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23/11/2017 04:38
Home Articoli ENERGIA Tre mosse possibili per far decollare l'efficienza energetica - Certificazione degli edifici, auto mini ibride e pompe di calore sono esempi di potenzialità su cui è possibile puntare e che potrebbero trasformarsi in leve per lo sviluppo

Tre mosse possibili per far decollare l'efficienza energetica - Certificazione degli edifici, auto mini ibride e pompe di calore sono esempi di potenzialità su cui è possibile puntare e che potrebbero trasformarsi in leve per lo sviluppo

Molta spesa, poca resa. E' il paradosso della modernizzazione energetica italiana. Che si consuma sul più intollerabile nonsenso. Ecco, ad esempio, il fiume di denaro prelevato in massima parte dalle bollette per incentivare malamente un mercato del fotovoltaico affidato troppo alla speculazione e troppo poco alla promozione di una filiera industriale nazionale. E' l'emblema delle occasioni perdute. Ci siamo cascati e stiamo tentando di rimediare. Ma rischiamo di cascarci ancora. Sarebbe un peccato. Perché lo scenario energetico, spinto dalla tecnologia, ci offre solide opportunità di riscatto. O di nuovi clamorosi fiaschi.


E' di nuovo l'ora delle scelte e delle prove. A Bruxelles si lavora, e ci si scontra, sui nuovi ambiziosi target della Ue sulle emissioni. L'Italia si è già dichiarata favorevole alla proposta della Commissione europea sul pacchetto clima ed energia per il 2030, con il nuovo ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti che continua sulla linea del suo predecessore Andrea Orlando. L'industria ribadisce tutte le sue perplessità. Ma se intanto ci chiedessimo anche come possiamo giocare, meglio di come facciamo, le nostre carte per diventare protagonisti o addirittura leader in questa corsa, anziché subire il ruolo di gregari pagatori?

Prendiamo la frontiera più produttiva: l'efficienza energetica. Dove l'industria e la ricerca italiana sono potenzialmente ai vertici. Ma dove stiamo sperimentando falle evidenti. Che si possono fortunatamente correggere. Ecco allora tre esempi emblematici. Con qualche possibile soluzione indicata dai migliori analisti.

Come trasformare in un volano per l'energia più efficiente e per l'intero sviluppo del Paese la certificazione energetica degli edifici? Come possiamo (perché ne avremmo tutte le virtù) diventare leader nelle automobili "mini ibride"? Come liberare le potenzialità delle pompe di calore? Inutile nasconderselo. La certificazione energetica degli edifici rimane una farsa: norme che cambiano ogni pochi mesi e che producono certificazioni "obbligatorie" per le vendite e gli affitti spesso taroccate, che non servono a nulla se non alle impalcature della burocrazia. Cosa fare? Va innanzitutto allestito un modello di certificazione univoca, con schemi e regole semplici ed uniformi sul territorio (anche qui serve la riforma del Titolo Quinto della Costituzione?). I certificati devono essere curati da tecnici abilitati iscritti in un elenco, ma per evitare l'ennesima involuzione burocratica potrebbero essere considerati validi anche quelli compilati dal proprietario dell'immobile con l'ausilio di un software messo a disposizione via web dalle istituzioni governative. In questo caso l'attestato varrebbe come autocertificazione, soggetta a controlli a campione, con sanzioni in caso di irregolarità.

Ma ecco la vera carta da giocare per dare dimensione strategica alla certificazione: devono essere previsti sconti fiscali per i virtuosi, legando l'indice di efficienza degli immobili alle imposte sull'immobile stesso, con penalizzazioni e premi ad invarianza di introito complessivo per lo Stato. Con una vera catena di effetti positivi: benefici per l'efficienza energetica del Paese, una spinta propulsiva alla filiera industriale delle installazioni e degli apparati, e positivi riflessi sull'occupazione e sul Pil (come dimostrano numerosi studi).

C'è poi la grande sfida dell'automobile elettrica. Certo, la solo-elettrica è ancora lontana dalla piena praticabilità. Ma le ibride si stanno facendo strada. E intanto si apre una frontiera parallela e per molti versi ancora più interessante: quella del mini-ibrido, con l'integrazione nelle attuali automobili di dispositivi per recuperare l'energia in frenata e in decelerazione ricaricando batterie maggiorate, restituendo poi l'energia sotto forma di ausilio elettrico al motore per accrescerne (non poco) l'efficienza. Si tratta, a ben vedere, della trasposizione commerciale del Kers nato e sviluppato nella Formula Uno.

È nota la competenza italiana nel connubio tra meccanica ed elettronica evoluta. Peccato per la nostra ritrosia verso l'auto elettrica e i suoi derivati. Cosa fare? Qualche incentivo mirato potrebbe dissodare il terreno, producendo vantaggi economici complessivi superiori agli esborsi. Le istituzioni potrebbero varare un bando di ricerca applicata coinvolgendo Enea e Cnr in progetti pubblico-privato.

Grandi promesse e grandi ostacoli, nel frattempo, per le pompe di calore nella climatizzazione. La tecnologia avanza. Oggi, nei parametri strettamente energetici, le pompe di calore non sono solo la soluzione più conveniente per affrescare un immobile ma anche per riscaldarlo, sostituendo le caldaie a metano. Gli ostacoli: la struttura tariffaria imposta ai contratti elettrici, che prevede prezzi fortemente progressivi con il crescere dei consumi, e le norme burocratiche per le installazioni che in parte vanificano incentivi teoricamente poderosi (quelli del beneficio fiscale del 65%) estesi anche a questi apparati. Cosa fare?

Troppo timida, e comunque ritardataria, la scelta della tariffa elettrica sperimentale "piatta" annunciata dall'Authority energia per la prossima estate. Per liberare la convenienza economica delle pompe di calore non è necessario mettere mano alle tariffe di maggior tutela aggiornate trimestralmente. È sufficiente creare intanto un "osservatorio" di certificazione, preferibilmente con le associazioni dei consumatori, sull'effettiva convenienza comparativa delle formule tariffarie "piatte" che gli operatori sul mercato libero saranno indotti ad offrire anche grazie ad eventuali atti normativi. E bando alla burocrazia per le installazioni e sostituzioni che beneficiano degli incentivi fiscali. Va previsto anche qui un meccanismo di autocertificazione con controlli a campione. Sogni irrealizzabili? Niente affatto.

(Federico Rendina, Il Sole 24ORE – Impresa e Territorio, Focus Sviluppo Sostenibile, 4 marzo 2014)

 

 

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