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21/11/2017 11:05
Home Articoli APPALTI Nuovo codice: ridurre il numero delle stazioni appaltanti e creare dei centri aggregatori

Nuovo codice: ridurre il numero delle stazioni appaltanti e creare dei centri aggregatori

di Franco Giuseppe Nappi

Nel nuovo codice degli appalti è ribadita la necessità, già nota nella “vecchia” regolamentazione, di ridurre il numero delle stazioni appaltanti e creare dei centri aggregatori.

La centralizzazione della committenza, insieme alla qualificazione delle stazioni appaltanti e alla digitalizzazione delle procedure di gara, rappresenta uno degli obbiettivi più importanti del legislatore nazionale e di quello comunitario. Il D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, nuovo codice appalti, recependo le indicazioni contenute nelle direttive europee, contiene dei riferimenti specifici a questi istituti, per la cui completa e definitiva applicazione sarà comunque necessario attendere l’emanazione dei previsti interventi dell’ANAC e del Ministero delle Infrastrutture.

Secondo il nuovo Codice (articolo 37), le stazioni appaltanti possono procedere direttamente e autonomamente all’acquisizione di forniture e servizi di importo inferiore a 40.000 euro per forniture e servizi e 150.000 euro per lavori.

Restano naturalmente fermi gli obblighi di utilizzo degli strumenti di acquisto e negoziazione, anche telematici.

Al di sopra di queste soglie, è prevista la necessità di aggregarsi ed ottenere adeguate qualificazioni.

Qualora la stazione appaltante non sia fornita di adeguata qualificazione, al di sopra degli importi indicati, sussiste la necessità di procedere all’acquisizione di forniture, servizi e lavori ricorrendo a una centrale di committenza ovvero mediante aggregazione con una o più stazioni appaltanti aventi la necessaria qualifica.

Per quanto concerne i comuni non capoluogo di Provincia, già con il “vecchio” Codice vi erano stati diversi stravolgimenti normativi sulla possibilità di questi enti di “appaltare” autonomamente. Attesa la chiarezza dell’attuale articolo 37 comma 4 del Codice, i comuni richiamati dalla norma possono procedere all’acquisizione di lavori, beni e servizi ricorrendo a diverse modalità operative. La prima è rappresentata dal ricorso ad una centrale di committenza già costituita oppure a soggetti aggregatori qualificati.

L’obbligo è altresì soddisfatto mediante l’istituzione di unioni di comuni costituite e qualificate come centrali di committenza, ovvero associandosi o consorziandosi in centrali di committenza nelle forme previste dall’ordinamento.

L’ultima opzione messa a disposizione dal legislatore è quella di ricorrere alla stazione appaltante costituita presso gli enti di area vasta, così come previsto dalla legge 7 aprile 2014, n. 56. Ai sensi dell’articolo 37 comma 5 del Codice, entro ottobre 2016 dovrà essere emanato un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri attraverso il quale saranno individuati gli ambiti territoriali di riferimento in applicazione dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Lo stesso decreto, dovrà stabilire criteri e modalità per la costituzione delle centrali di committenza in forma di aggregazione di comuni non capoluogo di provincia. Fino alla data di entrata in vigore del sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti, i requisiti di qualificazione saranno soddisfatti mediante l’iscrizione presso l’anagrafe unica delle stazioni appaltanti.

Il problema della centralizzazione della committenza è da tempo allo studio del legislatore che, a più riprese, è intervenuto determinando incertezze interpretative e inevitabili conseguenze negative sull’organizzazione degli enti locali, soprattutto nei confronti di quelli con un ridotto numero di abitanti.

L’attesa per i previsti decreti attuativi, ad oggi, accresce le insicurezze degli operatori. Vista la necessità messa in luce dal legislatore di ridurre i possibili conflitti di interessi tra amministrazioni aggiudicatrici e operatori economici del territorio, che (troppo) spesso interessano l’aggiudicazione degli appalti pubblici, non rimane che attendere la piena operatività del Codice, sperando che gli interventi previsti siano tempestivi e risolutori.

Si riporta :

TITOLO II - QUALIFICAZIONE DELLE STAZIONI APPALTANTI

Art. 37. (Aggregazioni e centralizzazione delle committenze) D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, nuovo codice appalti.

1. Le stazioni appaltanti, fermi restando gli obblighi di utilizzo di strumenti di acquisto e di negoziazione, anche telematici, previsti dalle vigenti disposizioni in materia di contenimento della spesa, possono procedere direttamente e autonomamente all’acquisizione di forniture e servizi di importo inferiore a 40.000 euro e di lavori di importo inferiore a 150.000 euro, nonché attraverso l’effettuazione di ordini a valere su strumenti di acquisto messi a disposizione dalle centrali di committenza. Per effettuare procedure di importo superiore alle soglie indicate al periodo precedente, le stazioni appaltanti devono essere in possesso della necessaria qualificazione ai sensi dell’articolo 38.

2. Salvo quanto previsto al comma 1, per gli acquisti di forniture e servizi di importo superiore a 40.000 euro e inferiore alla soglia di cui all’articolo 35, nonché per gli acquisti di lavori di manutenzione ordinaria d’importo superiore a 150.000 euro e inferiore a 1 milione di euro, le stazioni appaltanti in possesso della necessaria qualificazione di cui all’articolo 38 procedono mediante utilizzo autonomo degli strumenti telematici di negoziazione messi a disposizione dalle centrali di committenza qualificate secondo la normativa vigente. In caso di indisponibilità di tali strumenti anche in relazione alle singole categorie merceologiche, le stazioni appaltanti operano ai sensi del comma 3 o procedono mediante lo svolgimento di procedura ordinaria ai sensi del presente codice.

3. Le stazioni appaltanti non in possesso della necessaria qualificazione di cui all’articolo 38 procedono all’acquisizione di forniture, servizi e lavori ricorrendo a una centrale di committenza ovvero mediante aggregazione con una o più stazioni appaltanti aventi la necessaria qualifica.

4. Se la stazione appaltante è un comune non capoluogo di provincia, fermo restando quanto previsto al comma 1 e al primo periodo del comma 2, procede secondo una delle seguenti modalità:

a) ricorrendo a una centrale di committenza o a soggetti aggregatori qualificati;

b) mediante unioni di comuni costituite e qualificate come centrali di committenza, ovvero associandosi o consorziandosi in centrali di committenza nelle forme previste dall’ordinamento; c) ricorrendo alla stazione unica appaltante costituita presso gli enti di area vasta ai sensi della legge 7 aprile 2014, n. 56.

5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente codice, garantendo la tutela dei diritti delle minoranze linguistiche, sono individuati gli ambiti territoriali di riferimento in applicazione dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, e stabiliti i criteri e le modalità per la costituzione delle centrali di committenza in forma di aggregazione di comuni non capoluogo di provincia. In caso di concessione di servizi pubblici locali di interesse economico generale di rete, l’ambito di competenza della centrale di committenza coincide con l’ambito territoriale di riferimento (ATO), individuato ai sensi della normativa di settore. Sono fatte salve in ogni caso le attribuzioni degli enti di area vasta di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al primo periodo si applica l'articolo 216, comma 10.

6. Fermo restando quanto previsto dai commi da 1 a 5, le stazioni appaltanti possono acquisire lavori, forniture o servizi mediante impiego di una centrale di committenza qualificata ai sensi dell’articolo 38.

7. Le centrali di committenza possono:

a) aggiudicare appalti, stipulare ed eseguire i contratti per conto delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori;

b) stipulare accordi quadro ai quali le stazioni appaltanti qualificate possono ricorrere per l’aggiudicazione dei propri appalti;

c) gestire sistemi dinamici di acquisizione e mercati elettronici.

8. Le centrali di committenza qualificate possono svolgere attività di committenza ausiliarie in favore di altre centrali di committenza o per una o più stazioni appaltanti in relazione ai requisiti di qualificazione posseduti e agli ambiti territoriali di riferimento individuati dal decreto di cui al comma 5.

9. La stazione appaltante, nell’ambito delle procedure gestite dalla centrale di committenza di cui fa parte, è responsabile del rispetto del presente codice per le attività ad essa direttamente imputabili. La centrale di committenza che svolge esclusivamente attività di centralizzazione delle procedure di affidamento per conto di altre amministrazioni aggiudicatrici o enti aggiudicatori è tenuta al rispetto delle disposizioni di cui al presente codice e ne è direttamente responsabile. 10. Due o più stazioni appaltanti che decidono di eseguire congiuntamente appalti e concessioni specifici e che sono in possesso, anche cumulativamente, delle necessarie qualificazioni in rapporto al valore dell’appalto o della concessione, sono responsabili in solido dell’adempimento degli obblighi derivanti dal presente codice. Le stazioni appaltanti provvedono altresì ad individuare un unico responsabile del procedimento in comune tra le stesse, per ciascuna procedura, nell’atto con il quale hanno convenuto la forma di aggregazione in centrale di committenza di cui al comma 4 o il ricorso alla centrale di committenza. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 31. 11. Se la procedura di aggiudicazione non è effettuata congiuntamente in tutti i suoi elementi a nome e per conto delle stazioni appaltanti interessate, esse sono congiuntamente responsabili solo per le parti effettuate congiuntamente. Ciascuna stazione appaltante è responsabile dell’adempimento degli obblighi derivanti dal presente codice unicamente per quanto riguarda le parti da essa svolte a proprio nome e per proprio conto.

12. Fermi restando gli obblighi di utilizzo degli strumenti di acquisto e di negoziazione previsti dalle vigenti disposizioni in materia di contenimento della spesa, nell’individuazione della centrale di committenza, anche ubicata in altro Stato membro dell’Unione europea, le stazioni appaltanti procedono sulla base del principio di buon andamento dell’azione amministrativa, dandone adeguata motivazione.

13. Le stazioni appaltanti possono ricorrere ad una centrale di committenza ubicata in altro Stato membro dell’Unione europea solo per le attività di centralizzazione delle committenze svolte nella forma di acquisizione centralizzata di forniture e/o servizi a stazioni appaltanti; la fornitura di attività di centralizzazione delle committenze da parte di una centrale di committenza ubicata in altro Stato membro è effettuata conformemente alle disposizioni nazionali dello Stato membro in cui è ubicata la centrale di committenza.

14. Dall'applicazione del presente articolo sono esclusi gli enti aggiudicatari che non sono amministrazioni aggiudicatrici quando svolgono una delle attività previste dagli articoli da 115 a 121.

 

 

 

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