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21/11/2017 12:43
Home Articoli Centrali di committenza - LETTERA del Presidente UNITEL

Centrali di committenza - LETTERA del Presidente UNITEL

Al Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Sig. Ministro per le Infrastrutture
Al Sig. Ministro della Economia e Finanze
Al Sig. Presidente della Commissione Lavori Pubblici della Camera dei Deputati
Al Sig. Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati
Al Sig. Presidente ANCI Nazionale
Al Presidente della conferenza Stato Regioni
Al Sig. presidente ANAC
A tutti gli associati UNITEL

Sottopongo alla vostra cortese attenzione una problematica di estrema rilevanza, inerente l'obbligo di accentrare le spese d'importo inferiore alla soglia di 40.000 euro nonché gli interventi di somma urgenza, per ragioni di efficienza e di snellimento amministrativo oltre che di rispetto dell'autonomia locale, per i soli Comuni di popolazione inferiore ai 10.000 abitanti.

Se invece la disciplina in esame non venisse emendata, i Comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti si troverebbero ancora una volta in uno stato di paralisi in quanto costretti a delegare ogni prestazione ad un altro soggetto. Dal 01/01/2015 è scattato l'obbligo delle centrali uniche di committenza negli enti non capoluogo di provincia.

Non è più accoglibile la tesi che delimita l'applicabilità degli obblighi in esame alla sola fase della gara; la nuova disciplina è orientata fortemente al tema della aggregazione della domanda, per le ragioni anzidette di contenimento della spesa. Si richiama in proposito l'attuale formulazione della norma - come può evincersi anche dall'inserimento dell'obbligo di centralizzare le spese di limitato importo effettuate dai comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti (per le quali non serve alcuna gara).

In alternativa, i Comuni possono acquisire direttamente beni e servizi attraverso gli strumenti elettronici di acquisto gestiti da Consip (ad esempio, il Mepa) o da altro soggetto aggregatore (ad esempio, regionale).

LE POSSIBILI CRITICITA' -Il problema si pone in particolare per le "spese in economia", sulle quali si richiama il mutato orientamento della magistratura contabile (Corte dei conti, sezione Piemonte, parere n. 271/2012 e ora n. 144/2014).

Ai sensi dell' articolo 23-ter, comma 3, Dl 90/2014, i Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti possono procedere autonomamente per gli acquisti di beni, servizi e lavori di valore inferiore a 40.000 euro; gli enti sotto soglia sono dunque costretti a ricorrere alla Cuc per ogni spesa (a parte quelle tramite economato).

Per esempio, se un piccolo Comune, vuole sostituire una finestra rotta, dei vetri danneggiati, etc. nelle scuole, così come negli altri uffici e per spese dei piccoli mezzi adibiti a raccolta rifiuti o pulmino scuolabus,deve chiedere l'intervento dell'Unione; tutto questo va moltiplicato per le decine di determine di spesa che vengono adottate quotidianamente nei vari Comuni per erogare servizi ai cittadini.

Ci pare, questa, una scelta iniqua e controproducente. A fronte di un obiettivo come questo, certamente condivisibile, vi è la necessità di individuare forme di razionalizzazione che siano concretamente praticabili senza indurre costi ulteriori e/o lungaggini dannose per gli utenti dei servizi.

Non ha molto senso "burocratizzare" le spese di limitato importo, che un Ente potrebbe effettuare rapidamente in base all'articolo 125 Codice dei contratti e che invece la normativa in esame intende accentrare.

Il costo della centralizzazione delle piccole spese supera evidentemente ogni possibile economia di scala e – a ben vedere - mette a repentaglio la condivisione stessa del disegno riformatore generale con riferimento ai grossi acquisti: la soglia di 40.000 euro appare probabilmente congrua, sotto questo profilo, anche perchè corrispondente alla soglia in cui scatta l'obbligo di gara (ufficiosa), anch'essa da centralizzare. E' auspicabile quindi che il Legislatore provveda ad esentare tutti gli enti dall'obbligo di accentrare le spese d'importo inferiore alla soglia di 40.000 euro nonché gli interventi di somma urgenza, per ragioni di efficienza e di snellimento amministrativo oltre che di rispetto dell'autonomia locale.

Tutto ciò anche alla luce anche della Direttiva 2014/24/UE, che pur implementando la centralizzazione degli acquisti precisa al considerando 59: "l'aggregazione e la centralizzazione delle committenze dovrebbero essere attentamente monitorate al fine di evitare un'eccessiva concentrazione del potere d'acquisto e collusioni, nonché di preservare la trasparenza e la concorrenza e la possibilità di accesso al mercato per le PMI."Se invece la disciplina in esame non venisse emendata, i Comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti si troverebbero ancora una volta in uno stato di paralisi in quanto costretti a delegare ogni prestazione ad un altro soggetto.

Sicuro di un forte ed incisivo intervento nonché di un impegno immediato, favorevole e risolutivo, delle SS.VV., porgo Distinti Saluti.


Campobasso, lì 22.01.2015

 

Il Presidente Nazionale UNITEL

Arch. Bernardino Primiani

Allegati:
Scarica[LETTERA IN PDF]
 

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