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21/11/2017 10:56
Home Articoli PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Rinvio a settembre per gli acquisti centralizzati nei Comuni non capoluogo

Rinvio a settembre per gli acquisti centralizzati nei Comuni non capoluogo

Articlo di Marco Mobili

Rinvio al 1° settembre dell'obbligo per i Comuni non capoluogo di rivolgersi alle centrali uniche di acquisto, attenuazione dell'impatto negativo dello split payment sulle imprese che lavorano in appalto con la Pa, riapertura delle rateizzazioni di Equitalia per chi è decaduto dal beneficio e via libera del Governo all'emendamento di Scelta civica per far rivivere per tutto il 2015 il regime del 5% per le piccole partite Iva. Sono solo alcune delle novità che andranno a modificare il Dl Milleproroghe all'esame congiunto delle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera.

Un esame "a passo lento", che vedrà una coda di lavori delle due commissioni nel prossimo week end , e fortemente condizionato dai lavori dell'Aula di Montecitorio ormai in seduta permanente sulle riforme costituzionali.

 

Tra gli emendamenti non ancora depositati ma dati in arrivo dagli stessi relatori del provvedimento, Maibo Marchi (Pd) e Francesco Paolo Sisto (Fi), con tanto di via libera del Governo, spiccano quelli su partite Iva e sfratti. Sulle partite Iva, come già anticipato su queste pagine, arriverà un emendamento presentato da Scelta Civica (a firma Giulio Sottanelli) cheprevedeil ripristino del regime dei minimi (sostitutiva al 5% e ricavi per tutti a fino a 30mila euro), con la possibilità di opzione tra questo e il nuovo regime forfettario introdotto con la legge di stabilità 2015 (aliquota al 15% e ricavi differenziati tra categorie e legati a specifci coefficienti di redditività).

Sul blocco dell'esecuzione degli sfratti si lavora a una "mini-proroga" fino a giugno prossimo e comunque limitato alle situazioni più critiche e che coinvolgono le famiglie più disagiate.

Appalti
Nel pacchetto di emendamenti presentati, sempre dai due relatori, emerge il tentativo di attenuare gli impatti negativi dello split payment, ovvero il pagamento dell'Iva da parte della Pa direttamente all'Erario e non più ai fornitori. In questo senso, infatti, va letto l'aumento dal 10 al 15% della quota dell'importo totale di un appalto pubblico da corrispondere come anticipazione del prezzo all'appaltatore. «Si tratta di ottima notizia», ha commentato a caldo il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti: «un primo segnale di attenzione necessario a ristabilire un corretto rapporto tra amministrazione e imprese di costruzione piegate in questi anni da una grave crisi di liquidità». Buone notizie in arrivo anche per i debitori del Fisco.

fonte il "quotidiano sole240re"

 

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