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24/11/2017 04:50
Home Articoli EDILIZIA E URBANISTICA Accesso gratuito dei comuni alle planimetrie catastali

Accesso gratuito dei comuni alle planimetrie catastali

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Semaforo verde per l’accesso gratuito, da parte dei comuni, alle planimetrie catastali degli immobili. La nuova funzionalità, che consente ai comuni di visualizzare, a titolo gratuito, la planimetria di un immobile con accesso diretto alle banche dati catastali, è stata messa a disposizione dall’Agenzia delle entrate tramite la piattaforma telematica Sister, già utilizzata dai comuni per le consultazioni o le visure catastali. In virtù del nuovo servizio, che è partito l’11 maggio 2015, gli enti locali avranno quindi a disposizione un ulteriore strumento per migliorare la propria gestione della fiscalità immobiliare e per affinare i controlli urbanistici ed edilizi.

Secondo l’Agenzia delle entrate, per utilizzare il servizio non è necessario sottoscrivere una nuova abilitazione. Tutte le informazioni sulle modalità tecniche per l’accesso e la fruizione possono essere consultate sul sito dell’Agenzia delle entrate ( www.agenziaentrate.it ) seguendo questo percorso: Home > Cosa devi fare > Consultare dati catastali e ipotecari > Consultazione banche dati - Sister (Istituzioni) > Scheda informativa .

Il nuovo servizio è menzionato anche sul sito dell’ANCI (www.anci.it ). Si ricorda che, presso gli sportelli catastali decentrati dei comuni, sono attivi i servizi di rilascio gratuito delle visure e delle planimetrie catastali su richiesta dei singoli proprietari. Disponibilità dei dati Il nuovo servizio trova fondamento normativo nell’art. 50 del vigente D.Lgs. 82/2005 (codice dell’amministrazione digitale), nella parte in cui ha stabilito espressamente che q ualunque dato trattato da una Pubblica amministrazione, con le esclusioni previste dal comma 6 dell’art. 2 (sicurezza pubblica, difesa, consultazioni elettorali), salvi i casi indicati nell’art. 24 della legge 241/1990 (per esempio, documenti coperti dal segreto di Stato) e nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. 196/2003), è reso accessibile e fruibile alle altre amministrazioni quando l’utilizzazione del dato sia necessaria per lo svolgimento dei compiti istituzionali dell’amministrazione richiedente, senza oneri a carico di quest’ultima, salvo per la prestazione di elaborazioni aggiuntive (comma 2).

Il comma 7- bis del successivo art. 59 del medesimo codice ha stabilito, fra l’altro, che nell’ambito dei dati territoriali di interesse nazionale rientra la base dei dati catastali gestita dall’Agenzia del territorio (ora Agenzia delle entrate). Accertamenti tributari Con l’accesso gratuito alle planimetrie catastali, i comuni possono acquisire con estrema rapidità tutti i dati e gli elementi per un più efficace accertamento tributario con riferimento soprattutto alle diverse tipologie di costruzioni (abitazioni, negozi, capannoni).

Si pensi, per esempio, alle possibilità offerte dai commi 336 e 337 dell’art. 1 della legge 311/2004 (Finanziaria 2005), secondo cui: - i comuni, constatata la presenza di immobili di proprietà privata non dichiarati in catasto, oppure la sussistenza di situazioni di fatto non più coerenti con i classamenti catastali per intervenute variazioni edilizie, richiedono ai titolari di diritti reali sulle unità immobiliari interessate la presentazione di atti di aggiornamento redatti ai sensi del D.M. finanze 701/1994 (procedura informatica DOCFA); - la richiesta, contenente gli elementi constatati, tra i quali, qualora accertata, la data cui riferire la mancata presentazione della denuncia catastale, è notificata ai soggetti interessati e comunicata, con gli estremi di notificazione, agli uffici provinciali dell’Agenzia del territorio (ora Agenzia delle entrate); - le rendite catastali dichiarate o comunque attribuite a seguito della notificazione della richiesta del comune producono effetto fiscale, in deroga alle vigenti disposizioni, a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo alla data cui riferire la mancata presentazione della denuncia catastale, indicata nella richiesta notificata dal comune, oppure, in assenza di tale indicazione, dal 1° gennaio dell’anno di notifica della richiesta del comune.

Nello specifico, l’immediato utilizzo delle planimetrie catastali è rilevante ai fini della gestione fiscale locale (IMU, TASI, TARI).

In particolare, si ricorda che il comma 646 dell’art. 1 della legge 147/2013 (legge di Stabilità 2014) ha stabilito, fra l’altro, che, in sede di accertamento della TARI (tassa sui rifiuti), il comune, per le unità immobiliari iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, può considerare come superficie assoggettabile alla tassazione quella pari all’80% della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al D.P.R. 138/1998. Del resto, non va dimenticato che già il D.Lgs. 23/2011 (Disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale) ha disposto, all’art. 2, che: - il sistema informativo della fiscalità deve assicurare in ogni caso l’interscambio dei dati relativi all’effettivo utilizzo degli immobili, con particolare riferimento anche alle risultanze catastali (comma 11); - il 75% dell’importo delle sanzioni irrogate, per l’inadempimento degli obblighi di dichiarazione agli uffici dell’Agenzia del territorio (ora Agenzia delle entrate) degli immobili e delle variazioni di consistenza o di destinazione dei medesimi, è devoluto al comune ove è ubicato l’immobile oggetto di controllo (comma 12).

Ma gli enti locali hanno una funzione centrale anche per i tributi erariali (IRPEF, IVA, imposta di registro), se è vero, come è vero, che la loro partecipazione all’accertamento di tali tributi costituisce - secondo una recente affermazione dell’ANCI - un ambito denso di opportunità, non solo per gli effetti che un più incisivo contrasto all’evasione comporta in termini di maggiore equità fiscale, ma anche in considerazione della progressiva diminuzione dei trasferimenti che ha sollecitato i comuni a una più intensa ed efficace azione di recupero dei tributi. Per quel che attiene ai tributi erariali (diretti e indiretti) - conclude l’ANCI - la legislazione vigente garantisce ai comuni, quali soggetti partecipanti all’attività di accertamento, un incentivo del 100% delle maggiori somme riscosse (per il triennio 2015-2017).

Presentazione telematica degli atti catastali Dal 1° giugno 2015 è obbligatorio l’uso delle procedure telematiche per la trasmissione degli atti tecnici di aggiornamento catastale DOCFA e PREGEO (Ag. entrate, provv. 11 marzo 2015 prot. n. 2015/35112). I professionisti (architetti, ingegneri, dottori agronomi, geometri) devono presentare il documento per via telematica tramite la piattaforma Sister, che prevede l’abilitazione al “servizio presentazione documenti”.

Tuttavia, i documenti potranno essere presentati materialmente presso l’ufficio provinciale competente per territorio (anche su appuntamento che si può prenotare tramite on-line), in caso di irregolare funzionamento del servizio telematico e soltanto per alcune categorie di professionisti. L’irregolarità di funzionamento del servizio telematico può riferirsi al malfunzionamento del sistema di trasmissione telematica, oppure agli atti di aggiornamento che non sono supportati dalle attuali procedure. Nel primo caso, il professionista, dopo avere accertato l’irregolare funzionamento del sistema di trasmissione telematica, verifica la possibilità di reiterare l’invio telematico, compatibilmente con le scadenze connesse all’adempimento.

Se il malfunzionamento del servizio telematico Sister e/o della rete di connessione dovesse persistere con tempi non compatibili con le scadenze dell’adempimento, il professionista può presentare l’atto di aggiornamento presso l’ufficio allegando un’autodichiarazione del malfunzionamento riscontrato.

L’ufficio, fatti salvi i poteri di verifica, provvederà ad accettare l’atto di aggiornamento presentato. Nel secondo caso e, in particolare, per gli atti di aggiornamento per la rettifica di misure errate in un precedente atto e per gli atti di aggiornamento riguardanti particelle ricadenti su più fogli di mappa, resta attiva la modalità di presentazione degli atti di aggiornamento cartografico, non essendo al momento supportata dal servizio telematico.

In ogni caso, gli atti di aggiornamento presentati presso l’ufficio devono essere sottoscritti con firma digitale. In buona sostanza, da un lato i professionisti utilizzeranno, comodamente dal proprio ufficio e in qualsiasi momento della giornata, il M odello unico informatico catastale (MUIC) per la trasmissione di tutti gli atti di aggiornamento, dall’altro la ricezione dei documenti in formato digitale permetterà all’Agenzia delle entrate di migliorare notevolmente la qualità dei dati catastali contribuendo a snellire i tempi necessari per l’aggiornamento delle proprie banche dati e garantendo una maggiore trasparenza.

Si ricorda, infine, che la modalità telematica è obbligatoria per i professionisti tecnici iscritti agli Ordini e ai Collegi professionali, che operano su incarico delle imprese e dei cittadini, mentre resta facoltativa (almeno per il momento) per le seguenti categorie di soggetti: a. dipendenti pubblici che predispongono gli atti tecnici per conto degli enti da cui dipendono; b. dipendenti pubblici che predispongono atti tecnici di aggiornamento catastale di beni immobili di proprietà privata, muniti di uno specifico nulla osta da parte delle amministrazioni da cui dipendono; c. professionisti iscritti in qualificati albi, tenuti in base alla disciplina nazionale di ciascuno Stato aderente all’Unione europea, cui è riconosciuta in Italia la possibilità di esercitare la libera prestazione di servizi con carattere di temporaneità in base al regime normativo comunitario (dir. n. 2005/36/CE); d. professionisti provenienti da Stati con cui l’Italia ha accordi bilaterali in cui sono regolamentate le professioni connesse all’ingegneria e all’architettura.

Roberto Pennisi, il Sole 24 Ore, Il Consulente Immobiliare, Edizione del 15 luglio 2015, n. 979

 

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