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24/11/2017 03:01
Home Articoli APPALTI Nuova conferenza di servizi, si parte il 28 luglio: guida alle semplificazioni «Madia»

Nuova conferenza di servizi, si parte il 28 luglio: guida alle semplificazioni «Madia»

M. GHILONI

La legge 124/2015 sulla riforma della P.A. ha previsto un decreto legislativo nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: delimitare i casi in cui la convocazione della conferenza di servizi è da considerarsi obbligatoria; ridurre i termini, ricorrendo a modalità telematiche, per la convocazione ,per lo svolgimento dei lavori e per l'adozione della determinazione motivata del procedimento, prevedendo comunque la fissazione di una durata certa ed imponendo ai partecipanti un onere di chiarezza ed inequivocità ; prevedere la partecipazione di un unico rappresentante per le amministrazioni statali; stabilire che si considera acquisito l'assenso delle amministrazioni, ivi comprese quelle preposte alla tutela della salute, del patrimonio storico-artistico e dell'ambiente, che entro il termine dei lavori della conferenza non si siano espresse nelle forme di legge; rivedere i meccanismi decisionali adottando il principio della prevalenza delle posizioni espresse in sede di conferenza ai fini dell'adozione della determinazione finale nelle conferenze decisorie; riconoscere la possibilità di richiedere la revoca o l'annullamento del provvedimento da parte delle amministrazioni a condizione che abbiano partecipato alla conferenza e si siano espresse nei termini; definire, nel rispetto della leale collaborazione, meccanismi e termini per la valutazione tecnica e la necessaria composizione degli interessi pubblici particolarmente sensibili, attivando anche procedure di riesame in modo da pervenire in ogni caso alla conclusione del procedimento; definire limiti e termini tassativi per la richiesta di integrazioni documentali o chiarimenti.

Nel frattempo, l' articolo 27 del decreto delegato 50/2016 del nuovo codice degli appalti ha incentrato la propria attenzione sulla conferenza di servizi con particolare riferimento a: certezza delle scelte localizzative; opere migliorative e compensative; gestione delle interferenze.L'intento è di consolidare le determinazioni di tutte le amministrazioni ed i soggetti coinvolti nella conferenza di servizi sul progetto di fattibilità in merito alla localizzazione ed al tracciato dell'opera. Si prevede, a tal fine, che una volta concordate le conclusioni in sede di approvazione proprio sulla localizzazione e sul tracciato anche valutando le proposte modificative, le scelte non possono essere variate in sede di approvazione dei successivi livelli progettuali, pena il ritiro e la ripresentazione di un nuovo progetto di fattibilità.

Analoghe limitazioni sono applicate anche alle opere mitigatrici e compensative dell'impatto, al fine di evitare ulteriori oneri finanziari. Gli enti gestori di servizi pubblici a rete partecipano alla conferenza di servizi per le interferenze riscontrabili con il progetto già note o prevedibili. A seguito di tale ricognizione scatta l'obbligo per i gestori di collaborare con il soggetto aggiudicatore per lo sviluppo delle opere pertinenti le interferenze rilevate e di dare corso, a spese del soggetto aggiudicatore, alle attività progettuali di propria competenza. L'inadempienza non è senza conseguenze, in quanto se ha determinato il ritardato avvio o l'anomalo andamento dei lavori, l'ente gestore deve rispondere di responsabilità patrimoniale per i danni subiti dal soggetto attuatore.

Il nuovo Dlgs. 127/2016 (andato in Gazzetta il 13 luglio), emanato ad 11 mesi esatti dalla legge di riforma della PA, opera a sua volta una revisione generale della conferenza di servizi cercando di dare una risposta concreta alle problematiche insorte nella concreta gestione amministrativa dell'istituto.

Viene confermata la tripartizione della conferenza di servizi in: istruttoria, decisoria e preliminare.

La convocazione di quella istruttoria è rimessa alla facoltà dell'amministrazione procedente, anche su richiesta di altre amministrazioni coinvolte nel procedimento o del privato interessato, quando sia opportuno effettuare un esame contestuale dell'interesse pubblico.

Quella decisoria è sempre indetta quando la conclusione positiva del procedimento è subordinata all'acquisizione di pareri o assensi.

Quella preliminare può essere indetta su richiesta motivata dell'interessato, corredata da uno studio di fattibilità, per progetti di particolare complessità e di insediamenti produttivi di beni e servizi. Ove si sia svolta la conferenza preliminare, l'amministrazione procedente, ricevuto il progetto definitivo, indice la conferenza simultanea ed in tale sede le determinazioni espresse in ambito di conferenza preliminare sono vincolanti e possono essere modificate solo in presenza di elementi emersi successivamente anche a seguito di osservazioni.

Qualora il progetto sia sottoposto a VIA , le altre determinazioni in materia ambientale sono assunte in sede di un'apposita conferenza di servizi.

La conferenza decisoria può avere luogo in forma semplificata quando la determinazione da assumere non riguardi casi di particolare complessità ed è svolta senza la presenza fisica dei partecipanti, ma con l'invio di documenti telematici e assunzione delle decisioni senza obbligo di collegialità e di contestualità.

Le amministrazioni devono rendere la propria determinazione entro 45 giorni, termine elevato a 90 giorni in caso di amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali o alla tutela della salute. Qualora sia stato acquisito un atto di dissenso ritenuto non superabile, l'amministrazione adotta la determinazione di conclusione negativa della conferenza di servizi che produce l'effetto di rigetto della domanda.

Ciascuna amministrazione convocata alla riunione della conferenza di servizi è rappresenta da un unico soggetto abilitato ad esprimersi definitivamente e nel caso di più amministrazioni statali, convocate insieme ad amministrazioni non statali, esse sono rappresentate da un unico soggetto. Entro il termine finale, l'amministrazione procedente adotta la determinazione motivata della conferenza sulla base delle posizioni prevalenti espresse e si considera acquisito l'assenso senza condizioni delle amministrazioni, comprese quelle preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale e dei beni culturali, che non abbiano partecipato alle riunioni ovvero non abbiano espresso la propria posizione ovvero abbiano espresso un dissenso non motivato o riferito a questioni che non sono oggetto della conferenza.

Avverso la determinazione di conclusone della conferenza possono proporre opposizione al Presidente del Consiglio dei Ministri le amministrazioni preposte alla tutela ambientale , paesaggistico-territoriale, dei beni culturali o alla tutela della salute e della pubblica incolumità dei cittadini, a condizione che abbiano espresso in modo inequivoco il proprio dissenso prima della conclusione dei lavori della conferenza. Analoga opposizione può essere proposta dalle Regioni i caso di dissenso in materie rientranti nella loro competenza.

Il decreto apporta, ai fini di coordinamento con la nuova disciplina della conferenza di servizi alcune modifiche al DPR 380/2001 Testo unico edilizia ed a provvedimenti in tema di ambiente. Relativamente al rilascio del permesso di costruire è obbligatoria l'indizione della conferenza di servizi al fine di acquisire gli atti di assenso collegati; le amministrazioni preposte alla tutela di immobili vincolati ai sensi del Codice dei beni culturali seguono la nuova procedura di opposizione prevista dalla nuova conferenza di servizi in caso di dissenso; analoghe previsioni si applicano allo sportello unico per l'edilizia che deve convocare la conferenza di servizi in base alle nuove previsioni normative; ulteriori modifiche dettate da esigenze di coordinamento sono apportate alla disciplina dell'autorizzazione unica ambientale ed alle norme in tema di autorizzazione integrata ambientale; nel caso di conferenza di servizi indetta per interventi che richiedono l'autorizzazione paesaggistica, la comunicazione deve essere effettuata sia all'amministrazione competente al suo rilascio sia al soprintendente che deve esprimere il parere. Le nuove disposizioni sulla conferenza di servizi si applicano ai procedimenti avviati successivamente al 28 luglio 2016.

 

 

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