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23/11/2017 02:38
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Il Ministero dell'Ambiente sblocca 83 milioni per la mitigazione del rischio idrogeologico nel Centro-Nord

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Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha annunciato che a breve saranno definiti gli atti necessari a mettere a disposizione delle Regioni del Centro-Nord del paese risorse per 83 milioni e 650 mila euro per consentire di portare a compimento gli interventi urgenti di mitigazione del rischio idrogeologico, previsti dagli specifici Accordi di Programma stipulati a partire dal 2010. Le risorse, messe a disposizione dal Ministero con proprie risorse di bilancio, provengono dai finanziamenti del Fondo Sviluppo Coesione (FSC) mai assegnati, per un ammontare complessivo di 134 milioni e 596 mila euro. Tale intervento, prosegue la nota, dopo aver completato negli ultimi tre anni la definizione della copertura dei programmi degli interventi nelle Regioni del Sud, “consentirà di chiudere definitivamente la questione del finanziamento sul Piano nazionale contro il rischio idrogeologico avviato nel 2010” quando il Ministero dell’Ambiente, in seguito agli eventi che colpirono la provincia di Messina, ha avviato un piano straordinario per finanziare gli interventi più urgenti finalizzati a ridurre il rischio idrogeologico su tutto il territorio nazionale, proseguendo negli sforzi per la rapida attuazione degli interventi inclusi negli Accordi di Programma sottoscritti con le Regioni del Centro Nord, dopo il trasferimento delle le risorse FSC ad esse assegnate, con la delibera 6/2012, per circa 56 milioni e 200 mila euro nel 2013 e oltre 24 milioni di bilancio anticipati nel 2014 per le necessità urgenti, e insieme al reperimento nel proprio bilancio delle risorse ancora mancanti.

Gli “Accordi di Programma finalizzati alla programmazione e al finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico”, siglati a partire dal 2010, sono quelli previsti dalla Legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Legge Finanziaria 2010), che ha previsto la destinazione di risorse finanziarie ai piani straordinari diretti a rimuovere le situazioni a più elevato rischio idrogeologico, individuate dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, sentite le autorità di bacino ed il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché la possibilità di utilizzo delle risorse stanziate tramite specifici “Accordi di Programma” tra le Regioni interessate e il Ministero dell’ambiente, definendo altresì la quota di cofinanziamento regionale a valere sull’assegnazione di risorse del FSC che ciascun programma attuativo regionale destina a interventi di risanamento ambientale.

Ricordiamo, inoltre, in tema di misure straordinarie per la realizzazione di interventi urgenti per la mitigazione dei rischi derivanti dal dissesto idrogeologico del territorio nazionale, che il recente art. 10 del Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 91 (recante “Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea”, convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 116), ha previsto, a decorrere dal 1° gennaio 2015, il subentro dei Presidenti delle Regioni, nei territori di competenza, nelle funzioni dei Commissari straordinari delegati per il sollecito espletamento delle procedure relative alla realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico individuati negli accordi di programma sottoscritti tra il Ministero dell'Ambiente e le Regioni, ai sensi dell'articolo 2, comma 240, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e nella titolarità delle relative contabilità speciali. Secondo i dati diffusi dall’Ispra nel marzo 2015 con il “Rapporto di sintesi sul dissesto idrogeologico in Italia 2014”, dal 1999 al 2012 il Ministero dell’Ambiente ha erogato finanziamenti pari a 4,49miliardi di euro a favore di 4.808 interventi di difesa del suolo, 1.618 dei quali sono interventi relativi agli Accordi di Programma (AdP) 2010-2011 cofinanziati dalle Regioni e Province Autonome.

Dalla Relazione della Corte dei Conti sui “Piani strategici nazionali e Programmi di interventi urgenti per la riduzione del rischio idrogeologico del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare”, emerge che su un totale di 1621 interventi, ben 207 risultano ancora “da avviare o dati non comunicati”, mentre risultano conclusi soltanto 317 interventi, per 200 milioni di euro rispetto a un finanziamento complessivo pari a circa 2,1 miliardi di euro e solo il 3% risulta attualmente in corso o terminato, prevalentemente in Sicilia e Toscana.

La Relazione, diffusa nel marzo del 2015, che riferisce sulla gestione degli interventi per la riduzione del rischio idrogeologico posti in essere a partire dal 2010, in attuazione di accordi di programma sottoscritti dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare (MATTM) con i soggetti attuatori, nonché sullo stato di avanzamento dei programmi attivati nel decennio 1998-2008 e ancora in corso di attuazione, sottolinea che una buona parte di interventi risulta ferma alla fase di progettazione o pronta a partire, a causa del ritardo nella messa a disposizione sulle contabilità regionali dei fondi stanziati.

Nei programmi del Governo, il subentro dei Presidenti delle Regioni nelle gestioni commissariali dovrebbe snellire le procedure a livello regionale, spesso rallentate dai conflitti tra strutture commissariali e apparati regionali e, accanto all’istituzione della Struttura di missione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, dovrebbe consentire la prevista accelerazione nell'attuazione degli interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico.

(Mauro Calabrese, Il Sole24 Ore - Tecnici24, 24 maggio 2015)

 

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