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20/11/2017 22:19
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Primiani, Presidente Unitel, Attenti alla "Turbo Legislazione"

Roma, 26 maggio ’11 (Fonte Agenzia Fuoritutto) Con un seminario dedicato al nuovo regolamento in materia di appalti pubblici, è stato celebrato il secondo congresso nazionale dell’Unione Italiana dei Tecnici degli Enti Locali. L’associazione si è data appuntamento a Montesilvano, dove il Presidente, l’Architetto Bernardino Primiani, in apertura dei lavori ha parlato di “panorama turbo-legislativo” e di un Paese nel quale non si fa in tempo a studiare una legge che intanto ne

arriva un’altra a modificarla.

 

Presidente, cosa intendeva dire?

“Esattamente ciò che ho detto. Mentre stiamo discutendo il nuovo regolamento in materia di contratti pubblici, che entra in vigore a giugno dopo cinque anni di attesa, è arrivato a maggio un decreto legge con altre modifiche. Se non è turbo-legislazione questa! “

 

I settecento partecipanti di oggi intanto indicano che c’è interesse…

“Settecento partecipanti provenienti da tutta Italia, i tanti relatori qualificati e di altissimo profilo, tra cui magistrati , avvocati e docenti,  dimostrano quanto sia sentito il problema, soprattutto per i tecnici che si trovano di fronte ad una materia ostica e in continua evoluzione.  La formazione, ritengo, sia l’aspetto preminente e fondamentale, ma è difficilissimo potersi  formare quando le norme che ancora non entrano in vigore vengono già sostituite con altre leggi. Guardi, noi abbiamo a che fare con una materia già di per sé complicata, che è il volano dell’economia nazionale. Parliamo dell’edilizia pubblica e privata e ovviamente il tecnico comunale che è anche il rup (responsabile unico della procedura) delle situazioni si trova a dover quotidianamente combattere contro interpretazioni di carattere giuridico, di una sottigliezza tale che non basterebbero corsi giornalieri per la definizione completa”.

Che sia una materia ostica lo si è capito anche dagli interventi dei relatori.

“La presenza di tanti relatori è la riconferma di ciò che noi da anni predichiamo, cioè della necessità della vicinanza delle istituzioni. Per noi sapere di poter contare su un sostegno tanto qualificato è una gratificazione,  ci premia dei nostri tanti sforzi. E lavoriamo perché a fronte di questo sforzo vi sia una base associativa sempre più grande, in quanto solo attraverso una voce forte che viene dal basso è possibile sensibilizzare gli organi politici che governano il nostro Paese, su quelle che sono le istanze della nostra categoria”.
In anni recenti Unitel ha già raccolto importanti frutti portando avanti battaglie per il riconoscimento di alcuni diritti della categoria dei tecnici degli enti locali.

Pensa che l’associazione potrà spuntare qualche risultato anche in materia di appalti?

“Stiamo svolgendo una intensa attività su tutto il territorio nazionale. Siamo presenti nell’ottava commissione lavori pubblici con delle audizioni, abbiamo stipulato un accordo con il Consiglio superiore dei lavori pubblici. E quando diciamo che vogliamo essere ancora più presenti all’interno di questi tavoli è perché riteniamo che non si possa fare a meno del tecnico che rappresenta il piccolo comune, che poi rappresenta il 90 per cento dei comuni di questa nazione. Se non si vuol tener conto di questa realtà frazionata, allora probabilmente qualcuno ha perso il timone della barca, lo ha perso o non capisce come utilizzarlo. Perché poi non si può pensare che uno o due tecnici dei piccoli comuni come quelli che noi rappresentiamo, possano uscire indenni da una attività come quella di cui parliamo oggi”.

Dunque, presidente, chiedete attenzione? Chiarezza?

“Noi tecnici degli enti locali vogliamo svolgere al meglio il nostro lavoro. Vogliamo farlo in serenità, senza essere sottoposti a pressioni psicologiche, sia dalla parte politica che dagli operatori del settore. Questi secondi, poi,  sono operatori che non perdonano, sono portatori di interesse che non vogliono perdere tempo. Però se le leggi non sono chiare per tutti, la colpa non può essere data a chi, come noi non abbiamo nemmeno il tempo di studiare le modifiche per stare al passo della turbo-legislazione. Gli imprenditori hanno anche la possibilità di avere il supporto costante di avvocati; il tecnico comunale è una figura poliedrica, deve pensare dalla buca stradale alla lampadina della pubblica illuminazione, alla gestione dei servizi essenziali e alle risoluzioni contrattuali di appalti di grosso spessore. Da solo. Bisogna capire, allora, se cascare nella padella o nella brace. E anche le amministrazioni comunali dovrebbero fermarsi con la corsa alla realizzazione di nuove opere, che spesso non possono essere portate a termine anche per la scarsità di risorse. Si guardi, invece, al patrimonio che abbiamo, per sistemarlo, adeguarlo. Alla fine, lo dico da tecnico e da cittadino, avremo reso con un servizio migliore alla cittadinanza”.

Quali saranno i prossimi appuntamenti di Unitel?

“Continueremo a parlare dei lavori pubblici e piano casa. Anche grazie all’intensa attività delle nostre sezioni regionali, dall’inizio dell’anno ad oggi abbiamo organizzato oltre venti appuntamenti in tutta la penisola. I prossimi incontri saranno orientati ad un ulteriore approfondimento del nuovo regolamento, prendendo in esame anche il decreto n. 70 di questo maggio. E risponderemo naturalmente alle richieste dei colleghi di altre regioni che ci chiederanno di intervenire. Lo faremo sempre grazie alla infinita disponibilità dei nostri relatori che ci stanno dando una mano gratuitamente, sostenendo per quanto sia possibile la complessa attività dei nostri colleghi”.

(Mar)

 

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