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24/11/2017 12:18
Home Articoli PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Trasparenza, entro Natale l'adeguamento al nuovo accesso civico

Trasparenza, entro Natale l'adeguamento al nuovo accesso civico

di Marco Bertocchi e Luca Bisio

Tra i temi da porre nell’agenda delle pubbliche amministrazioni, dopo la pausa estiva, rientra l’adeguamento alle novità in materia di trasparenza apportate dal Dlgs 25 maggio 2016 n. 97.

Il decreto dà un termine di sei mesi per l’adeguamento alla nuova disciplina in materia di accesso civico ed alle altre modifiche apportate al Dlgs 33/2013.

Entro il 23 dicembre, quindi, la riforma della trasparenza ispirata al modello del Freedom Of Information Act (Foia) dovrà essere operativa in tutte le organizzazioni individuate dall’articolo 2-bis del Dlgs 33/13.

Un’ampia platea di soggetti

Come è noto, infatti, la riforma coinvolge non solo gli enti locali e le altre pubbliche amministrazioni (individuate nell’articolo 1, comma 2, del Dlgs 165/2001) ma si applica anche, «in quanto compatibile», a:

• enti pubblici economici ed ordini professionali;

• società in controllo pubblico, escluse le società quotate (si prendono come riferimento le definizioni fornite nel Dlgs di riforma delle società partecipate, emanato in attuazione dell'articolo 18 della Legge Madia);

• associazioni, fondazioni ed enti di diritto privato comunque denominati, anche privi di personalità giuridica, con bilancio superiore a cinquecentomila euro, la cui attività sia finanziata in modo maggioritario per almeno due esercizi finanziari consecutivi nell'ultimo triennio da pubbliche amministrazioni e in cui la totalità dei titolari o dei componenti dell'organo d'amministrazione o di indirizzo sia designata da pubbliche amministrazioni;

• società in partecipazione pubblica, e associazioni, fondazioni ed enti di diritto privato, anche privi di personalità giuridica, con bilancio superiore a cinquecentomila euro, che esercitano funzioni amministrative, attività di produzione di beni e servizi a favore delle amministrazioni pubbliche o di gestione di servizi pubblici, «limitatamente ai dati e ai documenti inerenti all'attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o dell'Ue».

Per questi soggetti, l’attuazione in tempi relativamente brevi della riforma non interesserà solo l’adeguamento della sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale, ma avrà implicazioni significative anche dal punto di vista organizzativo, soprattutto per quanto riguarda la messa a regime della nuova procedura di accesso civico.

Più tempo per l’adeguamento delle banche dati

L’unico aspetto della riforma che potrà godere di un termine più lungo per l’adeguamento riguarda le novità introdotte con l’articolo 9-bis del Dlgs 33/13, ossia l’insieme di obblighi di pubblicazione che saranno soddisfatti attraverso la comunicazione dei dati, delle informazioni o dei documenti necessari alle banche dati individuate nell’Allegato B del decreto stesso (per esempio, PerlaPA, SiQuEL eccetera).

L’articolo 9-bis, comma 2, infatti, va nella direzione di quella che a regime dovrebbe essere una semplificazione degli adempimenti in materia di pubblicazione, stabilendo che, «nei limiti dei dati effettivamente contenuti nelle banche dati» le Pa e gli altri soggetti adempiono agli obblighi di pubblicazione richiamati espressamente nell'Allegato B, mediante la comunicazione dei dati, delle informazioni o dei documenti dagli stessi detenuti all'amministrazione titolare della corrispondente banca dati e con la pubblicazione sul proprio sito istituzionale, nella sezione "Amministrazione trasparente", del semplice collegamento ipertestuale, rispettivamente, alla banca dati contenente i relativi dati, informazioni o documenti. Rimane comunque ferma la possibilità di continuare a pubblicare dati, documenti e informazioni, direttamente sul sito istituzionale, ma questa rimane una scelta discrezionale dell’ente.

Il comma 3 dell’articolo 9-bis, inoltre, individua nelle amministrazioni titolari delle banche dati di cui all’Allegato B quali destinatarie della richiesta di accesso civico in caso di omessa pubblicazione dei dati, salvo che la stessa sia imputabile all’amministrazione titolare del dato che doveva essere comunicato alla banca dati.

Tale nuova modalità di assolvimento degli obblighi di pubblicazione, tuttavia, acquisirà efficacia entro un anno dall’entrata in vigore delle modifiche introdotte dal Dlgs 97/2016 (e quindi entro il 23 giugno 2017). Entro tale termine, le Pa e gli altri soggetti di cui all'articolo 2-bis del Dlgs 33/13 devono verificare la completezza e la correttezza dei dati già comunicati alle Pa titolari delle banche dati di cui all'Allegato B del decreto stesso, e, ove necessario, trasmettono alle predette amministrazioni i dati mancanti o aggiornati.

 

 

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