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22/11/2017 21:10
Home Articoli APPALTI Mancata stipula da parte dell’aggiudicatario e risarcimento del danno

Mancata stipula da parte dell’aggiudicatario e risarcimento del danno



In materia di gare d’appalto, la stazione appaltante può chiedere il risarcimento dei danni conseguenti alla mancata stipula del contratto da parte dell’aggiudicatario, pur se esso ecceda l’importo della cauzione provvisoria e anche nel caso il bando e pur se il bando non abbia richiesto il versamento della cauzione provvisoria o la presentazione della polizza fideiussoria, in base al principio generale sulla risarcibilità del danno.

Il Consiglio di Stato affronta una serie di questioni in materia di risarcimento del danno e, precisamente, afferma che:

- in sede di giurisdizione amministrativa esclusiva l’amministrazione pubblica ben può agire con un ricorso, a tutela di un proprio diritto soggettivo (Cons. Stato (Ad. Plen.), 20 luglio 2012, n. 28; Cons. Stato Sez. IV, 25 giugno 2010, n. 4107), così come allo stesso modo può agire un soggetto ad essa equiparato, come l’organismo di diritto pubblico nel settore dei contratti pubblici; - in materia di appalti pubblici, la stazione appaltante può ottenere il risarcimento del danno effettivamente subito per il caso di mancata stipula dell’aggiudicatario, pur se esso ecceda l’importo della cauzione provvisoria (Cass. civ. Sez. Unite, 4 febbraio 2009, n. 2634; Cons. Stato Sez. IV, 22 dicembre 2014, n. 6302)

- allo stesso modo la stazione appaltante (nel caso di specie un organismo di diritto pubblico) può chiedere il risarcimento dei danni conseguenti alla mancata stipula del contratto da parte dell’aggiudicatario, pur se il bando non abbia richiesto il versamento della cauzione provvisoria o la presentazione della polizza fideiussoria, in base al principio generale sulla risarcibilità del danno;

- nel caso la mancata stipula dell’aggiudicatario riguardi un contratto di mutuo con un istituto di credito, l’organismo di diritto pubblico può ottenere il risarcimento del danno, conseguente ai maggiori oneri da essa sopportati a seguito della stipula del contratto di mutuo con altro istituto di credito (la differenza di spread).

Esito: annulla in parte T.A.R. Emilia-Romagna Bologna, Sez. I, n. 1158/2015.

Precedenti giurisprudenziali richiamati:

Cons. Stato (Ad. Plen.), 20 luglio 2012, n. 28

Cons. Stato Sez. IV, 25 giugno 2010, n. 4107

Cass. civ. Sez. Unite, 4 febbraio 2009, n. 2634

Cons. Stato Sez. IV, 22 dicembre 2014, n. 6302

Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 31 agosto 2016, n. 3755

 

 

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