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22/11/2017 19:05
Home Articoli PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Acquisti della pubblica amministrazione: le regole dopo la spending review

Acquisti della pubblica amministrazione: le regole dopo la spending review

I due decreti sulla spending review, il Dl 5 e il 92 del 2012, hanno ristretto ancora di più le maglie per gli acquisti di beni e servizi nella pubblica amministrazione. Ormai l’acquisto centralizzato attraverso una centrale di acquisto (la Consip o una delle centrali di acquisto di livello locale organizzate dalle Regioni) è divenuta la norma base e pochissimi sono i casi in cui le amministrazioni pubbliche possono derogarvi (e non senza conseguenze).

I due decreti riscrivono le procedure di acquisto per ministeri, Regioni, Province, Comuni, scuole e, ora in modo determinato, anche per enti sanitari nazionali.

Per questo la Consip ha diffuso una tabella sintetica dove si può consultare la normativa applicabile ad ogni tipologia di ente pubblico (amministrazione centrale, regionale, territoriale, Asl, scuole, organismi di diritto pubblico), ad ogni tipologia di acquisto (importi superiori o inferiori alle soglie comunitarie), ad ogni tipologia di acquisto da effettuare (quelle per cui è obbligatorio rivolgersi alla Consip o agli altri centri di acquisto e quelle per cui il ricorso alla centrale d’acquisto è solo facoltativo).

La tabella è consultabile sui seguenti siti: http://www.dag.mef.gov.it/; http://www.acquistinretepa.it/; http://www.consip.it/.

Dalla consultazione della tabella, comunque, si evince che l’acquisto con convenzioni e ricorrendo all’acquisto centralizzato è la via principale da seguire, senza grande distinzione per tipologie di enti o di merce. Solo le Regioni, le Province e i Comuni possono seguire un’altra strada, ma che è comunque sempre quella centralizzata, ricorrendo alle centrali d’acquisto regionali (se esistono). Gli acquisti autonomi da parte delle amministrazioni pubbliche devono essere solo l’ultima via possibile e, comunque, l’amministrazione che vi ricorre deve sempre cercare di spuntare il prezzo migliore sul mercato.

E questa via, poi, non è senza possibili conseguenze: i due decreti sulla spending review, infatti, sottolineano che gli acquisti effettuati in violazione delle procedure di acquisto sono nulli e rappresentano per il funzionario pubblico che li ha autorizzati un “illecito disciplinare e causa di responsabilità amministrativa”.

(Sintesi redazionale UNITEL NEWS 24, 11.03.2013)

 

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