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24/11/2017 12:24
Home Articoli EDILIZIA E URBANISTICA Abuso edilizio - Ordinanza di esecuzione lavori - Notifica del Comune ad un vicino di casa

Abuso edilizio - Ordinanza di esecuzione lavori - Notifica del Comune ad un vicino di casa

TAR Campania Napoli sez. V 7/12/2011 n. 5711

Documento senza titolo

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania

(Sezione Quinta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 2975 del 2011, integrato da motivi aggiunti, proposto da:
DE ANGELIS ANGELO, rappresentato e difeso dall’Avv. Gaetano Argenziano, ed, agli effetti del presente giudizio, domiciliato presso la Segreteria del T.A.R. Campania in Napoli, alla P. zza Municipio, n. 64;
contro
COMUNE DI MARCIANISE (CE), in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentato e difeso dall’Avv. Pasquale Alberico ed, agli effetti del presente giudizio, domiciliato presso la Segreteria del T.A.R. Campania in Napoli, alla P. zza Municipio, n. 64;
per l’annullamento, previa sospensiva
a) della nota prot. 326/amb del 6.5.2011 - protocollo generale n. 8768 del 6.5.2011 - a firma congiunta del Dirigente del V Settore, nonché del Capo Servizio del Comune di Marcianise, siccome recapitata mediante posta ordinaria, avente ad oggetto: “Avvio del procedimento esecuzione lavori in danno per accertata inottemperanza all’ordinanza n. 61/2010 regolarmente notificata”;
b) dell’ordinanza sindacale n. 61 del 23.9.2010, il cui contenuto è sintetizzato nella nota sub a);
c) del verbale dell’A.S.L. CE – UOPC prot. n. 3051 del 10.12.2010, il cui contenuto è sintetizzato nella nota sub a);
d) di ogni altro atto comunque connesso in preordine e consequenziale.

VISTO il ricorso con i relativi allegati;
VISTI i motivi aggiunti notificati il 6.9.2011 e depositati il giorno 30 successivo;
VISTO l’atto di costituzione in giudizio dell’intimato Comune;
VISTI gli atti tutti della causa;
VISTO l’art. 60 del cod. proc. amm.;
VISTA la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato;
VISTA l’ordinanza n. 4632 del 6 ottobre 2011 di questa Sezione;
UDITA alla Camera di Consiglio del 1° dicembre 2011 la relazione del cons. dr. Cernese;
RITENUTO in fatto e considerato in diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

- che, preliminarmente, il giudizio può essere definito con decisione in forma semplificata, come rappresentato ai difensori delle parti costituite, presenti alla Camera di Consiglio, ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm., in luogo dell’ordinanza sull’istanza cautelare, essendo ciò consentito dall’oggetto della causa, dall’integrità del contraddittorio e dalla completezza dell’istruttoria; tanto perché il ricorso è manifestamente fondato;
- che esso è rivolto avverso della nota prot. 326/amb del 6.5.2011 - protocollo generale n. 8768 del 6.5.2011 - a firma congiunta del Dirigente del V Settore, nonché del Capo Servizio del Comune di Marcianise, siccome recapitata mediante posta ordinaria, con la quale, accertata l’inottemperanza alla - pure impugnata – ordinanza, n. 61 del 23.9.2010 “regolarmente notificata”, adottata ai sensi D.L. vo n. 267/2000, si comunicava l’attivazione del procedimento esecuzione lavori in danno;
- che il ricorso è fondato in relazione all’unica censura nella quale è dedotta la violazione degli artt. 138, 139 e ss. cod. proc. civ., e dell’art. 97 Cost. per violazione del principio del contraddittorio partecipativo, oltre all’eccesso di potere per travisamento dei fatti, carenza di istruttoria e sviamento, assumendo la nullità della notifica dell’atto presupposto costituito dall’ordinanza n. 61 del 23.9.2010, sì come effettuata, ai sensi dell’art. 139 cod. proc. civ. a Tartaglione Angela, erroneamente qualificata come “vicina di casa” di De Angelis Angelo, attuale ricorrente, ai sensi e per gli effetti della normativa richiamata, circostanza che determinerebbe l’illegittimità anche della nota prot. 326/amb del 6.5.2011 - protocollo generale n. 8768 del 6.5.2011, in quanto al ricorrente sarebbe stata preclusa la possibilità dare spontanea esecuzione a quanto ingiunto con la predetta ordinanza, evitando così di subire l’esecuzione in danno;
- che l’art. 139 cod. proc. civ., nel prevedere la “notifica nella residenza, nel domicilio o nella dimora”, stabilisce che: << Sen avviene nel modo previsto nell’articolo precedente, la notificazione deve essere fatta nel comune di residenza del destinatario, ricercandolo nella casa di abitazione o dove ha l’ufficio o esercita l’industria o il commercio.
Se il destinatario non viene trovato in uno di tali luoghi, l’ufficiale giudiziario consegna copia dell’atto a una persona di famiglia (………).
In mancanza delle persone indicate nel comma precedente, la copia è consegnata al portiere dello stabile, e quando anche il portiere manca, a un vicino di casa che accetti di riceverla >>;
- che la norma già di per sé criticabile per la sua formulazione in quanto suppone che nel rapporto di vicinanza sia necessariamente insito un vincolo fiduciario che, in concreto, potrebbe rivelarsi insussistente, così lasciandosi al “vicino” la facoltà di accettare o meno la notifica di atti giudiziari per conto terzi (in tal modo a tanto legittimandosi chiunque si dichiari disponibile unicamente per la qualifica di “vicino” rivestita), necessita di un rigoroso accertamento in ordine alla sussistenza di tale unica condizione richiesta dall’art. 139 cod. proc.;
- che, quindi, nella fattispecie in esame, contrariamente a quanto argomentato dal resistente Comune, ai fini della regolarità della notifica, alcun rilievo può assumere la circostanza che Tartaglione Angela, al momento della notifica della ordinanza, si è dichiarata “persona di fiducia delegata a ricevere” per conto del ricorrente, giusta relata di notifica apposta a tergo dell’ordinanza n. 61 del 23.9.2010;
analogamente ed all’inverso, privo di rilievo è quanto dedotto dal ricorrente nei motivi aggiunti, relativamente alla circostanza di ritenere “Tartaglione Angela persona estranea alla sfera di frequentazione del ricorrente e dei suoi familiari”;
- che la Sezione, con l’ordinanza in epigrafe, al fine di accertare se Tartaglione Angela rivestisse o meno la qualifica di “vicino di casa”, ai sensi e per gli effetti del citato art. 139 cod. proc. civ., reputava necessario accertare “l’esatta ubicazione (Palazzo, Interno, Scala, Piano ed ogni altro elemento identificativo) dei locali adibiti a propria abitazione da Tartaglione Angela, in Viale G. Rossa - P. co Progreditur nel Comune di Marcianise (CE), evidenziandone la distanza dall’abitazione di De Angelis Angelo (Via G. Rossa, Parco Progreditur - Pal n° 1, Int. 10. Sc. A”;
- che, all’esito del predetto incombente istruttorio, in data 4.11.2011 con nota prot. 19415 del 3.11.2011, è stata depositata in giudizio la relazione a firma dell’operatore agente della P.M. dalla quale emerge che i locali adibiti ad abitazione da Tartaglione Angela nell’ambito del Parco Progreditur, sono ubicati nella Palazzina 01 - scala B - interno 10 - (piano rialzato), mentre il De Angelis Angelo, attuale ricorrente, risulta risiedere nella medesima Palazzina 01, ma nella diversa scala A - interno 10 - (quarto piano), con la conseguenza che: “i due pur essendo abitanti nella stessa Palazzina distano tra loro di circa 30 metri, distanza che intercorre tra la scala A e la scala B”;
- che la precisazione finale contenuta nella predetta nota per la quale l’amministratore del condominio Progreditur, presente all’atto del sopralluogo, riferiva che Tartaglione non era stata mai delegata a rappresentare il De Angelis in assemblee condominiali ed, inoltre, che non vi è nessun grado di parentela tra i due, come confermato in seguito dalla Tartaglione - come sopra evidenziato - alcun rilievo può avere ai fini della corretta applicazione dell’art. 139 cod. proc. civ.;
- che, pertanto, stante l’esito del predetto accertamento operato dalla Polizia Municipale, deve ritenersi che Tartaglione Angela non può considerarsi vicina di casa del De Angelis, con la conseguente mancanza di legittimazione a ricevere notifiche di atti giudiziari per conto di quest’ultimo ai sensi e per gli effetti dell’art. 139 cod. proc. civ.;
- che, in tale situazione deve ritenersi che la notifica dell’ordinanza n. 61/2010 deve considerarsi tamquam non esset e, quindi, nulla, con la conseguenza che, considerata la natura costitutiva rivestita dalla notifica, in relazione agli atti recettivi, quale quello l’ordinanza in esame, quest’ultima è senz’altro da annullare;
- che all’annullamento dell’ordinanza n. 61/2010 consegue anche l’annullamento della nota prot. 326/amb del 6.5.2011 - protocollo generale n. 8768 del 6.5.2011, atteso che, ove mai la notifica dell’atto presupposto fosse andata a buon fine, il ricorrente avrebbe potuto liberamente scegliere di conformarsi al contenuto precettivo, di subire l’esecuzione in danno ovvero ancora, di spiegare tempestiva impugnativa dinanzi alla giurisdizione amministrativa;
- che, in definitiva, il ricorso è fondato con il conseguente annullamento degli atti impugnati e con salvezza per quelli ulteriori;
- che la segnalata singolare formulazione dell’art. 139 cod. proc. civ. suggerisce di compensare fra le parti le spese giudiziali.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, quinta sezione di Napoli, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe (n. 2975/2011 R.G.), proposto da De Angelis Angelo, lo accoglie e, per l’effetto, annulla la nota prot. 326/amb del 6.5.2011 - protocollo generale n. 8768 del 6.5.2011 e l’ordinanza n. 61 del 23.9.2010, con salvezza per le ulteriori determinazioni amministrative.
Compensa fra le parti le spese, le competenze e gli onorari di giudizio.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall`autorità amministrativa.
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 1 dicembre 2011 con l`intervento dei magistrati:
Vincenzo Fiorentino, Presidente
Vincenzo Cernese, Consigliere, Estensore
Gabriele Nunziata, Consigliere

 

 

L`ESTENSORE

IL PRESIDENTE

 

 

 

 

 

DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 07/12/2011

IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)



 

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