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25/11/2017 10:43
Home Articoli APPALTI I costi di prevenzione «pesano» negli appalti

I costi di prevenzione «pesano» negli appalti

di Gabriele Taddia

L'appaltatore non dovrà più mettere a punto il piano sostitutivo di sicurezza se nel cantiere manca il coordinatore per la sicurezza. Il nuovo Codice appalti (Dlgs 50/2016) ha cancellato quest'onere, previsto per i cantieri in cui è presente una sola impresa dal 19 aprile scorso. Il decreto apporta una serie di modifiche e pone alcune conferme rispetto agli obblighi in materia di sicurezza sul lavoro.

Resta in primo luogo invariato il rapporto di specialità tra Codice appalti e Testo unico sicurezza (Dlgs 81/2008): il secondo trova applicazione anche per gli appalti pubblici, solo in mancanza di una specifica norma del Dlgs 50/2016, che invece se presente prevale.

 

Le garanzie

Sempre in tema di sicurezza sul lavoro, l'articolo 80 comma 5 lettera a) dispone che la stazione appaltante «possa dimostrare con qualunque mezzo adeguato la presenza di gravi infrazioni debitamente accertate delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro». Una norma ampia che sembrerebbe far rientrare nel proprio raggio d'azione tutte le ipotesi di infrazioni accertate, anche se non in forma definitiva quali cause di esclusione dalla gara.

L'altra novità introdotta dal decreto è nella verifica delle offerte anomale. Ora l'amministrazione deve valutare anche la congruità degli oneri aziendali per la sicurezza sul lavoro, che vanno indicati nell'offerta. Al comma 6 si precisa che: «non sono ammesse giustificazioni in relazione a trattamenti salariali minimi inderogabili stabiliti dalla legge o da fonti autorizzate dalla legge. Non sono, altresì, ammesse giustificazioni in relazione agli oneri di sicurezza».

Per essere ammessi alle procedure di appalto, il concorrente deve garantire alla Pa committente di aver adottato tutte le misure possibili per adeguarsi alla normativa, scoraggiarne la violazione ed evitare così infortuni (con le ipotesi di omicidio colposo a seguito della violazione delle norme antinfortunistiche, ex articolo 589 del Codice penale, lesioni gravissime occorse nelle medesime circostanze, ex articolo 590 del Codice penale, o omicidio colposo in attività a maggior rischio, ex articolo 55 del Dlgs 50/2016).

Uno strumento efficace in tal senso può essere l'adozione del modello di organizzazione e gestione della sicurezza.

In relazione poi al riparto di responsabilità tra appaltatore-subappaltante e subappaltatore, il comma 14 dell'articolo 105, prevede espressamente che l'affidatario, ossia l'originario appaltatore che ha subappaltato i lavori, corrisponda «i costi della sicurezza e della manodopera, relativi alle prestazioni affidate in subappalto, alle imprese subappaltatrici senza alcun ribasso», e la stazione appaltante, sentiti il direttore dei lavori, il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione o il direttore dell'esecuzione, deve verificare l'effettiva applicazione della disposizione. Infine, nell'ultimo periodo del comma 14 si precisa che l'affidatario è solidalmente responsabile con il subappaltatore per tutti gli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro che gravano su quest'ultimo, in quanto effettivo esecutore dei lavori.

Gli oneri cancellati

Altra novità del Codice appalti è rappresentata, come anticipato, dalla cancellazione dell'obbligo, in capo all'appaltatore, di redigere il Pss (Piano sostitutivo di sicurezza), in assenza di coordinatori per la sicurezza per uno specifico cantiere. Così il ruolo di coordinatore per l'esecuzione torna ad essere affidato al direttore dei lavori, salvo che questi non sia privo dei requisiti professionali necessari. L'articolo 101 comma 2, invero, precisa che per le attività di coordinamento, direzione e controllo tecnico-contabile dell'esecuzione dei contratti pubblici relativi a lavori, la Pa committente, prima di aprire le procedure di affidamento, deve individuare un direttore dei lavori, il quale potrà essere coadiuvato da direttori operativi e ispettori di cantiere. Il direttore dei lavori deve anche verificare periodicamente il possesso e la regolarità, da parte dell'esecutore e subappaltatore, della documentazione prevista dalla normativa vigente in relazione agli obblighi verso i dipendenti e segnalare le violazioni di cui all'articolo 105 in materia di sicurezza sul lavoro al responsabile del procedimento.

L'articolo 30 del Codice appalti prevede la possibilità di subordinare il principio di economicità all'esigenza di tutelare la salute dei lavoratori.

Infine l'articolo 95 introduce un nuovo criterio di aggiudicazione dell'appalto: non in base al massimo ribasso (ancora applicato in casi residuali), bensì all'offerta economicamente più vantaggiosa, facendo peraltro riferimento - tra gli altri- al possesso da parte dell'impresa delle attestazioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori, come la Oshas 18001. Una novità che costituisce meccanismo premiale per le aziende che investono sulla gestione della sicurezza sul lavoro.

 

 

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