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23/11/2017 15:42
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Chi subentra nell'appalto può modificare i contratti

In caso di subentro in un appalto sarà possibile applicare al personale trattamenti retributivi diversi dal precedente contratto. È questo l' effetto dell' entrata in vigore, a partire da domani, della legge comunitaria n.122/06 che, oltre a prevedere la norma sulla sede legale delle Soa, stabilisce anche alcune nuove norme in materia di appalti e rapporti di lavoro ad essi connessi.

Attualmente, la materia è disciplinata dalla cosiddetta legge Biagi (d.lgs. 276/03) in una disposizione (art.29, comma 3) che impedisce l' applicazione della normativa sul trasferimento di aziende qualora si tratti di subentro di un appaltatore in un precedente contratto di appalto.

 

La normativa civilistica (articolo 2112) sul trasferimento di azienda prevede che i rapporti di lavoro in capo al datore di lavoro cedente proseguano, senza soluzione di continuità, con il cessionario, il quale deve garantire il mantenimento dei diritti acquisiti dal personale trasferito e l' applicazione dei trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi in vigore presso il cedente, fino alla loro scadenza, salvo che siano sostituiti da altri contratti collettivi dello stesso livello.

 

La disciplina della legge Biagi impedisce che il soggetto subentrante sia costretto a mantenere le stesse condizioni contrattuali ai lavoratori utilizzati nel precedente contratto e assunti dal subentrante. In altre parole, una cosa è il trasferimento di azienda, altra cosa è il subentro in un contratto di appalto. La ratio del decreto 267 è quella di non costringere il nuovo appaltatore a prendersi comunque in carico, alle stesse condizioni, le maestranze impegnate nel contratto di appalto. Su questa disposizione si è però appuntata l' attenzione dell' Unione europea che ha avviato negli anni scorsi una procedura di infrazione, non giunta al deferimento di fronte alla corte di giustizia, ma comunque tesa a censurare il divieto di mantenere gli stessi diritti agli operai quando si sia in presenza di fattispecie quali il subentro in un appalto che, per quanto giuridicamente diverso, ha elementi propri o simili al trasferimento di azienda disciplinato a livello europeo dalla direttiva 23/2001.

Salomonicamente, la norma approvata con la legge europea dall' Italia, pur mantenendo ferma la distinzione fra i due istituti, di fatto ammorbidisce il divieto della legge Biagi e rende meno rigida l' approvazione del divieto. In particolare, la disposizione prevede l' inapplicabilità della disciplina sul trasferimento di azienda se il personale viene acquisito da una impresa che ha già operativa una struttura organizzativa e operativa e che vi sia una situazione di discontinuità rispetto all' impresa precedente.

Quindi, in questi casi chi assume il personale non sarebbe tenuto ad assicurare le stesse condizioni che avrebbe dovuto rispettare in caso di trasferimento di azienda, ma potrebbe applicare condizioni contrattuali diverse. La disciplina della legge comunitaria risulta applicabile sia in caso di acquisizione di personale per obbligo di legge, sia in caso di acquisizione prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

fonte: Italia Oggi

 

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