UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
21/11/2017 03:36
Home Articoli “FREE” – LA STORIA SOCIO-POLITICA DEL SOCCORSO ISTRUTTORIO SANZIONATO NELLE PROCEDURE DI AFFIDAMENTO DEI CONTRATTI PUBBLICI

“FREE” – LA STORIA SOCIO-POLITICA DEL SOCCORSO ISTRUTTORIO SANZIONATO NELLE PROCEDURE DI AFFIDAMENTO DEI CONTRATTI PUBBLICI

C’era bisogno di una norma del genere? No!

E allora perché la si è fatta? Per far fare cassa all’ente pubblico, prelevando ricchezza da dove c’è, dalle imprese che lottano per rimanere in vita. Del resto, dopo l’anticipo dell’IVA di fine anno, le medesime imprese si son viste succhiare liquidità con l’altra norma del c.d. split payment.

Chi difende giuridicamente le imprese in questo contesto? Cantone.

In che modo? Interpretando la norma in modo creativo, nel senso che paga la sanzione solo chi vuol regolarizzare.

Ma nella norma c’è scritto? No!

 

Per il solito principio che in claris non fit interpretatio, oppure per un’interpretazione giuridico-sistematica? Anche per la seconda: se ieri per certi motivi l’impresa veniva esclusa in modo secco, oggi la stazione appaltante deve comunque sospendere il procedimento e ciò ha un costo amministrativo a prescindere dalla volontà regolarizzatoria dell’impresa stessa.

È vincolante quanto detto da Cantone? No! È solo un’interpretazione fra tante, sia quando affermata con “determinazione”, sia quando riconfermata con “comunicato”.

Perché Cantone ha preso questa posizione? Per neutralizzare l’impatto delle norma sulle imprese, e quindi ponendosi di fatto contro Renzi (non è la prima volta).

E al RUP chi ci pensa? Nessuno, come al solito.

E il RUP che deve fare? Seguire, per ora, la prima e unica interpretazione (sia pure solo dottrinaria) di un consigliere di Stato: “La misura della penalità è garantita dalla cauzione provvisoria, e questo induce a ritenere che la stazione appaltante, quando assegna il termine per regolarizzare, determina la penalità dovuta e incamera direttamente la cauzione provvisoria fino a concorrenza della penalità medesima. Vale a dire che la sanzione pecuniaria è direttamente correlata alla circostanza che il concorrente ha omesso una dichiarazione, o ha presentato una dichiarazione incompleta o affetta da irregolarità essenziale, e che la stazione appaltante invita a regolarizzare. E dunque la sanzione è dovuta anche ove il concorrente decida di non rispondere all’invito a regolarizzare” ( - omissis - ).

E poi? Poi il RUP seguirà l’indirizzo giurisprudenziale che prima o poi non tarderà a formarsi.

Perché l’ANAC non ha detto nulla se e come la norma si applica all’affidamento dei servizi di progettazione di lavori pubblici, laddove non può essere richiesta la cauzione provvisoria? Perché i legali dell’ANAC non sanno che pesci prendere (silenzio omissivo sia in “determinazione”, sia in “comunicato”).

E si applica la norma a tali servizi? Certo, in parte qua.

Lino Bellagamba, l'anno 2015 addì 29 del mese di marzo

 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information