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20/11/2017 14:40
Home Articoli AMBIENTE Si sblocca, con l’uscita sulla «Gazzetta Ufficiale» del 28 febbraio dell’Ordinanza 52 di protezione civile (firmata dal capo Dipartimento Franco Gabrielli), la terza tranche di finanziamenti per il piano pluriennale di prevenzione del rischio sismico

Si sblocca, con l’uscita sulla «Gazzetta Ufficiale» del 28 febbraio dell’Ordinanza 52 di protezione civile (firmata dal capo Dipartimento Franco Gabrielli), la terza tranche di finanziamenti per il piano pluriennale di prevenzione del rischio sismico

Si tratta dei fondi per migliorare la resistenza al terremoto di edifici esistenti, sia pubblici (in prevalenza) che privati, e per effettuare indagini di microzonazione sismica dei territori a rischio.

L’Opcm disciplina i fondi della terza annualità, quella del 2012, che in base a quanto stabilito dall’articolo 11 del Dl 40/2009 (la legge post-terremoto in Abruzzo) consta di finanziamenti statali per 196,5 milioni di euro.

Si tratta della tranche più ricca finora assegnata: per l’annualità 2010 si è infatti partiti con 42,5 milioni, saliti a 145,1 milioni nel 2001 (fondi sbloccati con l’Opcm 4007/2012, del 7 marzo 2012), e appunto a 195,6 milioni per l’annualità 2012, livello che resterà ora invariato per i fondi 2013 e 2014, per poi ridiscendere a 145,1 milioni nel 2015 e 44 milioni nel 2016.

A questa Opcm seguirà a breve un decreto del Dipartimento Protezione civile che ripartisca i fondi (i 195,6 milioni) tra le Regioni, alle quali spetterà definire i fabbisogni, elaborare i programmi ed erogare le risorse. Si tratta comunque di un meccanismo che di anno in anno fila via più liscio, anche perché le Opcm di assegnazione dei fondi si somigliano quasi come una goccia d’acqua.

Si conferma dunque che la gran parte dei fondi andrà a interventi strutturali di rafforzamento locale o di miglioramento sismico o eventualmente di demolizione e ricostruzione, nell’annualità 2012 per 170 milioni su 196,5, mentre parti minori andranno alla microzonazione sismica (16 milioni, che – novità – dovrà essere co-finanziata dagli enti locali per almeno il 25% del costo totale, e non più il 40%), e per 8,5 milioni ad altri interventi su edifici o strutture strategiche nella fase post-terremoto; 1,1 milioni, infine, per acquisto di beni e servizi da parte della Protezione civile, strumentali alle attività dell’Ordinanza.

«L’aumento fino al 75% massimo della quota statale sugli studi di microzonazione – spiegano alla Protezione Civile – è dovuto in parte alle difficoltà finanziarie degli enti locali, ma anche al fatto che da questa Opcm diventa obbligatorio includere negli studi anche l’“analisi delle condizioni limite dell’emergenza”»; cioè la mappatura di strade ed edifici strategici per la gestione del post-emergenza da preservare e rendere a prova di sisma. La tranche 2010, soli 42,5 milioni, è stata interamente assegnata alle Regioni e anche ai beneficiari finali e – spiegano alla Protezione Civile – i lavori sono in corso.

La quota 2011 (sbloccata però nel marzo 2012) è in fase avanzata di attuazione, anche se alla Protezione civile non hanno dati precisi. Tutte le Regioni con più di due milioni di finanziamento, quelle obbligate ad assegnare una quota dei fondi anche agli edifici privati, «l’hanno fatto nella tranche 2011 al minimo, al 20%».

Sempre nella seconda tranche (145,1 mln) i fondi per la microzonazione sono stati assegnati a 650 Comuni; gli edifici pubblici finanziati (104 milioni) saranno «150-200, andando a memoria», spiegano dalla Protezione civile. Dunque l’importo medio di questi lavori è di 5-600mila euro, ampiamente sotto la soglia per la trattativa privata, «ma su come i Comuni affidano gli appalti non abbiamo un monitoraggio».

Alessandro Arona, Il Sole 24 ORE - Edilizia e territorio (Progetti e concorsi), 16.03.2013, n.10)

 

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