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20/11/2017 22:15
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Proposta di un nuovo criterio di aggiudicazione per gli appalti dei lavori pubblici

Articolo a cura dell' Ing. Franco Giuseppe Nappi


Attualmente l’aggiudicazione degli appalti, avviene ai sensi del Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE.

La pubblica amministrazione, è tenuta a scegliere il proprio contraente in esito ad una apposita procedura ad evidenza pubblica. ...

 

La procedura ad evidenza pubblica è finalizzata alla individuazione del “giusto” contraente dell’amministrazione, vale a dire del contraente che offra le migliori garanzie al prezzo più conveniente per la corretta esecuzione dell’opera pubblica.

 

L’art. 2 del d.lg. 163/2006, in tale ottica, oltre ad indicare che l’affidamento e l’esecuzione di opere e lavori pubblici, servizi e forniture ai sensi del “codice” deve garantire la qualità delle prestazioni e svolgersi nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza (principi ispirati alla tutela della pubblica amministrazione per il controllo ed il miglior utilizzo delle finanze pubbliche), specifica che l’affidamento deve altresì rispettare i principi di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità e pubblicità (principi ispirati alla tutela delle imprese concorrenti e del corretto funzionamento del mercato).

I criteri di selezione delle offerte.

L’offerta migliore può essere selezionata con il criterio del prezzo più basso o con quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Il criterio del prezzo più basso prende in considerazione esclusivamente la convenienza economica dell’offerta, per cui ha carattere automatico richiedendo per l’individuazione della migliore offerta un semplice raffronto tra cifre.

Il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, invece, è maggiormente complesso in quanto l’offerta è composta non solo dall’elemento prezzo ma anche da altri elementi afferenti ai profili qualitativi della prestazione ed a ciascuno di tali elementi è attribuito un punteggio. Le stazioni appaltanti scelgono tra i due criteri quello più adeguato in relazione alle caratteristiche dell’oggetto del contratto in quanto la specificazione del tipo di prestazione richiesta e delle sue caratteristiche peculiari consente di determinare correttamente ed efficacemente il criterio più idoneo all’individuazione della migliore offerta.

Va da sé che il criterio del prezzo più basso, in cui assume rilievo la sola componente economica, può presentarsi adeguato esclusivamente quando l’oggetto del contratto ha connotati di ordinarietà in relazione alla diffusa presenza sul mercato di operatori in grado di offrire il prodotto richiesto, la cui consolidata standardizzazione garantisce l’assenza di particolari esigenze riconducibili a specifiche e limitate qualificazioni, mentre nelle altre fattispecie è arduo ipotizzare che un sia pur minimo rilievo agli aspetti qualitativi della prestazione offerta sia indifferente per la scelta del contraente.

La scelta del criterio di selezione delle offerte, al pari di ogni altra attività amministrativa discrezionale, deve ritenersi sindacabile per eccesso di potere, nelle sue forme sintomatiche della manifesta illogicità o irragionevolezza.

Nel caso di appalti particolarmente complessi, ove la stazione appaltante si avvalga del dialogo competitivo, l’unico criterio di aggiudicazione dell’appalto è, ovviamente, quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Il 28 marzo 2014 sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea le tre nuove direttive comunitarie in materia di contratti pubblici:

- la 2014/23/UE, che disciplina le concessioni;

- la 2014/25/UE, che sostituisce la direttiva 2006/17/CE in materia di appalti

- nei settori c.d. esclusi (energia, acqua, trasporti e servizi postali);

- la 2014/24/UE, che subentra alla direttiva 2006/18/CE sugli appalti nei settori ordinari.

Entrate in vigore il 17 aprile scorso, le tre direttive dovranno essere recepite nel nostro ordinamento entro il 18 aprile 2016.

Le direttive superano il c.d. principio dell’equivalenza dei criteri di aggiudicazione, privilegiando il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, rispetto a quello dell’offerta più bassa.

A parere del sottoscritto oggi il sistema di gara con il massimo ribasso, senza eccessi, è il minore dei mali, rispetto, al sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Ormai le imprese non hanno grande fiducia alle gare che vengono aggiudicate con quel metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa (oev), perché temono che le commissioni hanno un enorme potere per assegnare le gare ad un impresa o ad un’altra, in considerazione dei molteplici elementi di giudizio che si prestano ad essere eccessivamente aleatori e discrezionali.

Visto che tali sistema di gara, così come adesso strutturati, stanno creando gravissimi problemi oltre a legalizzare la corruzione in tutta l’Italia.

Il tema è lungo e complesso ma vorrei sottoporre solo una proposta da porre come base per la modifica al codice senza avere la presunzione di aver esaurito tutti gli aspetti di contorno e le relative problematiche.

Credo che sarebbe opportuno, con la massima urgenza, approntare le seguenti modifiche al codice degli appalti al fine di rendere molto più trasparenti le procedure delle gare di appalto per evitare aggiudicazioni ( art. 81 del Dlgs n. 163/2006 e s.m.e.i ) delle opere pubbliche con grossi ribassi, variabili dal 40,00% al 43/44%( dopo le eliminazioni delle offerte anomale ) sui prezzi a base d'asta e non penalizzare le stragrande maggioranza delle piccole imprese, applicando all'affidamento degli appalti, mediante pubblico incanto o licitazione privata, il seguente criterio di aggiudicazione:

L'ente appaltante, tramite il direttore dei lavori o il responsabile del procedimento, stabilisce preventivamente e indica, nel bando di gara, i limiti di minimo e massimo ribasso che le offerte non devono oltrepassare.

Il limite di massimo ribasso deve superare quello di minimo di almeno il 4 / 5 per cento del prezzo posto a base di gara o percentuale diversa in riferimento ai lavori a farsi.

L'autorità che presiede la gara, dopo aver aperte e lette tutte le offerte ammesse, esclude le offerte che risultino rispettivamente inferiori o superiori a detti limiti; effettua la media delle offerte rimaste in gara e media poi il risultato ottenuto con il limite di massimo ribasso. L'Aggiudicazione viene fatta al concorrente che ha presentato l'offerta che eguaglia o, in mancanza, che più si avvicina per difetto a tale ultima media.

Quando sia stata presentata, o sia rimasta in gara una sola offerta, compresa nei limiti fissati dal direttore dei lavori o dal responsabile del procedimento e indicati nel bando di gara, l'aggiudicazione è effettuata a favore dell'unico concorrente.


Credo che questa mia modesta proposta ( inviata anche all’A.N.A.C. nel mese di luglio c.a., e ricevendo anche l’assicurazione che tale proposta poteva essere trattata nell’ambito delle nuove guide per l’affidamento della progettazione dei lavori), possa portare un valido contributo alla soluzione di queste incresciose aggiudicazioni (con enormi ribassi ed opere non completate o realizzate in modo pessime e non conforme).

 

Comiziano, addì 02/10/2014

Ing. Franco Giuseppe Nappi

Responsabile del 4° Servizio Tecnico del Comune di Comiziano (NA)

 

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