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21/11/2017 15:03
Home Articoli PUBBLICO IMPIEGO Sospensione del Durc: la certificazione sopravvive all'accertamento degli illeciti

Sospensione del Durc: la certificazione sopravvive all'accertamento degli illeciti

Il periodo di validità di un Durc già emesso non può essere pregiudicato da un successivo intervento di una causa ostativa al suo rilascio.

In altri termini, l'eventuale sospensione del Durc, e quindi dei benefici "normativi e contributivi", in forza di una causa ostativa al suo rilascio, potrà operare solo a far data dalla scadenza dei 120 giorni di un eventuale Documento unico rilasciato in precedenza per la stessa finalità.

 

 

Paolo Rossi, Il Sole 24 ORE - Guida al Lavoro, 20 dicembre 2013, n. 50

Ministero del lavoro
Risposta a interpello 11.12.2013, n. 33

L'oggetto dell'interpello

La Direzione generale per l'attività ispettiva del Ministero del lavoro risponde ad un interpello presentato dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro in ordine alla inibizione dal rilascio del Durc durante i periodi indicati alla Tabella "A" allegata al D.M. 24 ottobre 2007.

Si tratta, in particolare, dell'elenco delle disposizioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro la cui violazione è considerata causa ostativa al rilascio del Durc. In sostanza, la disposizione prevede che in presenza di violazioni definitivamente accertate, l'impresa non possa ottenere il Durc utile al godimento di benefici "normativi e contributivi " (v. art. 1, comma 1175, legge n. 296/2006) per un determinato periodo di tempo, la cui durata può arrivare fino a 24 mesi.

Per violazioni "definitivamente accertate" si intende che le stesse devono essere state accertate con sentenza passata in giudicato ovvero con ordinanza ingiunzione (evidentemente non impugnata). Al contrario, non possono essere considerate tali le violazioni estinte attraverso la procedura della prescrizione obbligatoria ovvero, per quanto concerne le violazioni amministrative, attraverso il pagamento in misura ridotta ex art. 16 della legge n. 689/1981.

Il quesito

Il Cno dei consulenti del lavoro chiede, sul punto, come tale periodo di interdizione debba essere computato, anche alla luce delle novità introdotte in materia dall'art. 31, comma 8 (conv. da legge n. 98/2013), che ha esteso, ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale e per finanziamenti e sovvenzioni previsti dalla normativa dell'Unione europea, statale e regionale, la validità del Durc fino a 120 giorni dalla data del rilascio.

E' evidente come in un periodo temporale così ampio (120 giorni) la possibilità che intervenga una causa ostativa al rilascio del Durc è più ampia di quanto non potesse accadere in precedenza, già solo per la mera estensione temporale del periodo di certificazione. Da qui, i dubbi emersi rispetto alla capacità della causa ostativa di interrompere o meno il periodo di validità del Durc già rilasciato.

Schematizzando le questioni aperte attraverso l'interpello in commento, è lecito chiedersi:

1. se nel corso di validità del Durc diviene definito un provvedimento giurisdizionale (o anche amministrativo) che contempli una o più delle violazioni di cui alla citata Tabella A, l'efficacia del Durc in atto resterà tale fino allo scadere del centoventesimo giorno o invece verrà meno in contemporanea con l'intervenire dello stesso provvedimento?

2. e qualora passasse la prima delle due ipotesi (ossia che la causa ostativa non è idonea ad interrompere il periodo di 120 giorni di validità del Durc già rilasciato), il periodo temporale di inibizione di cui alla Tabella A decorrerà dal 121° giorno successivo al rilascio del Durc o, al contrario, decorrerà sin dal giorno in cui è divenuto definitivo, con sovrapposizione temporale dei due periodi?

Per esemplificare, poniamo che un datore di lavoro abbia ottenuto un Durc positivo in data 1° dicembre 2013, scadente dunque in data 30 marzo 2014, e che in data 1° febbraio 2014 venga definitivamente condannato per il reato ex art. 509, comma 3, c.p. (lesioni personali colpose cagionate ad un dipendente per non aver adempiuto alle prescrizioni in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro), per il quale è previsto un periodo di non rilascio del Durc di 18 mesi. Le ipotesi che ne possono scaturire sono le seguenti:

a) il Durc perde efficacia il 31 gennaio 2014; dal 1° febbraio 2014 fino al 31 luglio 2015 il datore di lavoro non potrà godere di alcun beneficio normativo e contributivo (18 mesi di interdizione effettiva);

b) il Durc non perde di efficacia in quanto rilasciato prima del 1° febbraio 2014; quindi resterà valido fino al 30 marzo 2014; dal 31 marzo 2014 (primo giorno non coperto dalla certificazione di regolarità scaduta) fino al 30 settembre 2015 il datore di lavoro non potrà godere di alcun beneficio normativo e contributivo (i 18 mesi di interdizione restano effettivi, in quanto iniziano a decorrere successivamente allo scadere del Durc);

c) il Durc non perde di efficacia in quanto rilasciato prima del 1° febbraio 2014; quindi resterà valido fino al 30 marzo 2014; dal 31 marzo 2014 (primo giorno non coperto dalla certificazione di regolarità scaduta) fino al 31 luglio 2015 il datore di lavoro non potrà godere di alcun beneficio normativo e contributivo (i 18 mesi di interdizione non sono più effettivi, in quanto iniziano a decorrere comunque dal 1° febbraio 2014, restando neutri tra il 1° febbraio 2014 e il 30 marzo 2014).

Il parere ministeriale
Sul punto, il Ministero ricorda, innanzitutto, che in applicazione dell'art. 1, comma 1176, della legge n. 296/2006, il citato D.M. 24 ottobre 2007, all'art. 9, stabilisce che "la violazione, da parte del datore di lavoro o del dirigente responsabile, delle disposizioni penali e amministrative in materia di tutela delle condizioni di lavoro indicate nell'allegato A al presente decreto, accertata con provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi, è causa ostativa al rilascio del Durc per i periodi indicati, con riferimento a ciascuna violazione prevista dallo stesso allegato. A tal fine non rileva l'eventuale successiva sostituzione dell'autore dell'illecito".

Dalla formulazione della norma, dunque, il Ministero ritiene debba applicarsi un criterio che non pregiudichi il Durc rilasciato in una data precedente all'intervento della causa ostativa. L'eventuale sospensione del Durc, e quindi dei benefici "normativi e contributivi", in forza di una causa ostativa al suo rilascio, potrà operare solo a far data dalla scadenza dei 120 giorni di un eventuale Documento unico rilasciato in precedenza per la stessa finalità.

Ritornando alle tre ipotesi sopra esemplificate, la posizione del Ministero esclude innanzitutto il caso a), che presuppone invece che il Durc perda di efficacia anche prima del decorso dei 120 giorni di validità quando intervenga una causa ostativa di cui alla Tabella A più volte citata.

Altra questione è la decorrenza dei periodi di inibizione che scattano con l'intervento della causa ostativa. Su questo particolare aspetto, il Ministero si limita a precisare che i periodi a cui richiama l'art. 9 decorrono dal momento in cui gli illeciti che ne costituiscono il presupposto sono definitivamente accertati.

Non viene ulteriormente precisato, tuttavia, se la data in cui interviene la definitività dell'accertamento è sempre e comunque il momento dal quale far decorrere il periodo di non rilascio del Durc, anche quando questa intervenga nel corso di validità della stessa certificazione, perdendo dunque di efficacia per la durata in cui il periodo di inibizione si sovrappone al periodo di validità del Durc (ipotesi sub c) del nostro esempio precedente).

In ogni caso, poiché non si rileva dalla norma una volontà legislativa diversa, potendo a priori escludere l'ipotesisub a) già denunciata dal Ministero, riteniamo che l'ipotesi sub c) possa rispecchiare l'unica posizione di equilibrio rispetto al quadro generale delle disposizioni in tema Durc.

La ripresa dei benefici dopo il periodo di interdizione

Nella nota in esame, infine, il Ministero precisa che una volta esaurito il periodo di interdizione dal Durc l'impresa potrà tornare a godere di benefici "normativi e contributivi", ivi compresi quei benefici di cui è ancora possibile usufruire in quanto non legati a particolari vincoli temporali.

In tal senso e a titolo esemplificativo sarà possibile godere di eventuali benefici legati alla corresponsione di "premi di risultato" laddove il termine per l'effettiva erogazione - liberamente scelto dal datore di lavoro e, dunque, non soggetto a decadenze (in quanto, ad esempio, non sia contrattualmente previsto che i premi vadano corrisposti entro una determinata data) - ricada in un periodo di assenza di una causa ostativa al rilascio del Durc.

Viceversa non sarà possibile usufruire, per tutto il periodo di non rilascio del Durc, di benefici concernenti, per esempio, l'abbattimento degli oneri contributivi nei confronti dell'Inps nel caso in cui gli stessi vengano assolti in base a scadenze legali mensili.

 

 

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