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23/11/2017 15:48
Home Articoli L'ESPERTO RISPONDE Correttezza dell’operato del R.U.P.

Correttezza dell’operato del R.U.P.

DOMANDA:

Le imprese XXXXX ed YYYYY, costituite in R.T.I. di tipo misto eseguivano le lavorazioni loro affidate dal Comune di ZZZZZ.
Più precisamente la Mandataria XXXXX assumeva una quota pari al 72% della categoria prevalente OG3 mentre l’impresa YYYYY mandante, assumeva il restante 28% della categoria prevalente ed il 100% della categoria scorporabile OS21.

L’impresa Mandataria è partecipata al 75% dalla Mandante.

A seguito di una lunga sospensione dei lavori conclusasi con la sottoscrizione di un accordo transattivo, il R.T.I. riprendeva le lavorazioni; tuttavia le stesse, a seguito di una intervenuta difficoltà finanziaria della Capogruppo XXXXX (che non era in grado di anticipare somme fino alla maturazione del S.A.L.), venivano materialmente portate a compimento dalla sola impresa Mandante YYYYY che nel frattempo aveva acquisito requisiti di carattere generale tali da poter garantire l’esecuzione dell’intero appalto anche quale impresa singola.

In questa seconda fase di lavorazioni la presenza in cantiere del solo personale della YYYYY veniva formalmente comunicata al R.U.P. da parte del D.L.
Ciononostante, all’atto dell’emissione del Certificato di pagamento dei lavori eseguiti, il R.U.P. provvedeva a richiedere il DURC per entrambe le imprese pur non avendo la XXXXX, in seguito alla ripresa dei lavori, neppure provveduto ad aprire posizione contributiva presso la competente Cassa Edile per le motivazioni sopra indicate.

E’ da specificare che come da accordi parasociali, la YYYYY in virtù del fatto che era l’unica effettiva impresa esecutrice dei lavori, ribaltava i costi sostenuti alla XXXXX; quest’ultima provvedeva ugualmente ad emettere fattura all’Amministrazione. Il R.U.P., tuttavia, procedeva alla richiesta di DURC anche per la società XXXXX indicando la presenza di un numero di operai (5) che la XXXXX non solo non ha in forza (dai libri contabili risulta che la XXXXX ha un solo operaio attualmente impiegato e dichiarato in un altro cantiere) ma che contrasta anche da quanto dichiarato ufficialmente dalla D.L..

Il primo quesito che si pone dunque verte sulla correttezza dell’operato del R.U.P. che ha inteso accertare la regolarità contributiva di entrambe le imprese sul presupposto delle fatture emesse, pur non avendo la XXXXX materialmente eseguito le lavorazioni.

Inoltre, il R.U.P. procedeva a richiedere il DURC segnalando alla Cassa Edile l’incidenza del costo della manodopera prevista dal Capitolato Speciale reggente l’appalto, senza tener conto dell’intervenuta variante e della dichiarazione del D.L. che valutava tale incidenza in misura ridotta ma comunque superiore a quella prevista dall’accordo nazionale collettivo tra le parti sociali.

Il secondo quesito quindi riguarda la quota di incidenza percentuale della manodopera che il R.U.P. dovrebbe dichiarare alla Cassa Edile nel richiedere il DURC, se quella di cui al C.S.A. o quella effettiva dichiarata dal D.L..

 

RISPOSTA:

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