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21/11/2017 11:11
Home Articoli PUBBLICO IMPIEGO Sugli incarichi dirigenziali nei Comuni le nuove istruzioni della Corte dei conti

Sugli incarichi dirigenziali nei Comuni le nuove istruzioni della Corte dei conti

di Gianluca Bertagna

Sugli incarichi dirigenziali negli enti locali la delibera della Corte dei conti Lombardia n. 209/2016 fa il punto della situazione. La legge di stabilità per il 2016, in attesa che siano adottati i decreti attuativi della Riforma Madia, ha reso indisponibili i posti dirigenziali vacanti a 15 ottobre 2015, tenendo comunque conto del numero dei dirigenti in servizio senza incarico o con «mandato» di studio e del personale dirigenziale in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o aspettativa. Il divieto - chiede un sindaco alla Corte dei conti - vale anche per i Comuni? E si possono sostituire i dirigenti cessati dal 15 ottobre in poi?

 

L'applicazione agli enti

I magistrati contabili Lombardi affrontano preliminarmente la questione dell'applicabilità dell'intera norma agli enti locali. Richiamando su questo punto anche la deliberazione della sezione Puglia n. 73/2016, viene ricordato che il perimetro delle amministrazioni destinatarie è quello delineato dall'articolo 1, comma 2, del Dlgs 165/2001, nel quale rientrano sicuramente anche gli enti locali. Nessun dubbio, quindi, sull'obbligo dei Comuni di rendere indisponibili i posti vacanti al 15 ottobre 2015. E a parere della sezione lombarda è proprio questo lo scopo della disposizione per dare piena attuazione alla riforma prevista dalla legge 124/2015 senza che possa essere in qualche modo pregiudicata da assunzioni fatte per eluderne gli obiettivi.

Legittimità della copertura

Da questa lettura, pertanto, scaturisce l'osservazione che i posti non vacanti al 15 ottobre 2015 e le altre di ipotesi di esclusione previste dalla norma ne rendono legittima la copertura nel rispetto di tutte le altre norme che disciplinano l'assunzione del personale negli enti locali, sia per quanto riguarda quelle a tempo indeterminato, sia quelle a tempo determinato. Senza dimenticare, inoltre, le norme che disciplinano il collocamento del personale in mobilità (esuberi) a causa del processo di riforma delle province. Va da sé, che questi posti potrebbero essere ricoperti anche con incarichi in base all'articolo 110 del Tuel, per il quale, peraltro, come previsto dalla legge di conversione del Dl 113/2016, non scattano più i limiti sul lavoro flessibile previsti dall'articolo 9, comma 28, del Dl 78/2010.

 

 

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