti

Lo schema di decreto di riforma della dirigenza pone le premesse per una sorta di "libero mercato" della dirigenza, ai limiti dei principi costituzionali, attuali ed "eventualmente" futuri.
La qualifica dirigenziale è unica: ogni dirigente iscritto nei ruoli e in possesso dei requisiti previsti dalla legge può ricoprire qualsiasi incarico dirigenziale per la breve durata prevista dal decreto e senza alcuna seria prospettiva.

 

 

Si rischia di disperdere la forza innovativa della riforma e in particolare il sistema di conferimento degli incarichi, che lascia alla politica un'assoluta discrezionalità assai prossima all'arbitrarietà, con l'unica eccezione per gli uffici dirigenziali generali per i quali si prevedono maggiori garanzie quantomeno procedurali.

Servono due condizioni: la politica deve poter scegliere la dirigenza più coerente agli obiettivi, ma le procedure di scelta non devono poter essere arbitrarie e slegate da ogni criterio in grado di certificare la formazione, la competenza del singolo.
Non è solo una questione di stretta legalità: l'autonomia della dirigenza è necessaria per poter orientare l'azione amministrativa al raggiungimento dei risultati programmati, senza compromessi di breve respiro.
Sennonché l'articolo 19-bis del Dlgs 165/2001 demanda alle singole amministrazioni il compito di individuare i requisiti professionali necessari per ricoprire gli incarichi dirigenziali, seppur nell'ambito di criteri definiti dalle Commissioni nazionali, mentre è del tutto evidente la necessità di predeterminare i requisiti in sede legislativa.

Senza una vera certificazione della professionalità, il rischio è non soltanto quello di lasciare alle commissioni uno spazio che la legge delega non prevede: serve una corretta formazione ed esperienza quale criterio di valorizzazione nell'interesse dell'amministrazione e non del singolo amministratore.
In relazione al dirigente apicale degli enti locali, resta da verificare l'effettiva conformità della normativa in esame alla legge delega, che richiede la preselezione di un numero predeterminato di candidati «per gli incarichi relativi ad uffici di vertice e per gli incarichi corrispondenti ad uffici di livello dirigenziale generale».
Se il segretario comunale per la sua specificità si trasforma in "dirigente apicale" pare evidente che, salvo a non voler sottolineare una violazione della legge delega, anche questo (il dirigente "apicale") dovrà essere selezionato tra un numero di candidati predefinito e in un ambito di requisiti ben delineati, che tengano conto della specificità del ruolo, delle funzioni e soprattutto della certificata selezione e professionalità acquisita. Eventuali soluzioni diverse non potranno che generare contenziosi di difficile previsione.
In altri termini, il dirigente apicale non può essere di vertice soltanto a proposito della sua decadenza se non rinnovato entro 90 giorni dall'insediamento degli organi esecutivi, ma deve esserlo anche in ordine alle procedure di scelta, salvo non voler creare un evidente effetto discriminatorio rafforzativo dell'eccesso di delega segnalato.

D'altronde la decadenza automatica dei dirigenti subito dopo il cambio degli organi di governo dell'ente si applica esclusivamente agli incarichi dirigenziali di vertice, e non si può estendere agli altri incarichi: principi che sono stati dettati in modo consolidato dalla Corte Costituzionale.
Per cui la cessazione dall'incarico in coincidenza con il mutare dell'organo di governo (presidente della giunta regionale, sindaco eccetera), senza alcuna valutazione di merito, si può applicare esclusivamente agli incarichi caratterizzati da una «stretta contiguità con il vertice politico».
Se tra questi rientra il dirigente apicale, è evidente come non si possa prescindere dalla procedura di scelta mediante la "terna", così come se ne dovrà tener conto anche in sede contrattuale, per lo più negli enti dove il dirigente apicale coordina più dirigenti "non apicali".

 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information