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22/11/2017 02:46
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Bonus al solare, niente ritenuta ai privati

Gli incentivi al solare fotovoltaico trovano le regole "fiscali": l'agenzia delle Entrate ha fornito la propria interpretazione sul trattamento da riservare al quinto conto energia, rispondendo a un interpello del Gestore dei servizi energetici (Gse).

Il quinto conto energia è il sistema di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici introdotto con il decreto del 5 luglio 2012 dal ministero dello Sviluppo economico, in attuazione dell'articolo 25 del Dlgs 28/2011. Questo sistema di incentivazione – diversamente dal precedente che "premiava" tutta l'energia prodotta – prevede l'incentivazione solo dell'energia prodotta e autoconsumata, attraverso la corresponsione di una tariffa premio-autoconsumo. Per l'energia prodotta e immessa in rete, invece, viene riconosciuta una tariffa onnicomprensiva che rappresenta sostanzialmente il prezzo di cessione dell'energia.

I nuovi incentivi
Il quinto conto energia prevede che il Gse eroghi:
- per gli impianti di potenza inferiore a 1 Mw: due incentivi cumulabili fra loro, riferibili uno alla quota della produzione netta di energia elettrica consumata in loco dal soggetto titolare dell'impianto e uno alla quota di energia prodotta e immessa in rete. Più precisamente, ciascuna di queste due quote sarà retribuita, rispettivamente, con una «tariffa premio autoconsumo» e una «tariffa onnicomprensiva»;
- per gli impianti di potenza superiore a 1 Mw, un contributo, riferibile alla produzione netta di energia immessa in rete, pari alla differenza – solo se positiva – fra la tariffa onnicomprensiva e il prezzo zonale orario; questa differenza non può essere superiore alle tariffe onnicomprensive stabilite nel decreto. Infatti, in base all'articolo 5 del Dm 5 luglio 2012, l'energia prodotta dagli impianti di potenza superiore al 1 Mw resta nella disponibilità del produttore, che potrà venderla a soggetti diversi dal Gse.


L'orientamento delle Entrate
Di fronte a questo mutamento dello scenario e delle modalità di incentivazione della produzione di energia da fonte solare, si è reso necessario un confronto con l'agenzia delle Entrate per accertare se e in quale misura i criteri di tassazione identificati dalla circolare 46/E del 2007, fossero ancora validi e applicabili alle nuove tipologie di incentivi.
La questione è importante perché il quinto conto energia sia applicherà per vent'anni a tutti gli impianti che ne beneficiano. E questo al di là del fatto che il plafond sia in rapido esaurimento e che pochi nuovi impianti potranno essere ammessi all'incentivo.

Il precedente meccanismo di incentivazione, rappresentato dalla tariffa incentivante prevista dall'articolo 7, comma 2, del Dlgs 387/2003, è stato qualificato fiscalmente come segue:
- contributo irrilevante ai fini Iva per il mancato presupposto oggettivo;
- contributo in conto esercizio rilevante ai fini delle imposte dirette e dell'Irap se percepito in una attività di impresa;
- contributo in conto esercizio soggetto alla ritenuta prevista dall'articolo 28, comma 2 del Dpr 600/1973, se ricevuto da imprese o da enti commerciali quando, per quest'ultimi, gli impianti attengono alla attività commerciale esercitata.

Nella stessa circolare fu precisato, inoltre, che la produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica non configura lo svolgimento di una attività commerciale, quando questa deriva da impianti di potenza fino a 20 kW posti a servizio dell'abitazione o della sede dell'ente non commerciale. Questa interpretazione considerò che in tali casi gli impianti interessati fossero destinati principalmente a soddisfare i bisogni domestici.
In base a queste interpretazioni, il Gse ha proposto alle Entrate di estendere lo stesso trattamento fiscale alla nuova «tariffa premio per autoconsumo», perché erogata in assenza di un rapporto sinallagmatico tra Gse e produttore di energia, e volta dunque a rimborsare il titolare dell'impianto del costo sostenuto e a favorire la produzione e l'autoconsumo dell'energia.


Il prelievo non cambia

L'agenzia delle Entrate, considerando corretta in linea di principio l'interpretazione fornita dal Gse, ha riconosciuto nella tariffa premio autoconsumo la stessa caratteristica attribuita alla tariffa incentivante vecchia versione. Il risultato è che alla «tariffa premio autoconsumo» è applicabile lo stesso trattamento fiscale delineato nella circolare 46/E del 2007. In relazione a questo incentivo, quindi, il Gse dovrà effettuare la ritenuta prevista dall'articolo 28, comma 2, del Dpr 600/1973, nel caso in cui lo stesso sia erogato al produttore di energia nell'ambito dell'attività d'impresa. La stessa tariffa, dunque, se percepita nell'ambito di un'attività d'impresa, costituirà materia imponibile ai fini del reddito di impresa e Irap. E questo a prescindere dalla potenza dell'impianto.

(Maurizio Di Marcotullio, Il Sole 24 ORE – Norme e Tributi, 31.12.2012)

 

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