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20/11/2017 14:30
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Gli incentivi per la progettazione interna dopo il “Decreto Pubblica Amministrazione”

Articolo a cura dell' Ing. Franco Giuseppe Nappi

Con la legge 11 agosto 2014, n. 114 [1] di conversione, con modifiche, del decreto – legge n. 90 del 2014 (“Decreto Pubblica Amministrazione”), gli incentivi ai tecnici per la progettazione interna sono stati conservati, ma con una disciplina più rigorosa e più complessa di quella in vigore prima del 24 giugno 2014 e diversa anche da quella del testo originario dello stesso decreto – legge 90/2014. Quest'ultimo, infatti, si era limitato ad escludere dal parterre dei destinatari del compenso i dirigenti, lasciando per il resto invariate le regole.

E' insolito che il legislatore intervenga a modificare, in modo così significativo, la disciplina dell’istituto proprio nel momento in cui l'ammontare degli incentivi è stato falcidiato dal notevole calo degli investimenti pubblici.

Diverse le modifiche di rilievo introdotte dagli articoli 13 e 13 –bis della legge di conversione n. 14, in vigore dal 19 agosto 2014: abolizione degli incentivi collegati alla pianificazione; conferimento delle somme in un apposito fondo, di cui il 20% da riservare a spese per l'innovazione, e , di conseguenza, riduzione della percentuale del compenso per i dipendenti all’1,6%; esclusione dal novero dei beneficiari dei dirigenti; misura dell’incentivo graduabile in relazione ad alcuni parametri collegati anche ai tempi e ai costi dell’opera; corresponsione del corrispettivo fino ad un massimo del 50% del trattamento economico del dipendente; esclusione dall’incentivo per le attività manutentive.

Gli articoli 13 e 13 – bis della L. 114, dall’art. 92, commi 5 e 6, del Codice dei contratti n. 163 del 2006, sono stati soppressi, e la regolamentazione dell'istituto è stata trasferita all’art. 93 dello stesso Codice dedicato ai livelli di progettazione, aggiungendo i commi dal 7 bis al 7 quinquies. Come in passato, le regole del Codice devono essere integrate dalla contrattazione decentrata e dal regolamento di ciascuna amministrazione.

Una novità di rilievo riguarda la definitiva scomparsa dell’incentivo pari al 30% della tariffa professionale relativa alla redazione di un atto di pianificazione, previsto dal soppresso comma 6 dell’art. 92, e non riprodotto nella nuova versione dell’art. 93 del Codice dei contratti (art. 13 L. 114 del 2014).

Tutto ciò a parere del sottoscritto è scaturito principalmente ed esclusivamente dalla interpretazione che la Sezione Autonomie locali della Corte dei Conti, dopo decisioni contrastanti delle Sezioni regionali (deliberazione, n.7, del 15 aprile 2014), che aveva precisato che “ l’atto di pianificazione comunque denominato dovesse essere strettamente connesso alla realizzazione di un’opera pubblica” e che l’incentivo, di conseguenza, dovesse essere limitato esclusivamente all’attività progettuale e tecnico amministrativa collegata alla realizzazione di opere e lavori pubblici (Sez. Autonomie locali, deliberazione, n.7, del 15 aprile 2014).

Si riporta tale deliberazione nell'articolo completo in allegato.

Un'altra scomparsa degli incentivi riguarda anche i lavori di manutenzione.

Non potranno essere incentivate le attività manutentive (art. 93, co 7- ter del Codice, aggiunto dall’art. 13 –bis della legge 114).

Per comprendere la locuzione “attività manutentive” usata dalla richiamata disposizione, è utile ricordare che per il Codice dei contratti “I "lavori" di cui all'allegato I comprendono le attività di costruzione, demolizione, recupero, ristrutturazione, restauro,manutenzione, di opere. Per "opera" si intende il risultato di un insieme di lavori, che di per se' esplichi una funzione economica o tecnica” (art. 3, comma 8, D.Lgs n. 163/2006).

E’ opportuno che il regolamento di ciascuna amministrazione faccia chiarezza anche su questo punto.

L’esclusione dall’ambito dell’incentivo delle attività manutentive potrebbe essere interpretata applicando i criteri ermeneutici proposti dalla Corte dei conti in sede consultiva, secondo cui la natura eccezionale di questo istituto impedisce di includere nell'ambito di applicazione della norma tutti quei lavori manutentivi per la cui realizzazione non è necessaria l’attività progettuale richiamata negli articoli 90, 91 e 92 del decreto legislativo n. 163/2006” (Corte dei conti, Lombardia, deliberazione n. 135 del 26 2014; in senso conforme, pareri Lombardia n. 72/2013 e Toscana n. 293/2012).

A mio modesto parere, siamo giunti ad un punto di saturazione totale nei nostri uffici e non siamo più in grado di reggere questa schizofrenica legislazione confusa, contraddittoria, incomprensibile e per di più è scritta in maniera pessima.

 

Comiziano, lì 28/09/2014

Ing. Franco Giuseppe Nappi

Responsabile del 4° Servizio Tecnico del Comune di Comiziano (NA)

Allegati:
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