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20/11/2017 14:43
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Riceviamo e pubblichiamo la nota a commento dell'Ing. Francesco Giuseppe Nappi - Responsabile dell'Ufficio Tecnico IV Servizio del Comune di Comiziano (NA)

Ill.mo Amico e Presidente Bernardino Primiani, in allegato ti rimetto l’articolo della dott.ssa Valeria Uva sugli acquisti centralizzati che non superano il 25%, nonché la motivazione secondo il mio modesto parere, della causa di questo mancato incremento. Ti ho inviato queste brevi note, perché in merito al mio articolo sulle centrali di committenza, mi hai consigliato di incaricare sempre l’UNITEL per evidenziare tali problematiche.

26 ottobre 2015

Pagina 10

Il Sole 24 Ore Tributi, bilanci e finanza locale

Acquisti centralizzati: per gas, luce e telefoni non si supera il 25% Le gare in autonomia valgono 5 miliardi La spesa pubblica che passa per Consip è ancora a livelli minimi. Persino nelle categorie merceologiche per le quali l' obbligo di fare acquisti tramite la centrale unica del Mef è più stringente, di fatto un' amministrazione su due continua a far da sé. Tanto che il Governo con il Ddl di Stabilità punta a stringere ancora una volta le maglie, rendendo di fatto una via crucis per ogni ente la scelta di fare proprie gare. Del resto, i numeri parlano chiaro. Secondo le elaborazioni di Consip per Il Sole 24 Ore, appena il 25% della spesa pubblica che dovrebbe passare solo per Consip o per le centrali regionali utilizza di fatto la centrale statale: 1,6 miliardi ogni anno contro i 6,5 che gli enti pubblici destinano all' acquisto di questi beni.

Ma facciamo un passo indietro. Da luglio 2012 (con il Dl 95) è stato rafforzato l' obbligo di passare attraverso Consip (o tramite le centrali regionali) per acquisti di alcune categorie di beni: energia elettrica, gas, combustibili da riscaldamento (le cosiddette fonti per immobili), carburanti (rete ed extra rete) e telefonia, fissa e mobile. Per questi beni, le amministrazioni pubbliche (comprese quelle locali) possono ancora approvvigionarsi da sole, ma solo se riescono a spuntare prezzi inferiori a quelli della centrale statale.

La manovra puntava naturalmente a garantire risparmi di spese tramite l' acquisto centralizzato. Solo per la telefonia fissa, per esempio, i valori Consip sono inferiori del 69% (rilevazione 2014 del Mef) rispetto a quelli di mercato. Il risparmio è molto più variabile per energia, gas e carburanti, ma di fatto garantito nella stragrande maggioranza dei beni. Dal 2012 la spesa presidiata da Consip in queste categorie è sicuramente salita (si veda il grafico accanto), ma forse non ai ritmi auspicati: due anni e mezzo dopo l' asticella è ancora ferma al 25% del totale.

All' appello mancano poco meno di cinque miliardi. Che fine fanno? Ricostruire i mille rivoli in cui possono disperdersi non è semplice. Alcune amministrazioni potrebbero essere ricorse a centrali regionali (che però coprono una fetta piccola delle richieste), altre potrebbero aver comprato direttamente perché in cerca di un bene o servizio particolare non trovato su Consip. Piccole oscillazioni nei volumi Consip sono poi dovute semplicemente all' abbassamento dei prezzi (si pensi alla variabilità di prezzo del carburante).

Ma certo è difficile pensare che queste motivazioni possano giustificare acquisti extra per cinque miliardi di euro. Non lo pensa per esempio neppure il presidente dell' Anticorruzione, Raffaele Cantone, che già lo 26 ottobre 2015 Pagina 10 Il Sole 24 Ore Tributi, bilanci e finanza locale Continua ­­> 1 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016 scorso anno aveva avviato un' indagine sulla «fuga da Consip», conclusa con la scoperta di «numerosi casi di affidamenti diretti, in apparente assenza delle necessarie condizioni di legge, di proroghe di precedenti forniture».

I risultati consegnati nelle mani del' ex commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, avevano portato a una stima di recupero di efficienza solo in questa fetta di forniture di due miliardi. Da qui l' ulteriore giro di vite della legge di Stabilità. La manovra ­ stando ai testi diffusi finora ­ scoraggia chi sceglie gli appalti fai­da­te con due mosse: da un lato, si alza l' asticella del risparmio da dimostrare; dall' altro, si rafforzano i controlli.

Dal 2016, infatti, non basterà più spuntare anche un solo centesimo in meno rispetto ai prezzi Consip, ma bisognerà spostare l' asticella del risparmio al di sopra del 10% «rispetto ai migliori corrispettivi» della centrale statale. Anche perché fare una gara in autonomia ha un costo di tempi e risorse per cui il risparmio deve essere sensibile. Inoltre le gare dovranno passare due controlli: prima «dell' organo di vertice amministrativo» interno che dovrà autorizzare la gara, poi dell' Autorità anticorruzione a cui andranno inviati tutti i contratti firmati.

Lo spazio per scelte autonome quindi sarà davvero risicato. Senza contare che anche soltanto individuare il miglior prezzo Consip non sarà facile: le convenzioni sono tutte online, ma il prezzo su misura va «costruito» e individuato all' interno di numerose variabili. In soccorso dei funzionari potrebbe arrivare però il ministero dell' Economia incaricato, sempre dal Ddl, di definire le caratteristiche essenziali delle convenzioni e di pubblicare i prezzi benchmark. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

PAGINA A CURA DI

VALERIA UVA

Guida alla Convenzione

Energia Elettrica 12 Lotti da 1 a 10

omissis……

3. Modalità della fornitura

3.1 Quantitativo minimo Il quantitativo minimo ordinabile è pari a 20.000 kWh/anno. Nel caso di ordini multi-utenza, il quantitativo minimo medio ordinabile (pari al rapporto tra il quantitativo complessivamente ordinato ed il numero di utenze da rifornire) è pari a 20.000 kWh/anno. È facoltà del Fornitore accettare Ordinativi di Fornitura con quantitativi minimi inferiori a quanto sopra specificato.

Vorrei chiedere alla Dott.ssa Valeria Uva, se ha letto la convenzione per la fornitura dell’energia elettrica da parte di Consip, in cui è stabilito all’art. 3.1, che occorre che il quantitativo minimo ordinabile per ogni utenza da rifornire deve essere pari a 20.000 KWh/anno. Pertanto parecchi Comuni di popolazione bassa non potranno mai passare alla fornitura Consip, visto il minimo di fornitura ( non meno di 20.000 KWh/anno) previsto da tale convenzione e di conseguenza con tale limitazione la percentuale degli acquisti Consip per tale fornitura non potrà mai salire. Esempio pratico il mio Comune, che la società GALA ha rifiutato per tale fornitura per i motivi suindicati.

Cordiali saluti

Ing. Franco Giuseppe Nappi

Allegati:
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