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21/11/2017 05:39
Home Articoli PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Revoca dell’aggiudicazione provvisoria (per scarsa convenienza dell’offerta)

Revoca dell’aggiudicazione provvisoria (per scarsa convenienza dell’offerta)

a cura di Franco Giuseppe Nappi

CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V – sentenza 19 agosto 2016 n. 3646

In caso di revoca dell’aggiudicazione provvisoria:

1) quale organo – G.M., Consiglio comunale, dirigente o seggio di gara – è competente a disporla?

2) E’ legittima la motivazione che fa riferimento al risparmio economico che ne deriverebbe?

3) Spetta il risarcimento od almeno l’indennizzo di cui all’art. 21-quinquies della L. n. 241/90?

 

La Giunta municipale è competente ad adottare una delibera con la quale ha stabilito di non procedere all’aggiudicazione definitiva di un appalto, revocando l’aggiudicazione provvisoria, atteso che la Giunta stessa, ai sensi degli artt. 48, comma 2, e 107, commi 1 e 2, del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (t.u.e.l.), è l’organo con funzioni essenzialmente di amministrazione attiva ed attuazione degli indirizzi politico-amministrativi.

È legittima la revoca dell’aggiudicazione provvisoria di una gara di appalto motivata con riferimento al risparmio economico che ne deriverebbe, ovvero con riferimento alla carenza di copertura finanziaria o sopravvenuta mancata corrispondenza della procedura alle esigenze dell’interesse pubblico.

Non spetta il risarcimento dei danni nel caso di revoca dell’aggiudicazione provvisoria di una gara di appalto: infatti, la possibilità che all’aggiudicazione provvisoria della gara d’appalto pubblico non segua quella definitiva è evento fisiologico, inidoneo ad ingenerare un affidamento tutelabile all’aggiudicazione definitiva con conseguente obbligo risarcitorio. In tal caso non spetta neppure l’indennizzo di cui all’art. 21-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241, dato che si è di fronte al mero ritiro di un provvedimento che ha per sua natura efficacia destinata ad essere superata dal provvedimento conclusivo del procedimento, non a una revoca di un atto amministrativo ad effetti durevoli, come previsto dalla citata disposizione sull’indennizzabilità della revoca.

 

 

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