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24/11/2017 04:52
Home Articoli AMBIENTE Valutazione ambientale strategica (VAS) - Autorità competente - Organo o ufficio interno alla stessa autorità procedente

Valutazione ambientale strategica (VAS) - Autorità competente - Organo o ufficio interno alla stessa autorità procedente

TAR Lombardia Milano sez. II 15/12/2011 n. 3170

Maggioli Editore

RREPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 879 del 2011, integrato da motivi aggiunti, proposto da: 
Riccardo Caminiti, Giovanni Battista Garibaldo, Augusto Biancoli, Simona Rullo, Flora Silvana Cerrito e Serenella Anna Natella, rappresentati e difesi dagli avv. Riccardo Ludogoroff, Vilma Aliberti e Massimo Caiazza, con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo, in Milano, via Silvio Pellico, 12;

contro

Comune di San Donato Milanese, rappresentato e difeso dall`avv. Guido Bardelli, presso il cui studio, in Milano, via Visconti di Modrone, n. 12, è elettivamente domiciliato;

nei confronti di

Snam Rete Gas s.p.a., rappresentata e difesa dall`avv. Nicola Bassi, presso il cui studio, in Milano, via Mozart, 9, è elettivamente domiciliata; 
Eniservizi s.p.a., rappresentata e difesa dagli avv. Piero D`Amelio Fabio Cintioli, con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo, in Milano, via Barozzi, n. 1; 
Eni s.p.a., rappresentata e difesa dagli avv. Piero D`Amelio e Fabio Cintioli, con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo, in Milano, via Barozzi, n. 1;

per l`annullamento

-della deliberazione del Consiglio Comunale di San Donato Milanese n. 39 del 29.11.2010, con la quale è stata adottata la variante al p.r.g. e connessa proposta di programma integrato di intervento, relativa all`area denominata "De Gasperi Est" e conseguentemente della variante e del p.i.i. stessi;

- di ogni atto presupposto, consequenziale e, comunque connesso; in particolare, delle deliberazioni G.C. n. 50 del 23.3.2010 e n. 200 del 9.11.2010.

Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di San Donato Milanese, di Snam Rete Gas s.p.a., di Eniservizi s.p.a. e di Eni s.p.a.;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell`udienza pubblica del giorno 20 ottobre 2011 la dott.ssa Silvia Cattaneo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

1. I ricorrenti indicati in epigrafe – residenti nel Comune di San Donato Milanese - impugnano la deliberazione del Consiglio Comunale n. 39 del 29.11.2010 con la quale è stata adottata una variante al p.r.g. e la proposta di programma integrato di intervento relativa all`area "De Gasperi Est".

2. Queste le censure dedotte:

I. violazione ed errata applicazione degli artt. 14, 25, 87 e 88, l. reg. Lombardia n. 12/2005; eccesso di potere per carenza assoluta di presupposti, di motivazione e di istruttoria in quanto:

A. la proposta di p.i.i. si porrebbe in contrasto con il documento strategico di inquadramento delle politiche urbanistiche di cui alla delibera del Consiglio Comunale n. 36/2005, comportando un considerevole incremento delle volumetrie;

B. il p.i.i. non prevederebbe la realizzazione di infrastrutture pubbliche o di interesse pubblico di carattere strategico;

II. violazione ed errata applicazione degli artt. 11 e 12 del d.lgs. n. 152/2006, degli artt. 4 e 87 della l. reg. Lombardia n. 12/2005 e della d.g.r. n. VIII/6420 del 27.12.2007; eccesso di potere per carenza di motivazione ed istruttoria; sviamento e travisamento: il p.i.i. avrebbe potuto avvalersi della v.a.s. del piano di governo del territorio solo dopo l`approvazione di questo atto ovvero in quanto attuativo dello stesso; in ogni caso, la possibilità di avvalersi della v.a.s. effettuata nel procedimento di adozione del p.g.t. sarebbe esclusa dalla sostanziale difformità del p.i.i. adottato rispetto alle previsioni del p.g.t.; l`autorità competente non sarebbe composta da soggetti muniti delle necessarie competenze in materia;

III. violazione ed errata applicazione degli artt. 87, 88 e 89, l. reg. Lombardia n. 12/2005; eccesso di potere per carenza di presupposti, errore essenziale, travisamento e sviamento; carenza di istruttoria e di motivazione, illogicità e perplessità manifesta: la dotazione di aree e di attrezzature pubbliche e di interesse pubblico reperite nel perimetro del programma sarebbe insufficiente a supportare le funzioni insediate; non sarebbe, inoltre, dimostrato che il ricorso alla monetizzazione sia la soluzione più funzionale per l`interesse pubblico; il p.i.i. non reperirebbe, infine, le aree necessarie per la dotazione di parcheggi pubblici;

IV. violazione ed errata applicazione degli artt. 11 e 90 della l. reg. Lombardia n. 12/2005; eccesso di potere per travisamento e sviamento; carenza di istruttoria e di motivazione: il valore delle opere aggiuntive, la cui realizzazione è prevista a compensazione dell`incremento della s.l.p., corrisponderebbe a circa il 50% del valore della s.l.p. aggiuntiva e, inoltre, le opere previste a compensazione sarebbero necessarie per la funzionalità delle destinazioni insediate e non conferirebbero alcun beneficio aggiuntivo alla collettività e all`interesse pubblico;

V. violazione ed errata applicazione degli artt. 45, 46 e 90, l. reg. Lombardia n. 12/2005; eccesso di potere per travisamento e sviamento; carenza di istruttoria e motivazione. Incongruenza della delibera impugnata nella parte in cui, da un lato, computa nella cessione gratuita delle aree a standard la superficie dei parcheggi realizzata in struttura e, dall`altro, consente altresì lo scomputo degli oneri mediante la realizzazione del medesimo parcheggio in struttura: in tal modo verrebbe accollato al Comune il costo delle relative aree a standard.

3. Con un primo ricorso per motivi aggiunti i ricorrenti impugnano la deliberazione del Consiglio Comunale n. 22 del 31.3.2011 di approvazione del p.i.i., riproponendo le medesime censure già formulate con riferimento alla delibera impugnata con il ricorso principale e lamentando, altresì, con il sesto motivo aggiunto:

VI. eccesso di potere per perplessità, illogicità e contraddittorietà, violazione ed errata applicazione dei principi del giusto procedimento avendo la p.a. omesso di approvare autonomamente la variante e quindi di portare a conclusione il procedimento avviato con l`esplicita adozione della stessa nella delibera n. 39/2010 e convalidare la modifica al documento strategico.

4. Con un secondo ricorso per motivi aggiunti, i ricorrenti, ad integrazione di motivi già proposti, articolano le seguenti ulteriori doglianze:

VII. violazione ed errata applicazione degli artt. 2, 14, 25, 87 e 88, l. reg. Lombardia n. 12/2005; violazione ed errata applicazione della d.g.r. 6 maggio 2009, n. 8/9413, eccesso di potere per carenza assoluta dei presupposti; sviamento; eccesso di potere per carenza di motivazione e di istruttoria;

VIII. violazione ed errata applicazione dell`art. 13, l. reg. Lombardia n. 12/2005; eccesso di potere per carenza di istruttoria e errata motivazione; contraddittorietà e perplessità, sviamento;

IX. violazione ed errata applicazione dell`art. 46, l. reg. Lombardia n. 12/2005; eccesso di potere per carenza di presupposti ed errore essenziale;

X. violazione del giusto procedimento; violazione ed errata applicazione dell`art. 5, l. reg. Lombardia n. 13/2001; eccesso di potere per sviamento.

5. Si è costituito in giudizio il Comune di San Donato Milanese e, oltre a dedurre l`infondatezza nel merito del ricorso, ha eccepito il difetto di legittimazione ed interesse ad agire dei ricorrenti.

6. Si sono altresì costituite le controinteressate Eni s.p.a. e Eniservizi s.p.a., anch`esse eccependo preliminarmente il difetto di legittimazione attiva e di interesse ad agire dei ricorrenti.

7. Si è infine costituita la Snam Rete Gas s.p.a. contestando la fondatezza delle censure dedotte.

8. All`udienza pubblica del 20 ottobre 2011 il ricorso è stato ritenuto per la decisione.

9. Il Collegio prescinde dall`esame delle eccezioni di rito sollevate dall`amministrazione resistente e dalle controinteressate - ritenendo, in ogni caso, sussistente la legittimazione attiva del sig. Caminiti, la cui abitazione è situata a poco più di 200 metri dall`area oggetto dell`intervento, e parimenti il suo interesse a contestare le deliberazioni impugnate per l`incidenza sulla dotazione delle aree a standard, sulla qualità della vita e sull`ambiente (cfr. T.A.R. Milano Lombardia, sez. II, 13 maggio 2011, n. 1244) - stante l`infondatezza nel merito del ricorso.

10. Con il primo motivo del ricorso principale, con il primo e con il settimo motivo aggiunto, i ricorrenti lamentano l`assenza delle due condizioni previste dall`art. 25, c. 7, l. reg. Lombardia n. 12/2005 per poter avviare la procedura di approvazione del p.i.i. in variante: in particolare, il p.i.i. comporterebbe, difformemente da quanto previsto dal documento strategico di inquadramento delle politiche urbanistiche di cui alla delibera del Consiglio Comunale n. 36/2005, un considerevole incremento delle volumetrie in variante al p.r.g. L`amministrazione avrebbe, quindi, dovuto preventivamente valutare l`eventuale variante al documento e solo successivamente adottare il p.i.i.

Inoltre – affermano i ricorrenti - il p.i.i. non prevedrebbe la realizzazione di infrastrutture pubbliche o di interesse pubblico di carattere strategico ed essenziali per la riqualificazione dell`ambito territoriale.

I due profili di doglianza non sono fondati.

Il documento di inquadramento - alla cui approvazione l’art. 25, c. 7, l. reg. Lombardia n. 12/2005 subordina la presentazione dei programmi integrati di intervento nei Comuni sprovvisti di piano di governo del territorio – è redatto “allo scopo di definire gli obiettivi generali e gli indirizzi dell`azione amministrativa comunale nell`ambito della programmazione integrata di intervento”.

In considerazione della natura programmatica di tale atto e del carattere non vincolante delle sue prescrizioni, non può ritenersi che la p.a. debba modificare il documento in un momento necessariamente antecedente l`adozione del p.i.i., ben potendo i due interventi essere contestuali (come era, d`altro canto, espressamente previsto dalla delibera della Giunta Regionale n. 6/44161).

Nè può ritenersi, altresì, insussistente il requisito richiesto dall`art. 25, c. 7, l. reg. Lombardia, n. 12/2005, e cioè che il p.i.i. preveda la realizzazione di infrastrutture pubbliche o di interesse pubblico di carattere strategico ed essenziali per la riqualificazione dell`ambito territoriale.

La valutazione circa il carattere strategico e l`essenzialità delle infrastrutture - come, in generale, ogni scelta urbanistica - costituisce apprezzamento di merito sottratto al sindacato di legittimità, salvo che non sia inficiata da errori di fatto o abnormi illogicità.

Ad avviso del Collegio, tali vizi, nel caso di specie, non sussistono.

La circostanza che la delibera impugnata abbia sottolineato gli effetti positivi derivanti dalla realizzazione di nuova s.l.p. da destinarsi al settore terziario in termini di rafforzamento del tessuto economico non smentisce, invero, il carattere strategico degli interventi pubblici previsti, ben potendo tali obiettivi coesistere.

Non possono, poi, ritenersi funzionali al solo comparto oggetto dell`intervento urbanistico le infrastrutture per la mobilità previste dal p.i.i., e ciò in considerazione della finalità ivi prevista di migliorare l`accessibilità alla linea metropolitana ed alle linee ferroviarie.

Quanto all`acquisizione dell`area Monticello, in vista della realizzazione di un parco, i ricorrenti si sono limitati ad affermarne l`assenza di carattere strategico senza tuttavia addurre ragioni concrete che consentano di sindacare, pur nei limiti anzidetti, la valutazione operata dalla p.a..

Quanto agli interventi di riqualificazione del centro sportivo, la circostanza che il complesso sportivo fosse già da tempo realizzato non contraddice la rilevanza dell`opera di manutenzione; così come la previsione, all`art. 12.4 della bozza di convenzione, di agevolazioni in favore dei "figli dei dipendenti dei soggetti attuatori nell`ambito delle iniziative collegate ai campus estivi di Eni" non esclude affatto il carattere strategico dell`intervento, non potendo certamente affermarsi che il centro debba essere frequentato unicamente da costoro.

11. Con il secondo motivo del ricorso principale, il secondo motivo aggiunto ed in parte anche con l`ottavo motivo aggiunto, i ricorrenti lamentano l`illegittimità della decisione del Comune di avvalersi della valutazione ambientale strategica effettuata nel procedimento di adozione del piano di governo del territorio, non ancora approvato, in quanto il p.i.i. non sarebbe attuativo dello stesso e le sue previsioni sarebbero, inoltre, sostanzialmente difformi rispetto a quelle del p.g.t.

I ricorrenti invocano, al riguardo, la scheda-norma relativa all`ambito di trasformazione strategico De Gasperi est - livello 2 - contenuta nel documento di piano e in cui viene prevista una dotazione minima di aree e servizi di interesse generale pari al 100% della s.l.p. (oltre ad una quota di standard pregresso) e quale s.l.p. è indicato il valore di 58.826 mq cui è aggiunta una s.l.p. di 15.000 mq per una s.l.p. totale massima pari a mq 73.826.

A loro avviso, in forza di tale scheda, la dotazione minima di aree a standard sarebbe pari alla s.l.p. totale di 73.826 mq, conformemente a quanto previsto altresì dall`art. 20 delle n.t.a. del piano dei servizi, il quale dispone che la dotazione minima debba essere pari al 100% della s.l.p. insediabile.

Il Collegio non condivide questo assunto.

La relazione al documento di piano, a pagina 180, nel disporre che la dotazione minima di aree per servizi debba essere pari al 100% della s.l.p. totale massima, prevede, infatti, in aggiunta a tale valore, l`ulteriore cessione di 150.000 mq extracomparto.

La distinzione tra le due superfici, quella totale massima e quella extracomparto, e l`utilizzo del segno aritmetico "più" consente di affermare che, ai fini del calcolo della dotazione minima di aree a standard, non debba considerarsi la superficie corrispondente ai 15.000 mq ma solo i 58.826 mq .

La correttezza di tale conclusione è confermata dalla tabella a pagina 184 della relazione al documento di piano: in essa, con riferimento all`ambito A.T.S De Gasperi est, livello 2, è indicata espressamente, a fronte di una s.l.p. totale massima pari a 73.826 mq, una dotazione minima di servizi e aree pari a 58.826 mq.

L`incertezza sulla misura della s.l.p. lasciata dalla scheda-norma è quindi da ritenersi chiarita da queste specifiche previsioni.

La diversità del titolo in forza del quale è attuata la cessione delle aree (il p.i.i. prevede il trasferimento delle aree poste in località Monticello a scomputo di standard monetizzati, mentre il p.g.t. ne dispone il trasferimento a titolo di perequazione) non si traduce, quindi, in una differente dotazione di standard.

Pertanto ripetere la valutazione ambientale strategica, già effettuata con riferimento a previsioni sostanzialmente analoghe, nel corso del procedimento di adozione del piano di governo del territorio, avrebbe rappresentato un`inutile e gravatoria duplicazione.

Né, per le medesime ragioni, si pone un problema di applicazione di misure di salvaguardia.

La decisione del Comune, va soggiunto, non è inficiata neppure dalla circostanza che il p.g.t. non fosse stato ancora approvato, in quanto ciò che assume rilievo è unicamente il completamento del sub-procedimento di valutazione ambientale strategica (v. doc. 27 dell`amministrazione).

Parimenti infondata è la censura con cui viene lamentata l`assenza di competenze dell`autorità incaricata di effettuare la v.a.s. Si richiama, al riguardo, quanto recentemente affermato dal Consiglio di Stato circa la legittimità dell`evenienza che l`autorità competente alla v.a.s. sia identificata in un organo o ufficio interno alla stessa autorità procedente (Consiglio Stato, sez. IV, 12 gennaio 2011, n. 133)

La nomina del segretario comunale e dei dirigenti dell`ente, con l`esclusione del dirigente dell`area territorio, ambiente ed attività produttive e la previsione di un supporto tecnico operativo non si presta invero ad alcuna censura: in mancanza di elementi di segno contrario – in questa sede non dedotti – può, invero, ritenersi che la scelta dei funzionari apicali dell`ente costituisca una garanzia sufficiente in ordine al possesso, in capo a costoro, delle competenze necessarie per effettuare la valutazione ambientale strategica.

12. Con il terzo motivo del ricorso principale ed il terzo motivo aggiunto i ricorrenti deducono la violazione dell`art. 90, l. reg. Lombardia n. 12/2005 per mancata motivazione in ordine alle ragioni del ricorso alla monetizzazione dello standard non reperito all`interno del piano, per l`incongruità delle aree cedute in controvalore e per il mancato reperimento delle aree necessarie per la dotazione di parcheggi pubblici.

La censura non è fondata.

L`amministrazione ha adeguatamente rappresentato le ragioni della scelta di ricorrere alla monetizzazione in sede di controdeduzioni alle osservazioni (cfr. doc. 23 dell`amministrazione).

Inoltre, la decisione del Comune di acquisire - a parziale compensazione del mancato reperimento delle aree a standard nella quantità dovuta all`interno dell`ambito di intervento - l`area Monticello non può ritenersi viziata solo perché essa sarebbe decentrata rispetto all`area oggetto del programma integrato di intervento.

È, difatti, proprio la localizzazione dell`area Monticello (in prossimità alle conurbazioni di San Donato e San Giuliano Milanese) e la sua idoneità a soddisfare bisogni dell`intera collettività comunale una delle ragioni – con riferimento alla quale non sono stati evidenziati gravi vizi di irrazionalità - per le quali l`amministrazione, nell`esercizio del proprio potere discrezionale, ha ritenuto strategica la sua acquisizione (cfr. Cons Stato, sez. V, 4 marzo 2008 n. 805; sez. IV, 7 febbraio 2011, n. 824).

Parimenti infondato è l`ulteriore profilo di violazione dell`art. 90, l. reg. Lombardia n. 12/2005 per la previsione di aree da cedere, per parcheggi, in misura inferiore a quanto previsto dal p.r.g.

La decisione dell`amministrazione di monetizzare una parte dello standard per parcheggi non viola il p.r.g., essendo il p.i.i. approvato in variante al p.r.g., né l`art. 90, l. reg. 12/2005.

Quest`ultima norma dispone, invero, che la dotazione di parcheggi pubblici e di interesse pubblico ritenuta necessaria dal Comune debba essere obbligatoriamente assicurata in aree interne al perimetro del programma o comunque prossime a quest`ultimo laddove siano previste "funzioni commerciali o attività terziarie aperte al pubblico", non previste, invece, dal p.i.i. oggetto del presente giudizio.

Né i ricorrenti hanno dedotto elementi che dimostrino una manifesta illogicità o errori di fatto della valutazione effettuata dall`amministrazione circa la adeguatezza della prevista dotazione di parcheggi.

13. Con il quarto motivo del ricorso principale e con il quarto motivo aggiunto i ricorrenti deducono l`illegittimità della compensazione dell`incremento della s.l.p. con la realizzazione di opere aggiuntive per un importo stimato di euro 3.600.000,00; somma che corrisponderebbe solamente al 50% del valore di tale superficie aggiuntiva.

Con il quinto motivo del ricorso principale e con il quinto motivo aggiunto, invece, i ricorrenti si dolgono della violazione della disciplina vigente in materia di scomputo degli oneri e di cessione gratuita delle aree a standard prevista agli artt. 45, 46 e 90, l. reg. n. 12/2005: a loro avviso la cessione gratuita della superficie a parcheggio realizzata in struttura e lo scomputo degli oneri mediante la realizzazione del medesimo parcheggio in struttura porterebbe ad un accollo al Comune del costo delle relative aree a standard.

Con il nono motivo aggiunto i ricorrenti contestano la congruità della stima delle aree di Monticello cedute all`amministrazione comunale.

Queste tre riassunte censure sono inammissibili in quanto non sorrette da un idoneo interesse ad agire.

L`interesse all’integrità delle finanze del Comune non corrisponde, invero, ad un interesse personale, attuale e concreto dei ricorrenti ma ad un interesse di mero fatto.

Le lesioni fatte valere – cioè il mancato incasso di una determinata somma a compensazione dell`incremento della s.l.p., l`accollo da parte del Comune del costo delle aree a parcheggio o l`inadeguatezza dell`importo ricevuto dall`amministrazione a fronte della monetizzazione dello standard - non sono, difatti, direttamente riferibili alla sfera individuale dei privati.

Né può invocarsi la previsione di cui all`art. 90, u.c., l. reg. Lombardia n. 12/2005, la quale vincola l`amministrazione a impegnare le somme acquisite a titolo di monetizzazione degli standard "per l`acquisizione di fabbricati o aree specificamente individuati nel piano dei servizi e destinati alla realizzazione di attrezzature e servizi pubblici, ovvero per la realizzazione diretta di opere previste nel medesimo piano": l`interesse a che l`amministrazione incassi il giusto corrispettivo non diviene, invero, per ciò solo, un interesse personale e diretto dei ricorrenti.

Altrimenti opinando verrebbe, difatti, ammessa un`azione popolare, ossia un`azione volta ad ottenere un mero controllo oggettivo della legittimità dell`atto amministrativo da parte del giudice, che sarebbe in contrasto con il carattere di giurisdizione soggettiva attribuito al vigente sistema di giustizia amministrativa (cfr. Cons. St., sez. VI, 29/5/2008, n. 2546).

14. Con il sesto motivo aggiunto viene dedotto il vizio di eccesso di potere per perplessità, illogicità e contraddittorietà e violazione del principio del giusto procedimento in quanto l`amministrazione avrebbe omesso di concludere il procedimento con un`autonoma approvazione della variante.

La censura è infondata.

Il programma integrato di intervento è stato, infatti, approvato in variante al p.r.g. e non è, quindi, necessaria l`assunzione di un`autonoma e distinta delibera di approvazione della variante.

15. Con l`ottavo motivo aggiunto i ricorrenti lamentano un ulteriore profilo di contrasto con il p.g.t.: affermano che l`assegnazione di un indice di edificazione alle aree Monticello, sul modello previsto dal p.g.t. livello 2 si porrà in contrasto con il medesimo p.g.t., in quanto la relativa previsione sarà, verosimilmente, stralciata, essendo la stessa subordinata al parere favorevole dell`ente parco che, in passato, si è espresso negativamente sull`assegnazione di indici edificatori alle aree del parco.

La censura è inammissibile: con essa viene, infatti, dedotto un profilo di contrasto, neppure attuale ma futuro ed ipotetico, con una previsione del p.g.t. in itinere, non impugnata e assistita da una presunzione di legittimità.

16. Con il decimo motivo aggiunto i ricorrenti deducono la violazione del giusto procedimento e dell`art. 5, l. reg. 13/2001 per mancanza del parere di compatibilità acustica.

La doglianza non merita accoglimento.

La circostanza che il Comune non abbia sottoposto all`a.r.p.a. la nuova valutazione previsionale – integrata con la individuazione dei recettori sensibili esposti all`impatto del p.i.i. - non inficia la legittimità della delibera impugnata.

Il Collegio condivide, invero, le argomentazioni formulate dalle difese dell`amministrazione e delle controinteressate secondo cui l`art. 5, l. reg. l. reg. Lombardia n. 13/2001 pone l`obbligo di acquisizione del parere dell`a.r.p.a. in occasione del rilascio dei titoli abilitativi indicati all`art. 8, c. 4, l. 447/1995 e non, invece, nella fase, antecedente, di approvazione del programma integrato di intervento.

In questa fase procedimentale non possono, neppure, assumere rilievo le carenze istruttorie lamentate dai ricorrenti, stante la legittimità della decisione del Comune di rinviare le verifiche di dettaglio alla fase attuativa del p.i.i., una volta definito il posizionamento degli impianti, e subordinatamente ad un nuovo parere dell`a.r.p.a., la cui necessità è stata, comunque, espressamente affermata dalla stessa amministrazione (cfr. doc. 22 dell`amministrazione).

17. Per le ragioni esposte il ricorso è dunque infondato e va pertanto respinto.

18. In considerazione della complessità delle questioni dedotte, il Collegio ritiene equo disporre l`integrale compensazione delle spese di giudizio tra le parti.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda)

definitivamente pronunciando sul ricorso principale e per motivi aggiunti, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall`autorità amministrativa.

Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 20 ottobre 2011 con l`intervento dei magistrati:

Angelo De Zotti, Presidente

Giovanni Zucchini, Primo Referendario

Silvia Cattaneo, Referendario, Estensore

L`ESTENSORE IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 15/12/2011

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

 

 

 

 

 



 

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