UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
24/11/2017 04:53
Home Articoli PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Nella battaglia anti-smog più poteri ai sindaci

Nella battaglia anti-smog più poteri ai sindaci

di Giuseppe Latour

Arriva il piano per fronteggiare l'emergenza smog. Si parte da quattro misure, che scatteranno dopo sette giorni di sforamento dei tetti di polveri sottili: abbassamento dei limiti di velocità di 20 km orari nelle aree urbane e nelle autostrade vicine ai centri abitati, abbattimento di due gradi della temperatura degli edifici, mezzi pubblici scontati, grazie a un fondo da 12 milioni di euro, e limitazione dell'utilizzo di biomasse per i caloriferi.

E' il risultato più importante arrivato dalla riunione di ieri, durante la quale i rappresentanti del Governo, guidati dal ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, hanno incontrato Regioni e Comuni. L'obiettivo era mettere a punto una cassetta di strumenti da utilizzare per fronteggiare il problema dell'inquinamento dell'aria.

Così, oltre agli interventi di breve periodo, si è discusso di alcune misure strutturali. Nasce un Comitato centrale, coordinato dal Governo, che avrà il compito di accelerare la spesa delle risorse che già ci sono: 405 milioni di competenza del ministero dell'Ambiente, più i diversi rivoli presenti in legge di Stabilità, che portano il conto a circa un miliardo. Anche se sui fondi disponibili parte la polemica. Per il governatore lombardo, Roberto Maroni sarebbero serviti "tre zeri in più". 

L'intesa con gli enti locali

Il piano del Governo, contenuto in un protocollo firmato anche da Anci e Conferenza delle Regioni, si divide in due parti: la prima è dedicata all'emergenza, la seconda alla programmazione. Nel breve periodo scatteranno strumenti che i sindaci avranno il potere di avviare dopo una settimana di sforamenti.

Per il medio periodo (tre anni), invece, la novità più importante è la creazione di un Comitato di coordinamento ambientale, presieduto da Galletti, che metterà insieme i presidenti delle Regioni e i sindaci delle Città metropolitane.

Il tavolo si occuperà degli interventi da realizzare. I fronti aperti sono diversi. Dal lato del ministero dell'Ambiente ci sono 405 milioni di risorse programmate e disponibili: serviranno per la mobilità sostenibile (35 milioni), per le reti di ricarica elettrica (50 milioni), per l'efficienza energetica nelle scuole e nei condomini (250 milioni), per la riqualificazione degli edifici della pubblica amministrazione centrale (70 milioni).

A corredo di questa dotazione ci sono le misure approvate con la legge di Stabilità, come la proroga per gli ecobonus del 65%, il nuovo sistema di detrazioni per i condomini, gli acquisti centralizzati di mezzi pubblici, gli incentivi al trasporto merci, le risorse per le piste ciclabili. 

Otto misure ulteriori

Il lavoro, comunque, non si ferma qui. Il Comitato ambientale, infatti, sarà chiamato a preparare altre misure nei prossimi mesi. Il protocollo individua otto punti prioritari: tra questi spiccano l'abbattimento delle emissioni degli impianti di riscaldamento, il miglioramento del parco mezzi del Tpl e gli sgravi per la rottamazione dei veicoli.

Tutto questo mentre l'emergenza non si placa. A Milano, dove ieri è stato completato il terzo giorno di blocco del traffico, le polveri sottili sono ancora in aumento e superano in tutte le centraline i valori di guardia. A Roma, dove è in corso lo stop solo per i veicoli più inquinanti, restano gli sforamenti in dieci centraline su tredici.

E questa situazione, stando alle previsioni meteo, dovrebbe proseguire ancora per qualche giorno.  Tornando al piano, gli altri azionisti del protocollo, Anci e Regioni, sottolineano gli aspetti positivi, ma anche quello che resta da fare. Per il presidente dell'Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino: "Finora non avevamo le linee guida di cui da questo momento disponiamo e che dovrebbero facilitare l'adozione di linee d'azione omogenee".

Anche se per Pierfrancesco Maran, assessore all'Ambiente del Comune di Milano e responsabile Ambiente dell'Anci, "resta lampante la necessità di individuare ulteriori risorse". Una necessità sottolineata anche dal governatore lombardo, Roberto Maroni per il quale "le risorse previste sono fortemente insufficienti", dal momento che "servono tre zeri in più, sono necessari due miliardi".

Questi fondi extra, per il presidente dell'Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, dovranno andare alla rottamazione: "Abbiamo chiesto – dice - che si studi la possibilità di istituire un fondo straordinario per la rottamazione dei mezzi pubblici e privati più inquinanti". 

Rassegna stampa a cura del

Responsabile dell’Ufficio Tecnico

4° Servizio del Comune di Comiziano (NA)

Ing. Franco Giuseppe Nappi


 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information