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21/11/2017 09:14
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Richiesta di non abrogazione dell'incentivo

STRALCIO DELLA TRASCRIZIONE DELLA SEDUTA DEL 17 LUGLIO DELLA 1° COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI.

Un plauso agli On.li FABBRI, GASPARINI, PILOZZI, D'ATTORRE, DE MENECH, CENTEMERO, GIORGIS, PICCIONE.

 

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Marilena FABBRI (PD), intervenendo sull’emendamento Catanoso 13.1, già approvato dalla Commissione, chiede se esso comporti l’eliminazione delle remunerazioni accordate ai dipendenti della Pubblica amministrazione per l’attività di progettazione. In caso affermativo ritiene che ciò inciderà gravemente su dipendenti poco remunerati ed avrà come ricaduta una progressiva esternalizzazione di queste attività oggi svolte dalla Pubblica amministrazione. Sottolinea che, ove effettivamente l’emendamento Catanoso 13.11 avesse le conseguenze da lei ricordate, non avrebbe votato a favore di tale proposta emendativa.

Il ministro Maria Anna MADIA conferma che l’emendamento Catanoso 13.1 elimina la remunerazione accordata ai dipendenti della Pubblica amministrazione per l’attività di progettazione ed evidenzia che, analogamente a quanto previsto dal provvedimento relativamente alla abrogazione del diritto di rogito a favore dei segretari comunali, la finalità della norma è quella di creare risparmi senza però avere l’effetto di una esternalizzazione delle attività da parte della Pubblica amministrazione.

Daniela Matilde Maria GASPARINI(PD), associandosi alle osservazioni svolte Giovedì 17 luglio 2014 — 23 — Commissione I dalla collega Fabbri, evidenzia che, se avesse compreso la portata della proposta emendativa in discussione, non avrebbe votato a favore della stessa, poiché la stessa si inserisce in una logica punitiva dei dipendenti pubblici da lei non condivisa.

Il ministro Maria Anna MADIA, replicando alle deputate Fabbri e Gasparini, nel rilevare che effettivamente esiste il problema degli stipendi e della contrattazione da tempo bloccata nella Pubblica amministrazione, osserva che alla base dell’emendamento Catanoso 13.1 non esiste alcuna logica punitiva dei dipendenti ed evidenzia, altresì, che l’obiettivo complessivo della riforma è quello di legareuna parte degli stipendi pubblici alla performance.

Nazzareno PILOZZI (Misto-LED) chiede al Governo di svolgere una riflessione sul contenuto dell’emendamento Catanoso 13.1 poiché tale norma, a suo avviso, colpisce i soggetti meno forti, vale a dire i dipendenti, senza invece intaccare la posizione dei dirigenti. Invita, altresì, il Governo a tenere separata la questione dell’abolizione della remunerazione dei dipendenti per l’attività di progettazione da quella d’eliminazione del diritto di rogito a favore dei segretari comunali.

Alfredo D’ATTORRE (PD), nell’associarsi alle considerazione svolte dai colleghi, invita il Governo a riflettere su un principio di civiltà giuridica che implica che la legge non può intervenire retroattivamente su contratti già in essere.

Roger DE MENECH (PD)
, ricordando la sua esperienza di Sindaco, sottolinea che l’obiettivo che il provvedimento intende perseguire in materia di Pubblica amministrazione è quello di mettere al centro il merito anche al di là delle mansioni che sono affidate secondo le norme vigenti ai pubblici dipendenti.

Elena CENTEMERO (FI-PdL), ricordando la sua esperienza da dirigente nella Pubblica amministrazione, osserva che pur essendo necessaria una riforma della Pubblica amministrazione che favorisca l’affermazione del merito per premiare la performance dei pubblici dipendenti, è, tuttavia, necessario che ogni opera di cambiamento sia accompagnata da una fase di transizione.

Andrea GIORGIS (PD) ricorda che il provvedimento in discussione persegue in molte sue parti la finalità di fare in modo che i dipendenti pubblici svolgano tutte le mansioni che gli competono senza ottenere una pluralità di voci retributive. Ritiene necessario, tuttavia, trovare un punto di equilibrio tra la necessità di ridurre la posizione di privilegio attualmente esistenti nel settore pubblico è quella di evitare, riducendo le risorse, che la Pubblica amministrazione esternalizzi talune attività. Rileva, che nel caso specifico andrebbe fatta una riflessione, posto che l’attività di progettazione comporta specifiche responsabilità civili e penali che il dipendente pubblico non sarebbe tenuto ad accollarsi.

Teresa PICCIONE (PD), nell’associarsi alle osservazioni della collega Fabbri e Gasparini, evidenzia che ove avesse compreso l’effettiva portata dell’emendamento Catanoso 13.1 non avrebbe votato a favore della predetta proposta emendativa che tratta in modo uguale situazioni differenti e che potrebbe portare da un lato all’esternalizzazione dell’attività di progettazione e dall’altro a svilire le professionalità presenti negli enti locali.

Cristian INVERNIZZI (LNA) chiede al Presidente Sisto un chiarimento circa l’oggetto del dibattito in corso di svolgimento poiché ricorda che l’emendamento Catanoso 13.1 è stato già approvato dalla Commissione.

Francesco Paolo SISTO, presidente, nel condividere l’osservazione del collega Invernizzi, fa presente che la discussione in corso è comunque utile ai fini della prosecuzione del dibattito sul provvedimento.

Giovedì 17 luglio 2014 — 24 — Commissione I

Alan FERRARI (PD), nel condividere le riflessioni di alcuni colleghi circa, ad esempio, le responsabilità civili e penali a carico di dipendenti per l’attività di progettazione, e nel segnalare che sarebbero opportune norme transitorie per disciplinare tali aspetti, evidenzia, tuttavia, che il provvedimento in discussione realizza, in generale l’obiettivo di individuare alcune leve in grado di scardinare un sistema del pubblico impiego spesso inefficiente, carente
nella individuazione delle responsabilità e della capacità di riorganizzare i carichi di lavoro.

Francesco Paolo SISTO
, presidente, desidera svolgere un’osservazione di metodo ricordando che l’emendamento Catanoso 13.1 è stato già votato e che ogni affermazione relativa alla consapevolezza o meno del predetto voto non inficia in alcun modo la correttezza del voto medesimo. Quanto al merito della proposta emendativa evidenzia che, pur essendo un professionista che svolge il suo lavoro nel privato, è profondamente innamorato del settore pubblico e ritiene, pertanto, pericolosa ogni iniziativa in grado di deprimere le eccellenze che lavorano nel settore pubblico. Pensa, in particolare, al settore della sanità che sarebbe particolarmente danneggiato da un esodo delle migliori professionalità del pubblico verso il privato. È necessario, pertanto, a suo avviso trovare un punto di equilibrio tra l’esigenza di risparmio e quella di garantire la competitività del settore pubblico.

Marilena FABBRI (PD), in considerazione della sua esperienza passata di amministratore locale, desidera ribadire che la realtà della pubblica amministrazione non corrisponde in moltissimi casi allo stereotipo di personale poco attivo che lavora solo in funzione dello stipendio. Per molti dipendenti di molte amministrazioni locali, con una diffusione a macchia di leopardo, lavorare nel pubblico equivale a una missione in funzione della comunità. In questa logica dal 1990 sono stati introdotti incentivi premiali corrispondenti a funzioni di responsabilità,come quelle di carattere tecnico. L’emendamento approvato di cui, in quanto scritto in modo tecnico con riferimento all’abrogazione di commi, non ha compreso immediatamente la portata, non va nella direzione dell’obiettivo del Governo,fondato sul perseguimento di un principio di equità. Se è giusto togliere misure incentivanti a figure apicali, non lo è invece nei confronti del resto del personale,verso cui assume una dimensione punitiva. Condivide l’intervento del deputato De Menech sulla necessità di trovare un giusto equilibrio, ma desidera sottolineare come tante amministrazioni locali lavorino sott’organico, con straordinari non retribuiti. Ricorda come gli incentivi servissero proprio a permettere al personale di svolgere determinati compiti, come i progetti tecnici, fuori dall’orario ordinario di lavoro, cosa che non è possibile alla luce dell’approvazione dell’emendamento sostitutivo dell’articolo 13. In questo modo da una parte si favorisce l’affidamento a privati, con aumento di costi, dall’altra si rischia il blocco totale dei progetti e dell’economia di ciascun ente locale.

Francesco Paolo SISTO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 21.55.


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