UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
21/11/2017 18:25
Home Articoli EDILIZIA E URBANISTICA Consiglio di Stato: anche i parcheggi devono rispettare le distanze di sicurezza tra gli edifici. (Consiglio di Stato, sentenza 14 gennaio 2016, n. 81 ).

Consiglio di Stato: anche i parcheggi devono rispettare le distanze di sicurezza tra gli edifici. (Consiglio di Stato, sentenza 14 gennaio 2016, n. 81 ).

La distanza di sicurezza tra le costruzioni deve essere rispettata anche per la costruzione di un parcheggio interrato. E se le fondazioni dell'edificio condominiale si trovano a distanza non legale o, addirittura, sconfinano nell'are destinata a parcheggio, sarà la ditta costruttrice dello stesso a dover arretrare l'opera.

La sentenza ha confermato l'annullamento del permesso di costruire relativo a un'area di parcheggio privata perché troppo vicina alle fondazioni dell'edificio condominiale confinante. Secondo il Consiglio, anche laddove non fossero applicabili le distanze previste dal prontuario tecnico del Comune, opera comunque, in via analogica, l'articolo 889 del Codice civile che prescrive una distanza minima dal confine di metri due.

Il Comune autorizzava la realizzazione di un parcheggio pertinenziale interrato. Su ricorso proposto dal Condominio adiacente all'area di costruzione del parcheggio, il permesso di costruire veniva però annullato in relazione, tra l'altro, alla violazione delle distanze tra l'opera da realizzare e le fondazioni dell'edificio condominiale.

Le Srl che avrebbero dovuto realizzare il parcheggio hanno impugnato la decisione del Tar, eccependo la non applicabilità al caso di specie della distanza di un metro e mezzo prevista dal prontuario tecnico del Comune, in quanto l'opera riguarda la realizzazione di un parcheggio privato da realizzare in deroga alla strumentazione urbanistica vigente (articolo 9 della legge 122/1989).

Eccepivano, inoltre, il fatto che le fondazioni del condominio sconfinano in parte nell'area di realizzazione del parcheggio. Tale circostanza non era stata messa in evidenza nelle tavole grafiche del progetto presentato per ottenere il permesso di costruire.  Secondo la Srl e il Comune, però, tali accertamenti non erano essenziali per il rilascio del permesso di costruire. In particolare, non vi sarebbe alcun obbligo del Comune di compiere accertamenti volti a individuare possibili impedimenti alla realizzazione del progetto, né di ordinare alla richiedente di effettuazione specifiche indagini geologiche.

I giudici di Palazzo Spada, nel confermare la decisione del Tar, ritengono che la rappresentazione del fabbricato del condominio nelle tavole grafiche allegate alla domanda di permesso di costruire è essenziale al fine di consentire al Comune di valutare l'assentibilità del progetto. Infatti, “dovendosi costruire un parcheggio interrato, occorreva mettere in condizione il Comune di verificare che, anche a livello sotterraneo, fosse rispettata la distanza di sicurezza fra costruzioni (peraltro molto ridotta) e che, comunque, non sussistessero pericolose interferenze tra la nuova opera e le fondazioni del manufatto esistente.

E ciò, anche laddove fossero le fondazioni di quest'ultimo a essere state realizzate sconfinando nell'area adiacente, posto che in sede di rilascio del permesso di costruire, non può non tenersi conto della situazione di fatto esistente, indipendentemente dalla circostanza che la stessa sia o meno conforme al sottostante titolo edilizio”.

I giudici di Palazzo Spada, nel confermare la decisione del Tar, ritengono che la rappresentazione del fabbricato del condominio nelle tavole grafiche allegate alla domanda di permesso di costruire è essenziale al fine di consentire al Comune di valutare l'assentibilità del progetto. Infatti, “dovendosi costruire un parcheggio interrato, occorreva mettere in condizione il Comune di verificare che, anche a livello sotterraneo, fosse rispettata la distanza di sicurezza fra costruzioni (peraltro molto ridotta) e che, comunque, non sussistessero pericolose interferenze tra la nuova opera e le fondazioni del manufatto esistente.

E ciò, anche laddove fossero le fondazioni di quest'ultimo a essere state realizzate sconfinando nell'area adiacente, posto che in sede di rilascio del permesso di costruire, non può non tenersi conto della situazione di fatto esistente, indipendentemente dalla circostanza che la stessa sia o meno conforme al sottostante titolo edilizio”.

Quanto alle distanze legali, il Consiglio ha affermato che, anche laddove non fosse applicabile al caso di specie il prontuario tecnico, opera comunque, in via analogica, l'articolo 889 del Codice civile, che prescrive una distanza minima dal confine di metri due.

Considerato che la distanza tra area del parcheggio e plinti di fondazione del fabbricato condominiale era, in ogni caso, inferiore a quella prescritta, correttamente il Tar ha ritenuto che la riscontrata violazione delle distanze non potesse essere sanata in sede di redazione del progetto esecutivo.

La sanatoria avrebbe, infatti, richiesto un arretramento della costruzione rispetto alle fondazioni del fabbricato condominiale e, quindi, una collocazione spaziale del manufatto diversa da quella prevista nel progetto approvato. Da ciò si evince che, se l'edificio condominiale è stato costruito a distanza non regolamentare, sarà il confinante a dover arretrare l'opera per ripristinare le distanze legali.

Rassegna stampa a cura del

Responsabile dell’Ufficio Tecnico 4° Servizio

del Comune di Comiziano (NA)

Ing. Franco Giuseppe Nappi

 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information