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Il SISTRI e gli enti locali (come soggetti aderenti al sistema): cenni

A. Pierobon (Approfondimento 23/5/2011)

Documento senza titolo

Tra i soggetti obbligati ad aderire al SISTRI troviamo: i comuni, gli enti e le imprese che gestiscono i rifiuti urbani del territorio della Regione Campania.

Gli altri comuni, i centri di raccolta e le imprese di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani nel territorio di regioni diverse dalla regione Campania sono facoltizzati all’iscrizione SISTRI.

La “tracciabilità” (senza SISTRI, ovvero per chi non è obbligato e in presenza di certe condizioni) rimane affidata ai registri di carico e scarico, nonché al FIR (formulario di identificazione dei rifiuti), in proposito si vedano gli artt. 190 e 193 del d.lgs. 3 aprile 2006, n.152 come ss.mm. e ii..

I Comuni, indipendentemente dal numero di abitanti, non iscrivono le unità locali con meno di dieci dipendenti. Tra le Unità locali occorre computare anche quelle affidate ad associazioni senza scopo di lucro. In questa ultima ipotesi la trasmissione dei dati verrà effettuata direttamente dal Comune o dall`unità locale da questo ultimo designata.
Ai fini della determinazione del contributo di iscrizione, occorrerà sommare il numero dei dipendenti della unità locale o delle unità locali, per le quali si richiedono questi adempimenti, al numero dei propri dipendenti.
Ove non esista unità locale con più di dieci dipendenti, dovrà, in ogni caso, iscriversi il Comune, sommando il numero dei dipendenti delle singole unità locali.

Per quanto riguarda gli impianti comunali, o intercomunali, ai quali vengono conferiti i rifiuti urbani e che effettuano (si badi), in regime di autorizzazione (non stiamo parlando del regime “speciale” di cui al Centro di raccolta comunale ex D.M. 8 aprile 2008), solamente operazioni di messa in riserva (R13) e di deposito preliminare (D15), essi dovranno iscriversi al SISTRI nella categoria centro raccolta/piattaforma versando il contributo annuo previsto dal SISTRI indipendentemente dalla quantità di rifiuti urbani gestiti.

Si ricorda che il contributo SISTRI si riferisce all`anno solare di competenza, indipendentemente dal periodo di effettiva fruizione del servizio, potendo essere rideterminato, con cadenza annuale, con decreto ministeriale.

Teoricamente (per quanto meglio avremo occasione di dettagliare in prossimi interventi sull’argomento) gli operatori iscritti al SISTRI comunicano le quantità e le caratteristiche qualitative dei rifiuti oggetto della loro attività utilizzando i dispositivi.

La tipologia delle informazioni che ciascun operatore iscritto deve fornire al SISTRI è riportata nelle Schede SISTRI di cui all`allegato III del D.M. 18 febbraio 2011, n.52 (cosiddetta test unificazione SISTRI) e pubblicate sul sito internet http://www.sistri.it/.

Pervero, le istruzioni dettagliate per la compilazione delle Schede SISTRI sono disponibili sul sito internet http://www.sistri.it/ e non corrispondono, quantomeno in toto, a quanto pubblicato in Gazzetta Ufficiale (cioè al predetto allegato III del cit. d.m. n.52/2011) .

Soffermiamoci, per ora, alla categoria (solo in parte paradigmatica dei Comuni, per le specificità e deroghe che avremo occasione di segnalare), cioè ai comuni della Regione Campania in qualità di produttori di rifiuti.

Nell’allegato III riferito a questa categoria, leggiamo che vanno inserite le caratteristiche di pericolo solo per i rifiuti speciali pericolosi. Com’è noto i comuni producono rifiuti assimilati e attraggono (com’è altrettanto noto) per similarietà (equiparazione quali-quantitativa dichiarata con provvedimento consiliare o nell’ambito della potestà regolamentare) i rifiuti assimilati, ma per quanto riguarda i rifiuti speciali assimilati questi potrebbero venire “prodotti” (in realtà intercettati dai produttori che li conferiscono al servizio pubblico come progettato ed erogato nella sua effettività) solo tramite apposita convenzione “fuori privativa”.

Scheda movimentazione rifiuti (sempre nell’allegato III), qui diversamente dalla categoria Produttori/Detentori di rifiuti speciali leggiamo che "il comune deve aprire una nuova AM della Scheda SISTRI", cioè non si presuppone un rifiuto precedentemente caricato nel Registro Cronologico, come avviene in modo, come dire….. “standardizzato” (1) (in realtà le deroghe introdotte dal sistema formano uno “standard” di maggiore rilevanza).

Nella Sezione Anagrafica, differentemente agli altri soggetti (categorizzati SISTRI) non troviamo quali elementi il codice Istat dell’attività prevalentemente svolta, il numero dei dipendenti, il numero delle Unità Locali. Sembra essere bastevole (in termini di  presuntività) la “etichetta” di Comune.

Nella Sez. 4 voce “raccolta multimateriale” vanno inseriti i rifiuti da imballaggi “misti” di cui al CER 150106 (2). Devesi inserire il totale della quantità raccolta, compresi gli scarti e poi si effettuerà una suddivisione tra le varie frazioni merceologiche di rifiuti di imballaggi secondo quantità, distinguendo per la famiglia dei 15. 01 (3)….

In altri termini la quantità iniziale (150106) viene computata senza considerare gli scarti, difatti si precisa: "Specificare il totale di rifiuti oggetto di raccolta multi materiale, comprensiva degli scarti, e le quantità delle singole frazioni al netto degli scarti. La suddivisione va effettuata mensilmente attraverso l’utilizzo di stime basate su analisi merceologiche e/o dati dell’impianto di selezione della frazione multi materiale".

Si dovrebbe quindi caricare il rifiuto misto  CER 150106 ogni mese e poi, sulla scorta dei dati comunicati dagli impianti (di selezione/recupero) suddividere in senso specificativo la massa di rifiuti avviata col CER “mistomare”?

In tal caso queste operazioni teoricamente forniranno una percentuale di produttività nel senso di recupero dell’impianto, segnalando ai NOE (che sono nella stanza dei bottoni SISTRI) una serie di griglie per le quali riterranno (o meno) di approfondire. In realtà, sia detto, gli impianti ben possono “adulterare” questi dati lavorando sui flussi quali-quantitativi dove addirittura si creano rifiuti (si sbiancano i rifiuti in nero o si affossano quelli bianchi di buona qualità…). Sul punto torneremo appositamente, in modo più dettagliato (e “calcolatorio”) in un prossimo contributo.

Va notato che se questi dati vengono inseriti in una data postuma l’operazione, il sistema appone non la data digitata dall’operatore (quale, cosiddetta “effettiva operazione”), bensì quella cosiddetta “default del sistema”. Anche qui si odora una investigazione postuma…
Nella Scheda movimentazione non si trova il carico perché prima (contraddizione con quanto abbiamo segnalato in precedenza) si deve caricare dalla Scheda cronologica, ma se, appunto, questa ultima va caricata (ex post) ogni mese, come si spiega?

L’ area movimentazione, in automatico, dovrebbe aggiornare il registro cronologico, ma emergono problemi organizzativi (che ne trascinano altri) di non poco rilievo (4).

Stupefacemente vengono previsti, entro questa gestione, anche i commercianti e gli intermediari, che però non possono intervenire  per lo smaltimento dei rifiuti urbani, al più potrebbero “intervenire” per il recupero, oppure per lo smaltimento dei rifiuti speciali prodotti non dai Comuni ma dagli impianti (esempio percolato da discarica) per i quali ultimi esiste però una apposita categoria……

Note

(1) Si veda la Guida dell’Utente (versione al 5 maggio 2011) pag.73. Sembra ammettersi un doppio regime: 1) movimentazione rifiuto con “delega” all’intera gestione: il Comune firma le “RC” generate automaticamente (attenzione: una volta al mese!) e il gestore effettua le movimentazioni (se necessario il Comune firma anche le Schede compilate, per suo conto, dal gestore); 2) il Comune firma le “RC” ed effettua la movimentazione (come Produttore), anche se abbia delegato la raccolta e il trasporto ad un soggetto gestore.
(2) Da notare come  non sia applicabile il criterio della prevalenza del CER perché in tal caso si perderebbe traccia dei flussi dei rifiuti (coacervati).
(3) Carta e cartone 15.01.01; plastica 15.01.02; legno 15.01.03; metalli 15.01.04; vetro 15.01.07. Ma sembra che nell’accesso al software questi campi non ci siano! Nel DM 17 dicembre 2009 avevamo anche i CER 15.01.09 e 20.01.01, si tratta di una svista o che?
(4) Si pensi ad una grande ex “municipalizzata”, se essa a fine mese ha 2000 operazioni di trasporto da caricare, il delegato che fa? Forse che le firma tutte e 2000 in un sol colpo?



 

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