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24/11/2017 02:56
Home Articoli EDILIZIA E URBANISTICA Momento di perfezionamento del permesso di costruire

Momento di perfezionamento del permesso di costruire

TAR CAMPANIA – NAPOLI, SEZ. VIII – sentenza 4 febbraio 2016 n. 666 (sul momento in cui deve ritenersi perfezionato il permesso di costruire, rispetto al quale sono applicabili eventuali misure di salvaguardia e sulla sufficienza o meno del parere favorevole della c.e.c.).

Posto che la concessione edilizia – oggi permesso di costruire – è un provvedimento amministrativo “recettizio” (che viene, quindi, ad esistenza con la comunicazione agli interessati), il termine “rilascio”, riferito al titolo concessorio, che si rinviene nel corpo dell’art. 15, comma 2, del D.P.R. n. 380 del 2001 (secondo cui “il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo”), ancorché in prima lettura non appaia univoco, potendo sostanzialmente significare sia “emanazione” che “consegna” dell’atto, è in realtà ricollegabile alla materiale consegna di questo, essendo tale significato preferibile poiché più rispondente al lessico del legislatore, se si considera che, laddove quest’ultimo avesse voluto fare riferimento alla data della “emanazione” dell’atto, avrebbe usato sinonimi dal più corretto significato tecnico, coma “data dell’atto” oppure, “data di adozione”, o, più semplicemente “adozione”.

E’ legittimo il provvedimento con il quale un Comune ha espresso un diniego in ordine ad una istanza tendente ad ottenere l’autorizzazione al materiale ritiro di un permesso di costruire, motivato con riferimento al fatto che, essendo stato,medio tempore, adottato il PUC, sono divenute operative le misure di salvaguardiaex art. 12 del D.P.R. n. 380 del 2001, nel caso in cui, in ordine alla istanza di rilascio del titolo edificatorio, il relativo procedimento amministrativo si trovi al seguente segmento: a) sia stato espresso soltanto il parere favorevole della Commissione edilizia comunale, pubblicato all’Albo pretorio dell’Ente; b) non siano stati versati gli oneri concessori. In tal caso, infatti, deve escludersi che il permesso di costruire si sia perfezionato, a nulla rilevando il rilascio del parere favorevole della c.e.c.; pertanto, legittimamente il Comune ha ritenuto di applicare le misure di salvaguardia ex art. 12, D.P.R. n. 380 del 2001, avendo ravvisato un contrasto tra l’intervento progettato e le previsioni urbanistiche del P.U.C. adottato.

La circostanza dell’avvenuta pubblicazione all’Albo pretorio del Comune del parere favorevole reso dalla Commissione edilizia comunale, in ordine ad una istanza tendente ad ottenere il rilascio di un permesso di costruire, è irrilevante ai fini dell’effettivo rilascio del titolo edilizio. Infatti, dopo l’entrata in vigore della L. 28 gennaio 1977 n. 10 (nonché sotto l’attuale vigore del D.P.R. 380 del 2001, che le disposizioni di questa sul punto ha recepito), il permesso di costruire deve necessariamente contenere alcuni requisiti formali, che non ammettono equipollenti, quali la fissazione dei termini di inizio e di ultimazione dei lavori e la quantificazione del contributo di costruzione, per cui la mera comunicazione del parere favorevole espresso dalla Commissione edilizia comunale non può avere, né formalmente, né sostanzialmente, il valore provvedimentale di un atto di assentimento del permesso di costruire richiesto, ma solo di un mero atto informativo di una fase dell'”iter” procedimentale, non ancora concluso.

a cura del Responsabile dell’Ufficio Tecnico

4° Servizio del Comune di Comiziano (NA)

Ing. Franco Giuseppe Nappi


 

 

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