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24/11/2017 12:25
Home Articoli PUBBLICO IMPIEGO Giro di vite sui dipendenti pubblici, via libera al codice di comportamento (il testo)

Giro di vite sui dipendenti pubblici, via libera al codice di comportamento (il testo)

Obbligo di astenersi in caso di conflitto di interessi, divieto di accettare doni di valore superiore a 150 euro e nuove regole di trasparenza per i dirigenti.

Queste le principali novità contenute nel Codice di comportamento dei dipendenti pubblici approvato oggi in Consiglio dei ministri. Il codice, emanato in attuazione della legge anti-corruzione 190/2012, in linea con le raccomandazioni Ocse in materia di integrità ed etica pubblica, indica i doveri di comportamento dei dipendenti delle Pa e prevede che la loro violazione è fonte di responsabilità disciplinare. Sanzioni I dipendenti che violano il codice rischiano sanzioni che arrivano fino al licenziamento.

«L'illecito disciplinare - si legge nel provvedimento - derivante dalla violazione di un dovere di comportamento previsto dal presente codice va accertato all'esito del procedimento disciplinare regolato dalla normativa vigente» e «il tipo di sanzione disciplinare concretamente applicabile, incluse quelle espulsive, va rinvenuto nei contratti collettivi e nella normativa, anche regolamentare, vigenti in ciascun settore, tenuto conto, anche ai fini dell'entità della sanzione, della gravità del comportamento e dell'ammontare del pregiudizio, anche morale, arrecato al decoro o al prestigio dell'amministrazione". E nei casi più gravi o in caso di recidiva si può arrivare alla sanzione del licenziamento senza preavviso.

Il conflitto di interessi Nel caso in cui si profili il rischio di conflitto di interesse i dipendenti pubblici dovranno "astenersi" da qualsiasi atto del proprio ufficio. L'articolo 6 stabilisce gli obblighi di comunicazione, a carico del pubblico dipendente, relativi a tutti i rapporti di collaborazione e ai conflitti di interesse, diretti e indiretti, che egli, i suoi parenti, gli affini entro il secondo grado, il coniuge o il convivente, abbiano avuto negli ultimi tre anni con soggetti privati. Inoltre, in presenza di un conflitto di interesse, anche potenziale, in cui siano coinvolti interessi personali, il dipendente ha il dovere di astenersi dal compiere qualsiasi atto del proprio ufficio.

L'articolo 7 tratta le altre ipotesi in cui sussiste l'obbligo di astensione del dipendente pubblico. Si tratta dei casi in cui sono coinvolti interessi propri o dei suoi parenti, degli affini entro secondo grado, del coniuge o del convivente, oppure di altre persone con le quali egli abbia rapporti di frequentazioni abituale, nonché dei casi di grave inimicizia o di rapporti di credito o debito significativi in cui sono coinvolte le medesime persone. Sulla richiesta di astensione presentata dal dipendente decide il responsabile dell'ufficio di appartenenza.

I dirigenti Un pacchetto di norme poi riguarda in particolare i dirigenti che "prima di assumere le funzioni" dovranno comunicare "all'amministrazione la propria situazione patrimoniale, le partecipazioni azionarie e gli interessi finanziari che possono porlo in situazioni di conflitto di interessi" e "se il coniuge o gli stretti congiunti esercitano attività che li pongano in contatti frequenti con l'ufficio che dovrà dirigere".

Le altre disposizioni I dipendenti pubblici d'ora in poi dovranno avere "il rispetto dei vincoli posti dall'amministrazione nell'utilizzo del materiale o delle attrezzature assegnate ai dipendenti per ragioni di ufficio, anche con riferimento all'utilizzo delle linee telematiche e telefoniche dell'ufficio".

Inoltre, gli impiegati pubblici dovranno attenersi agli "obblighi di comportamento in servizio nei rapporti e all'interno dell'organizzazione amministrativa" e dovranno comunicare la "propria adesione o appartenenza ad associazioni e organizzazioni (esclusi partici politici e sindacati) i cui ambiti di interesse possano interferire con lo svolgimento delle attività dell'ufficio".

E' previsto inoltre il divieto per il dipendente di chiedere regali, compensi o altre utilità, nonché il divieto di accettare regali, compensi o altre utilità, salvo quelli d'uso di modico valore (non superiore a 150 euro) - anche sotto forma di sconto. I regali e le altre utilità comunque ricevuti sono immediatamente messi a disposizione dell'Amministrazione per essere devoluti a fini istituzionali.

(Il Sole 24 ORE – Guida al Diritto, 08.03.2013)

 

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