UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
24/11/2017 19:44
Home Articoli RIFIUTI Su rifiuti e bonifiche solo il sindaco può emanare ordinanze urgenti

Su rifiuti e bonifiche solo il sindaco può emanare ordinanze urgenti

di Mauro Calabrese

Il potere di adottare ordinanze contingibili e urgenti per la rimozione, recupero e smaltimento dei rifiuti e il ripristino dello stato dei luoghi, è attribuito dal Codice dell’ambiente direttamente ed esclusivamente al Sindaco, anche se la normativa generale sugli Enti locali attribuisce ai Dirigenti comunali l’attività di gestione dell’ente e l’adozione degli atti e provvedimenti esterni dell’amministrazione.


Il caso deciso
Il principio è stato riaffermato dal Tar Toscana, sezione II, con la sentenza 17 giugno 2016 n. 1011, che respingendo la richiesta di annullamento dell’ordinanza adottata dal Comune di Pistoia di sgombero di rifiuti speciali e ripristino di un’area in concessione, ha statuito che la competenza a emanare ordinanze contingibili e urgenti in materia di rifiuti e bonifiche spetta solo al Sindaco e non al dirigente del Comune, chiarendo, inoltre, che non compete all’amministrazione locale svolgere alcun approfondimento istruttorio per l’accertamento dei reali responsabili dell’abbandono dei rifiuti nell’area gestita dal responsabile.
La vicenda trae origine dalla concessione, limitata nel tempo, da parte dell’amministrazione comunale toscana, di un’area pubblica destinata al temporaneo stoccaggio del materiale del cantiere per i lavori di realizzazione del nuovo ospedale di Pistoia, con l’obbligo di restituire la stessa «ripulita e ripristinata nelle condizioni ante operam», al termine della quale il Sindaco aveva ingiunto alla ditta concessionaria, in qualità di detentrice e titolare di un diritto personale sull’area, di rimuovere e smaltire i rifiuti speciali rimasti.

Il ricorso
L’impresa aveva, quindi, impugnato l’ordinanza lamentando, innanzitutto, la non corrispondenza tra la planimetria dell’area indicata nella concessione con l’estensione effettivamente occupata, ben più ampia in quanto destinata alla manovra dei mezzi di cantiere; la ditta concessionaria aveva, inoltre, impugnato la stima corretta del quantitativo di rifiuti oggetto dell’ordine di rimozione e smaltimento, nonché il mancato accertamento da parte dell’amministrazione comunale della reale responsabilità di terzi nello sversamento e, in ultimo, l’errato esercizio del potere contingibile e urgente che, a suo dire, spetterebbe al Dirigente e non al Sindaco.

Stima dell’area e dei rifiuti
Nel chiarire il portato del disposto dell’articolo 192 del Codice dell’ambiente (Dlgs 152/2006), i giudici amministrativi, per prima cosa, escludono che la disposizione che vieta espressamente l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti e attribuisce al Sindaco i poteri di ordinanza per la rimozione e il ripristino, preveda a carico dell’amministrazione, l’onere di procedere alla stima o alla quantificazione esatta della volumetria dei rifiuti presenti sull’area, poiché si tratta di un’operazione che potrebbe solo ritardare l’adozione del provvedimento previsto dalla legge e che rileva soltanto, a posteriori, in sede di verifica dell’esatto adempimento dell’ordine di rimozione e del completamento delle operazioni imposte al soggetto tenuto alla rimozione.

Rifiuti risalenti
Neppure ritiene rilevante il Tribunale, ai fini della deliberazione della legittimità del provvedimento impugnato, la questione circa la preesistenza, negli strati più profondi dell’area, di rifiuti «più risalenti» rispetto alla concessione della stessa a favore dell’impresa responsabile, in quanto non influente sull’obbligo di rimuovere i rifiuti depositati nel periodo in cui la ditta concessionaria ha avuto la disponibilità dell’area.

Estensione dell’area
Il Collegio, inoltre, ritiene corretta l’attribuzione da parte del Comune della responsabilità alla ditta per la rimozione dei rifiuti, anche eventualmente abbandonati da terzi ignoti e a prescindere dall’estensione dell’area come descritta nel provvedimento di concessione, avendo l’impresa, di fatto, occupato, recintato e avuto piena disponibilità, anche se non in maniera continua, di un’area più vasta, correttamente individuata nell’ordinanza e dovendo quindi essa rispondere, almeno a titolo di colpa, anche dello sversamento di terre e rifiuti derivanti dall’attività edilizia, eventualmente effettuato da terzi, ma durante il periodo di occupazione legata al cantiere dell’ospedale, in virtù di un potere-dovere di controllo e vigilanza sulla stessa.

Omessa vigilanza
Prosegue la sentenza, quindi, disponendo che sull’amministrazione comunale non grava alcun obbligo di procedere a una approfondita istruttoria per l’accertamento dell’eventuale responsabilità di terzi per lo sversamento, avendo legittimamente attribuito tale responsabilità alla ditta ricorrente, a titolo di colpa, per aver omesso di vigilare e non aver impedito l’abbandono e il deposito di rifiuti speciali sull’area occupata, peraltro non riportata al termine dell’occupazione alle condizioni di partenza, e senza avere mai, preventivamente, denunciato o segnalato alle autorità o alla stessa amministrazione gli illeciti abbandoni di rifiuti negli anni.

Poteri d’urgenza
In ultimo, il Tribunale amministrativo toscano, respingendo le doglianze della ricorrente, chiarisce che il potere di ordinanza previsto dall’articolo 192, comma 3, del Codice dell’ambiente ha carattere di specialità rispetto alla normativa generale del Testo unico sugli Enti locali, nell’attribuire al Sindaco la facoltà di disporre le operazioni necessarie alla rimozione, all’avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi ed il termine entro cui provvedere, decorso il quale l’amministrazione procede all’esecuzione in danno dei soggetti obbligati ed al recupero delle somme anticipate.
Invero, seppure la disposizione generale dell’articolo 107 del Testo unico sugli Enti locali (Dlgs 267/2000) attribuisce l’attività di gestione dell’Ente ai dirigenti, anche in relazione al corretto esercizio dei poteri contingibili e urgenti del Sindaco, nel caso di specie il riferimento corretto è agli ordinari e «normali» poteri attribuiti direttamente al primo cittadino dal Codice dell’ambiente in merito all’emanazione dell’impugnata ordinanza di rimozione, recupero e smaltimento dei rifiuti e di ripristino dello stato dei luoghi.

 

 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information