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21/11/2017 09:10
Home Articoli PUBBLICA AMMINISTRAZIONE BLOCCO TOTALE PER GLI INCENTIVI ALLA PROGETTAZIONE

BLOCCO TOTALE PER GLI INCENTIVI ALLA PROGETTAZIONE

La Corte dei conti, sezione delle autonomie, con la deliberazione n. 10 del 23/03/2016, ha chiarito che le nuove disposizioni introdotte dal legislatore escludono tout court la riconoscibilità dell'incentivo alla progettazione nei confronti di tutte le attività qualificabili come manutentive, senza differenziazioni di sorta e a prescindere dalla progettazione, che risulta strettamente connessa alla realizzazione degli interventi di manutenzione straordinaria.

La Sezione delle autonomie della Corte dei conti sulla questione di massima rimessa dalla Sezione regionale di controllo per l’Emilia Romagna, con deliberazioni n. 155/2015 e n. 156/2015, come ricostruita in parte motiva, pronuncia il seguente principio di diritto: “la corretta interpretazione dell’articolo 93, comma 7-ter, d.lgs. 163/2006, alla luce delle disposizioni recate dal d.l. n. 90/2014 e dei criteri individuati dalla legge delega n.11/2016, è nel senso dell’esclusione dall’incentivo alla progettazione interna di qualunque attività manutentiva, senza distinzione tra manutenzione ordinaria o straordinaria.”

La Sezione regionale di controllo per l’Emilia Romagna si atterrà al principio enunciato nel presente atto di indirizzo interpretativo, al quale si conformeranno tutte le Sezioni regionali di controllo, ai sensi dell’art. 6, comma 4, del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge n. 213/2012.

Alla luce del quadro normativo di riferimento appare evidente come il legislatore, sia in seguito intervenuto a modificare profondamente la disciplina degli incentivi alla progettazione, ridefinendone gli ambiti di operatività, sia sotto il profilo soggettivo sia sotto quello oggettivo.

In particolare le disposizioni introdotte dal Dl 90/2014 e dalla relativa legge di conversione, mirano non solo a una finalità di contenimento della spesa ma anche a una sua razionalizzazione con la legge 28 gennaio 2016 n.11, concernente la delega al Governo per l'attuazione delle direttive 2014/23/Ue, 2014/24/Ue e 2014/25/Ue in materia, rispettivamente di concessioni, appalti pubblici nei settori ordinari e nei settori speciali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, con contestuale abrogazione del vecchio codice degli appalti.

In tale ambito, il criterio di delega enunciato alla lettera "rr" dell'art.1, prevede la destinazione del 2% dell'importo posto a base di gara non più alla remunerazione delle fasi della progettazione, quanto piuttosto a beneficio delle fasi della programmazione della spesa per investimenti, della predisposizione e controllo delle procedure di bando e di esecuzione dei contratti pubblici, della direzione dei lavori e dei collaudi, con particolare riferimento ai profili dei tempi e dei costi, allo scopo di incentivare la realizzazione dell'opera a regola d'arte e nei tempi previsti dal progetto, senza alcun ricorso a varianti in corso d'opera.

Il criterio che esclude espressamente l'applicazione degli incentivi alla progettazione, trova conferma nello schema di decreto legislativo varato dal Consiglio dei Ministri del 3 marzo 2016, di prossima approvazione, che, agli articoli da 21 a 27, reca la nuova disciplina in materia di progettazione delle amministrazioni aggiudicatrici e che, in linea con l'enunciato criterio di delega, nulla dispone in merito ai predetti incentivi.

 

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