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18/11/2017 11:01
Home Articoli L'ESPERTO RISPONDE La nuova pianificazione urbanistica comunale e/o di area vasta. Ruolo del funzionario comunale

La nuova pianificazione urbanistica comunale e/o di area vasta. Ruolo del funzionario comunale

Risponde l'arch. Romolo Gagliardi Responsabile dell’Ufficio del Piano e Programmazione Opere Pubbliche del Comune di Montalto Uffugo.

D - Architetto, siamo venuti a conoscenza del suo intervento in qualità di R.U.P. sulla programmazione della " Città dello Sviluppo Sostenibile" al secondo forum per la redazione del Piano Strategico del suo comune di ventiduemila abitanti della provincia di Cosenza. Perché è importante il RUP?

R - Il ruolo del funzionario comunale, per la sua esperienza sul "campo" affronta le problematiche della pianificazione Urbanistica del proprio territorio, attraverso una lettura corretta dello stato di fatto, e degli interventi presenti sul territorio e quale memoria storica dei processi di sviluppo e della conoscenza delle condizioni sociali ed economiche del proprio Comune.

D - Per capire meglio la definizione di "l'esperienza sul campo", ci dà un esempio della lettura e dell'evoluzione del suo territorio attraverso la pianificazione urbanistica ?

R - A questa domanda, non si può rispondere con una sola frase. Per esprimere pienamente il concetto, devo ripercorrere per almeno i decenni passati le scelte operate dalle amministrazioni sul territorio. La Pianificazione Urbanistica del Comune di Montalto Uffugo, è affidata ad un piano regolatore generale, redatto negli anni 80. Il Territorio presenta tre fasce altimetriche differenti fra di loro, per caratteristiche altimetriche, geologiche, economiche e sociali -

Il Piano Regolatore Generale, ha cercato nei suoi obbiettivi, di mettere in relazione le tre fasce altimetriche, in una previsione di sviluppo, dimensionato in relazione alle esigenze, in equilibrio con il territorio e coerente con le condizioni sociali ed economiche presenti negli anni 80 –

Negli anni 90, ci si è resi conto che il modello di pianificazione urbanistica dettato dal PRG, non era più conforme alla realtà Montaltese, essendo cambiate le condizioni sociali ed economiche. Lo sviluppo edilizio, aumentava nella zona valliva, obbediva non più ad una logica di equilibrio fra le varie fasce altimetriche del territorio, e precisamente la Zona Montana Collinare e Valliva, bensì obbediva alla crescita indirizzata verso una direttrice di sviluppo di gravitazione sull’area urbana del capoluogo, in modo particolare per il settore terziario e commerciale.

D - In qualità di Responsabile dell'Ufficio del Piano e Programmazione Opere Pubbliche del Comune, ha indicato all'Amministrazione qualche soluzione per arginare il fenomeno in atto sul territorio ?

R - Si, per arginare temporaneamente quanto stava accadendo sul territorio, come Ufficio del Piano, ho predisposto una variante al PRG cercando ci assecondare in parte le nuove richieste che provenivano dal territorio.

D - Questa variante, ha ottenuto i risultati sperati ?

R - In parte, poiché nei primi anni del 2000, lo SVILUPPO VERSO COSENZA diventa sempre più consistente, con livelli di edificazione mai raggiunti negli anni precedenti. Pertanto, NASCE L’ESIGENZA di dare un nuovo ordine all’edificazione, attraverso nuove regole. Si avverte l’esigenza di avere una pianificazione integrata con l’area urbana cosentina.

Con l'emanazione della Legge Urbanistica Regionale n° 19/2002, si prevede in sostituzione del PRG, il PIANO STRUTTURALE COMUNALE- strumento di nuova politica Urbanistica. L’amministrazione Comunale, affida l’incarico per la REDAZIONE DEL PSC invertendo così le previsioni del PRG vigente, con nuovi obbiettivi di sviluppo indirizzati verso L’AREA URBANA di COSENZA al fine di regolare in modo armonico ed ordinato lo sviluppo verso questa direttrice ormai inarrestabile -

D - Certo non con una, ma con quattro frasi, ci ha raccontato oltre un ventennio di pianificazione comunale del suo comune. Dopo la lettura del territorio analizzata fino ai nostri giorni, si avverte quindi l'esigenza di una programmazione intercomunale con i territori limitrofi ?

R- C'è da far rilevare che, l’opportunità di Redigere una programmazione Urbanistica Intercomunale non è stata mai presa in considerazione dai comuni limitrofi, aventi caratteristiche omogenee. Anche se più volte evidenziato dalla nostra Amministrazione, l’esigenza di una programmazione congiunta almeno per sistemi, per dare ordine ad alcune infrastrutture direttamente connesse fra i territori. Le aree più forti, hanno preferito approfondire il dibattito sola sulla ricerca di individuare l’appartenenza all’AREA URBANA- Ricercando i comuni che la dovevano delimitare.

D - Cosa si vuole intende per AREA URBANA ?

R - L’AREA URBANA a mio avviso, per definizione è la zona urbanizzata, individuata dal perimetro delle aree edificate, e da tutte quelle aree parzialmente edificate, che per la presenza di opere di urbanizzazione, o per la loro vicinanza possono essere funzionali alle trasformazioni urbane-

D - Durante la redazione degli studi del PSC, si è avvertita l’esigenza, di analizzare un territorio più ampio, viste le condizioni urbanistiche nuove sulle aree urbane dell’hinterland Cosentino?

R - Premesso che l'Amministrazione Comunale, preso atto de numerosi studi da effettuate sul territorio per la redazione del PSC, i quali richiedevano diverse professionalità, mi affidò l'incarico anche di coordinatore degli studi. Man mano che gli studi si completavano, si avvertiva chiaramente che la rapida crescita dell’urbanizzazione dell’attuale AREA URBANA, dava vita alla conurbazione tra Cosenza e Rende, la quale ha generato il fenomeno che definisco delle incompatibilità urbane, nel senso che, tutte quelle strutture che presentavano attività incompatibili con la residenza, sono state costrette a spostarsi nelle aree dell’HINTERLAND COSENTINO, strutture quali gli opifici industriali, gli opifici artigianali, i depositi, le attività commerciali all’ingrosso, il mercato generale, ecc. ecc……. la cui ubicazione, ha interessato i comuni limitrofi a Cosenza. Pertanto il territorio circostante all’area urbana, continua con più peso a gravitare sulla città e la città su di esso, assumendo così un ruolo di partecipazione attiva alla vita dell’attuale conurbazione, essendo ormai interdipendente nei vari sistemi urbani, produttivi, economici e dei servizi. Infatti a breve si dovrà localizzare anche l’area per ospitare il nuovo Ospedale, un servizio anch’esso rientrante in quelli che per la loro funzione, sono strategici, e rientrando nelle incompatibilità urbane, e quindi dovranno trovare ospitalità al di fuori della stessa. Come evidenziato, l'esigenza di analizzare un 'area più vasta era necessario, urgente ed indispensabile.

D - Se il fenomeno della crescita, del territorio dell'hinterland cosentino, non deve obbedire alla programmazione dell'area urbana, come deve essere guidato?

R - Dagli studi e dalle analisi effettuate anche sulle aree dei comuni posti a corolla della città di Cosenza, è emerso chiaramente che il territorio dell’hinterland Cosentino insieme alla conurbazione della città di Rende e Cosenza, assume la struttura di una micro area metropolitana.

D - Gli studi, cosa hanno evidenziato prevalentemente sul territorio e quale politiche adottare?

R - Gli studi e le analisi del PSC, hanno evidenziato sull'intero territorio, la mancanza di una maglia di percorsi gerarchicamente organizzata con l’area urbana, la mancanza di nodi di interscambio, una carente organizzazione dei trasporti, la mancanza di coordinamento dei servizi sportivi, l’assenza di un coordinamento delle aree produttive. La mancanza di una programmazione di politica della casa, in modo particolare per “l’edilizia convenzionata e sovvenzionata” spesso prevista in sedi di localizzazioni improprie, e con un scarsa qualità urbana, spesso dovuta al mancato controllo sulla qualità edilizia delle nuove costruzioni. Da ciò è emersa con urgenza, la necessità di programmare le nuove esigenze del territorio, inquadrate in un contesto territoriale più ampio, che deve interessare necessariamente l’hinterland Cosentino, posto a destra ed a sinistra del fiume Crati, poiché entrambi partecipano in egual modo alla crescita di un sistema di sviluppo territoriale integrato dell’area urbana Cosenza - Rende, all’interno del quale ogni comune dovrà giocare un ruolo decisivo nella gestione dei vari sistemi, finalizzati a creare sviluppo e migliorare la qualità della vita.

D - Quando fin qui detto, è la dimostrazione del significato della così detta "esperienza sul campo" che possiede un RUP nell'affrontare le problematiche territoriali di un comune. Per concludere architetto, quali sono allora i rimedi da adottare in presenza di queste tematiche così complesse?

R - Quali rimedi, da quando è risultato, è evidente che Il PSC, non può assolvere per le sue specifiche funzioni assegnategli al ruolo di tale programmazione. Necessita passare dalla Programmazione Urbanistica, alla Programmazione Territoriale, e quindi, l’esigenza di una programmazione di area vasta, demandata allo strumento adeguato quale è il PIANO STRATEGICO,i essendo un atto volontario di previsione della funzionalità di un modello territoriale condiviso, individuando obbiettivi e strategie per raggiungerli mediante interventi pubblici e privati. Stabilendo un patto tra tutti coloro che operano sul territorio, enti pubblici e privati, che lo condividono. Manifestando le sue finalità nel riprogettare gran parte delle nostre realtà urbane, mettendo in atto interventi coordinati nei vari sistemi infrastrutturali di un territorio di un’area vasta. Nel nostro caso, quella dell’hinterland cosentino. Scommettendo sull’ottenimento dei futuri finanziamenti - Infatti l’Unione Europea, ha dichiarato la sua disponibilità futura a sostenere finanziariamente soltanto quelle città che siano state capaci di dotarsi di un piano strategico-

Arch. Romolo Gagliardi

 

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