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23/11/2017 15:54
Home Articoli APPALTI Cauzione e contributo all'Anac in base al valore della gara compresi costi di proroghe o rinnovi

Cauzione e contributo all'Anac in base al valore della gara compresi costi di proroghe o rinnovi

di Stefano Usai

La delibera dell'Anac n. 765/2016

Con il parere n. 765 depositato il 20 luglio 2016, l'Anac fornisce preziose indicazioni sui corretti adempimenti della stazione appaltante e dell'appaltatore nel caso in cui il bando di gara preveda delle opzioni di prosecuzione del contratto. Opzioni ammesse sia nel pregresso codice e meglio esplicitate anche nell'articolo 35, quarto comma della nuova riforma degli appalti.

 

La questione

Nel caso di specie, l'istante poneva in discussione l'operato della commissione di gara che ammetteva una impresa, poi risultata vincitrice, al prosieguo della gara nonostante le referenze bancarie presentate non recassero le dichiarazioni espressamente richieste dal bando. In pratica, ogni concorrente era tenuto a produrre due referenze bancarie che dovevano contenere la precisazione «di intrattenere rapporti di affidamento bancario».

Ulteriore questione sollevata ha riguardato la circostanza che «a fronte della richiesta di presentare un'offerta tecnica di un massimo di 30 cartelle» la stessa impresa risultata aggiudicataria, in realtà «presentava un progetto costituito da una parte discorsiva di 30 pagine, più numerosi allegati tutti funzionali al progetto e in esso richiamati». Oltre ai riscontri in argomento, con il parere viene fornito un utile e definitivo chiarimento in tema di calcolo e utilizzo delle opzioni di prosecuzione del contratto (proroghe, rinnovi e ripetizione). Spesso oggetto di interpretazioni arbitrarie da parte delle stazioni appaltanti.

Il riscontro

Circa la questione delle referenze bancarie, l'Anac rammentando un pregresso parere (n. 18/2014), ribadisce in sintesi che le attestazioni in argomento rappresentano un mero indizio sulla solidità economica del concorrente e d'altra parte «non è possibile non ritenere soddisfatto il requisito di capacità economica e finanziaria degli operatori economici solo perché il contenuto delle referenze bancarie non riporta pedissequamente quanto riportato nel bando di gara». Pertanto è apparso corretto l'operato della commissione che ha ammesso le referenze bancarie non generiche e riferite comunque allo specifico bando in oggetto a prescindere dalla ripetizione di formule stereotipate.

Sulla circostanza che l'affidataria avesse presentato, con il progetto, un numero di cartelle superiori rispetto al limite massimo previsto e quindi in violazione delle previsioni del bando, nel parere si rileva, anche in questo caso, che il comportamento è corretto. Secondo l'autorità anticorruzione deve ritenersi conforme alla normativa di settore l'operato della commissione «che ha ammesso un'offerta tecnica costituita da un numero di cartelle superiore al previsto, in quanto il numero delle pagine della relazione non è elemento costitutivo dell'offerta, ai fini dell'attribuzione dei relativi punteggi, e le clausole di bandi e lettere di invito, laddove prevedano cause di esclusione non consentite, sono automaticamente inefficaci». Nullità che deriva dal principio di tassatività delle cause di esclusione, nel pregresso codice declinato nell'articolo 46, comma 1-bis e ora nell'articolo 83, comma 8 del nuovo codice degli appalti. Chiarimenti sulla durata del contratto Per ultimo, ma non per rilevanza, viene fornito un chiarimento rilevante in tema di opzioni di durata del contratto e quindi nel caso in cui il bando di gara/avviso preveda una durata certa del contratto e delle ipotesi di prosecuzione potenziali – attraverso la proroga, il rinnovo o la ripetizione – la cui attivazione è rimessa a una valutazione discrezionale, purché oggettiva e trasparente, della stazione appaltante. Nel caso in cui siano previste delle opzioni, il calcolo del valore stimato dell'appalto deve tenere conto anche del valore/costo delle opzioni e rinnovi, con la conseguenza che «la quantificazione delle cauzioni e del contributo all'Autorità deve essere rapportata ad esso». È proprio quest'ultimo chiarimento che assume rilievo anche perché nella pratica si è spesso dubitato della legittimità dell'imposizione di una cauzione e/o dell'importo del contributo sulle gare, da versare all'Anac, che risultasse già comprensivo di opzioni che sono in realtà solo ipotetiche e che la stazione appaltante potrebbe, motivatamente, anche decidere di non concedere.

 

 

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