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22/11/2017 02:48
Home Articoli PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Procedura di riequilibrio per i comuni in dissesto

Procedura di riequilibrio per i comuni in dissesto

L’effetto di rilievo è che il ricorso a questo metodo sospende temporaneamente la possibilità per la Corte dei conti di assegnare il termine per l’adozione delle misure correttive del bilancio

Una banca dati per i requisiti relativi ai contratti pubblici e nuove misure finanziarie per gli enti locali. Questi i temi affrontati dai due articoli 49-ter e 49-quinquies entrambi inseriti in sede di conversione del decreto legge "del fare".

 

Semplificazioni per i contratti pubblici (Dl 69/2013, articolo 49-ter) - Con l'articolo 49-ter il legislatore ha stabilito che, con riferimento ai contratti pubblici di lavori, servizi e forniture sottoscritti dalle pubbliche amministrazioni a partire da tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione medesima, la documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario è acquisita esclusivamente attraverso la banca dati di cui all'articolo 6-bis del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163.

Detta ultima disposizione prevede infatti che «Dal 1° gennaio 2013, la documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario per la partecipazione alle procedure disciplinate dal presente Codice è acquisita presso la Banca dati nazionale dei contratti pubblici, istituita presso l'Autorità dall'articolo 62-bis del codice dell'amministrazione digitale.

A tal fine, spetta all'Autorità stabilire con propria deliberazione, i dati concernenti la partecipazione alle gare e la valutazione delle offerte in relazione ai quali è obbligatoria l'inclusione della documentazione nella Banca dati, nonché i termini e le regole tecniche per l'acquisizione, l'aggiornamento e la consultazione dei predetti dati contenuti nella Banca dati».

La citata disposizione, quindi, già istruisce che le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori verificano il possesso dei requisiti di cui si è detto esclusivamente tramite la Banca dati nazionale dei contratti pubblici. Il tutto nel solco della regola che oramai ben può definirsi principio generale dell'azione amministrativa della acquisizione di ufficio da parte delle amministrazioni procedenti dei dati utili all'istruttoria procedimentale.

Misure finanziarie urgenti per gli enti locali (Dl 69/2013, articolo 49-quinquies) - Infine, per quanto di interesse in questa sede, la legge di conversione del decreto del fare ha introdotto l'articolo 49-quiquies che apporta modifica al testo unico degli enti locali introducendo misure finanziarie urgenti per questi. In particolare, il legislatore è intervenuto sull'articolo 243-bis del citato testo unico, concernente la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale.

La norma consente ai comuni e alle province per i quali sussistono squilibri strutturali del bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario, di ricorrere, con deliberazione consiliare alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. Deliberazione che è trasmessa, entro 5 giorni dalla data di esecutività, alla competente sezione regionale della Corte dei conti e al Ministero dell'interno.

L'effetto, di rilievo è che il ricorso alla detta procedura sospende temporaneamente la possibilità per la Corte dei conti di assegnare il termine per l'adozione delle misure correttive e così le procedure esecutive intraprese nei confronti dell'ente sono sospese dalla data di deliberazione di ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale fino alla data di approvazione o di diniego di approvazione del piano di riequilibrio pluriennale.

La novella recata dall'articolo in esame stabilisce che qualora, in caso di inizio mandato, la delibera di cui è questione risulti già presentata dalla precedente amministrazione, ordinaria o commissariale, e non risulti ancora intervenuta la delibera della Corte dei conti di approvazione o di diniego, l'amministrazione in carica ha facoltà di rimodulare il piano di riequilibrio, presentando la relativa delibera nei sessanta giorni successivi alla sottoscrizione della relazione di cui all'articolo 4-bis, comma 2, del decreto legislativo 6 settembre 2011 n. 149.

Come si è detto il piano di riequilibrio finanziario pluriennale è trasmesso alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti, nonché alla Commissione di cui all'articolo 155, la quale, entro il termine di sessanta giorni dalla data di presentazione del piano, svolge la necessaria istruttoria. In questa fase la commissione di cui all'articolo 155 (sul punto è stata corretta la formulazione originaria dell'articolo 243-quater del testo unico enti locali) può formulare rilievi o richieste istruttorie, cui l'ente è tenuto a fornire risposta entro trenta giorni.

Va da ultimo ricordato che la mancata presentazione del piano entro il termine assegnato, il diniego di approvazione, l'accertamento da parte della competente sezione regionale della Corte dei conti di grave e reiterato mancato rispetto degli obiettivi intermedi fissati dal piano, ovvero il mancato raggiungimento del riequilibrio finanziario dell'ente al termine del periodo di durata del piano stesso, comportano l'applicazione dell'articolo 6, comma 2, del decreto legislativo n. 149 del 2011, con l'assegnazione al Consiglio dell'ente, da parte del Prefetto, del termine non superiore a venti giorni per la deliberazione del dissesto.

Salvatore Mezzacapo, Il Sole 24 ORE - Guida al Diritto, 21 settembre 2013, n. 38

 

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