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18/11/2017 02:07
Home Articoli EDILIZIA E URBANISTICA Piano 6.000 Campanili, i Comuni esclusi del click day ora preparano i ricorsi

Piano 6.000 Campanili, i Comuni esclusi del click day ora preparano i ricorsi

Il sistema del "click day" con il quale sono stati assegnati i primi 100 milioni a 115 Comuni esclusivamente sull'orario di arrivo della richiesta fatta attraverso posta elettronica certificata ha seminato scontento e delusione fra gli esclusi, che sono tanti.

A fronte infatti dei 115 vincitori hanno partecipato 3.600 comuni. L'iniziativa ora rischia di innescare un contenzioso. Anzi per l'Associazione nazionale piccoli comuni d'Italia (Anpci, sigla diversa dalla ben più nota Anci, Associazione nazione comuni italiani) non si tratta di una eventualità ma di una certezza. «È matematico che ci sarà una sarà un ricorso», dice Demetra Setaro, consigliere di Asmel (organismo di Anpci) ed esperta in informatica.

I motivi sono proprio legati alla tecnologia scelta per ripartire le risorse. «Sui ricorsi abbiamo avuto tanti segnali - prosegue Setaro - e dopo il click day abbiamo ricevuto moltissime segnalazioni di malfunzionamento tecnico».

 

Il ritardo anche di una frazione di secondo è stata determinante. Basta leggere la lista dei 115 assegnatari comunicata dal ministero delle Infrastrutture ( link ) per notare che le prime 100 istanze sono arrivate entro i primi 21 secondi.

Nelle successive cinque posizioni si trovano Comuni che sono rientrati nella graduatoria solo grazie a meccanismo previsto dal bando per assicurare un minimo di equilibrio territoriale nelle richieste. Che tipi di malfunzionamento ci sono stati? «I Comuni che hanno utilizzato per l'inivio una casella di posta elettronica certificata fornita direttamente dal governo si sono visti rifiutare la mail», riferisce Setaro. «E questo perché nessuno a pensato a inserire la casella destinataria dell'Ancitel nell'indirizzario della pubblica amministrazione».

Infatti, spiega il tecnico, la comunicazione fra le caselle di posta elettronica pubbliche è possibile solo tra indirizzi mail inclusi nell'Indirizzario. Diversamente il destinatario rifiuta la ricezione. «Nessun Comune avrebbe lontanamente immaginato che utilizzando una casella mail del governo sarebbe stato escluso dall'opportunità», sottolinea Setaro. Nel mirino anche i gestori di servizi di provider.

«Ci sono stati malfunzionamenti dell'ultim'ora che hanno impedito l'invio della mail», racconta ancora Setaro. «In questi casi i Comuni stanno valutando di procedere contro il gestore. Secondo Arturo Manera, presidente dell'Anpci «si sono registrati notevoli ritardi per quei Comuni che avevano scelto Ancitel (la struttura tecnica dell'Anci, ndr) come provider di posta certificata: il server Anci si è trovato in sovraccarico penalizzando proprio i comuni clienti». Tra i piccoli Comuni che non ce l'hanno fatta l'amarezza è tanta. «Con il progetto "6000 campanili" non servono competenze, non ci sono libri da studiare, norme da approfondire, strategie da mettere in campo - ha scritto sconfortata il sindaco del Comune di Appignano del Trento, Nazzarena Agostini, in una lettera inviata, tra gli altri, al ministro delle Infrastrutture, Maurizio

Lupi, e al presidente del Consiglio, Enrico Letta -. Questa volta è richiesto un requisito che sfugge totalmente a qualsiasi logica meritocratica: questa volta conta solo la fortuna, per non usare un sostantivo sicuramente più efficace ma meno elegante». «Noi quel click lo abbiamo fatto - scrive ancora il sindaco del comune marchigiano - e davanti alla clessidra di un caricamento infinito siamo rimasti tramortiti, alla mercé di una tecnologia che restava indifferente alla nostra impotente disperazione».

Richieste di modifica al meccanismo

Il malcontento trova sponde presso le forze politiche. «La pubblicazione da parte del ministro Lupi della prima graduatoria del programma 6000 Campanili ha portato in evidenza tutti i limiti dello strumento, che in commissione il Pd aveva evidenziato senza ricevere riscontri dal ministro», ha detto Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera. Anche in considerazione del fatto che sul programma convergeranno ulteriori fondi destinati al programma nei comuni delle regioni del Sud (grazie alla riprogrammazione di risorse comunitarie) l'esponente Pd chiede «urgenti correttivi, ad esempio espungendo i comuni delle aree convergenza dalla quota di finanziamento nazionale, e l'impegno formale del ministro Lupi a porre in atto correttivi e nuovi stanziamenti al fine di non penalizzare i tanti Comuni esclusi per motivazioni di carattere indipendenti dalla loro volontà».

«Si consideri, inoltre - aggiunge Borghi - che i comuni montani sono stati penalizzati nella circostanza dalla inadeguatezza delle linee informatiche, condizione che ha premiato comuni di pianura dotati di banda larga».

I Comuni vincitori e il caso Piemonte

In realtà, la penalizzazione tecnologica dei comuni montani non trova immediata conferma, se si guarda alla lista dei comuni vincitori. Infatti, tra i 34 comuni piemontesi che si sono piazzati tra i primi 115 vincitori ci sono anche piccoli e piccolissimi enti locali in zone montane che hanno strappato consistenti risorse, se si guarda al rapporto tra fondi assegnati e popolazione di residenti.

I comuni di Fobello e Cervatto (entrambi in provincia di Vercelli), per esempio, che si trovano, rispettivamente 873 e 1004 metri sul livello del mare hanno ottenuto 995mila euro (Fodello) e 910mila euro (Cervatto). I due comuni risultano avere rispettivamente 219 e 48 residenti. Il Comune di Frassinetto (Torino) si trova a oltre mille metri, ha 272 residenti e ha ottenuto 996.639 euro. Tutti i tre comuni piemontesi appena citati hanno fatto pervenire la loro lettera elettronica nello stesso istante: 6 secondi dopo le ore nove. Ma l'elenco dei piccoli comuni montani non è finito. Ci sono anche Useaux (Torino) e Casteldelfino (Cn). Il primo ente si trova a oltre 1.400 metri di altezza, ha 185 residenti e ha ottenuto 998.287 euro.

Il seconto Comune si trova quasi a 1.300 metri, ha 179 residenti e ha ottenuto 985mila euro. Salvo diversa spiegazione tecnica, i comuni piemontesi sono risultati semplicemente più veloci a cliccare. «L'efficienza del nostro sistema è stato superiore», azzarda Claudio Corradino, vicepresidente dell'Anci Piemonte e sindaco del Comune biellese di Cossato. Dopo la nutrita pattuglia dei comuni piemontesi si trovano gli enti di Marche e Lombardia (13 Comuni vincitori per ciascuna regione). Seguono Veneto (8), Basilicata e Campania (6), Abruzzo e Sicilia (5), Calabria, Emilia Romagna e Lazio (3), Trentino, Friuli, Liguria, Molise, Sardegna e Umbria (2).

Con un solo Comune vincitore per le regioni Puglia, Toscana, Valle d'Aosta e la provincia di Bolzano, che chiude la classifica con il Comune di Marebbe (un altro comune montano). L'ente locale più veloce in assoluto è stato Pietralunga, che però ha giocato d'anticipo, inviando la sua mail un secondo prima delle 9. Gli è andata bene perché la tolleranza è stata ammessa in quanto compatibile con le regole tecniche sulla Pec (contenute nel Dm 2 novembre 2005 del dipartimento per l'Innovazione della presidenza del Consiglio dei ministri).

La parte prevalente delle richieste accolte (66) ha riguardato il finanziamento di interventi di manutenzione di opere pubbliche (strade e infrastrutture telematiche), seguite dalle ristrutturazioni e rifunzionalizzazione di edifici (23 domande), nuove costruzioni di edifici (12), adeguamenti strutturali (8). Sono infine state finanziate solo sei richieste di interventi di messa in sicurezza del territorio.

Il nuovi finanziamenti in arrivo

«A fronte del successo di questa iniziativa - riferito il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi - è intenzione del Ministero e del Governo destinare nuove risorse al Programma 6000 campanili durante il 2014 e per il 2015». «A breve - ha annunciato - firmerò un secondo decreto con la graduatoria dei circa 60 Comuni finanziati con gli ulteriori 50 milioni di euro assegnati al Programma 6000 Campanili dalla legge di Stabilità. Ci sarà spazio per «circa 60 altri Comuni» informa il ministero delle Infrastrutture.

(Il Sole 24 ORE - Edilizia e Territorio, 10 gennaio 2014)

 

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